sabato, 06 giugno 2009

HACKLETTURA 190

Italia: pizza, spaghetti...

e culi a mandolino

Ovvero: la giornalaglia italica e la furbizia dei cretini




Sembra cadere dalle nuvole Peppino Caldarola che su Il Giornale prende nota dell'anti-italianità dei media stranieri. E crede di individuare il motivo di tante invettive nel fatto che "il voto italiano è controcorrente".

Il voto italiano è controcorrente?

Già. Perché, secondo lui, questo voto "non mette in discussione il governo ma può modificare il panorama politico europeo".

Ah sì, davvero?

Caro Peppino, calmati e cerca di guardare le cose reggendo il cannocchiale dalla parte giusta. L'Italia ha come premier un nano folle con manie dittatoriali, uno gnomo dalla testa incatramata e con presunti incubi su comunisti-mangiabambini, un italianetto fuori di senno che ruba i soldi dei concittadini pezzenti per organizzare lussuosi party privati e che fa gaffes a tamburo battente; e tu vuoi che gli osservatori inglesi, tedeschi, francesi ecc. parlino bene dell'Italia?!? A parte che non si tratta di "anti-italianità", bensì di ironia dovuta a stupore e a scetticismo, di - sì - dolore per un Paese che in fondo si meriterebbe maggiore affetto ma che ha finito per rovinarsi con le proprie mani... Al di là di tutto ciò, caro Peppino Caldarola, come credi che sia possibile per i giornalisti stranieri giudicare l'ex Belpaese da una prospettiva politica, visto il casino circense che vi regna?

Per loro (e non da oggi) Berlusconi è il nuovo Mussolini, il nuovo Al Capone, un buffoncello dal torace rigonfio che così bene incorpora tutti i cliché negativi che macchiano il nome della nostra nazione. Nel tuo articolo tu cerchi di fare un'analisi dei perché e dei percome. Scrivi:

"L’attacco concentrico [contro Berlusconi e il suo governo; N.d.R.] dei giornali italiani e di molti giornali esteri, soprattutto europei, ha varcato i confini della sinistra. Non stiamo parlando solo di Liberation, dell’Independent, del Guardian. In campo sono scesi anche molti quotidiani e settimanali conservatori."

"La regia di tale manovra" vuoi dire in questo tuo articolo "è tutta italiana. Ogni cosa infatti è partita da Repubblica..."

Caro, caro Peppino! Tu sei come Pazzini che contro l'Irlanda del Nord calcia il rigore a colpo sicuro senza aspettarsi che anche una nazionale presuntemente scarsa può avere un portiere in grado di tuffarsi a mezz'altezza e deviare il pallone. Evidentemente accecato dalla "luce" emanata dal tuo padrone, tu ritieni che solo gli italiani, e in particolare i Piccoli, Brutti & Malfatti del Fronte della Libertà, siano in possesso di un certo grado di furbizia. Furbi lo siete, certo; ma è la falsa furbizia tipica di quell'italietta di cui all'estero, appunto, così tanto ridono.

Prima avevamo i gerarchi neri, i kaiserlicchi della squallida e corrotta provincia... seguiti dai vari Scelba, Forlani, Fanfani, Craxi, Andreotti... Ma oggi abbiamo addirittura di peggio: i Bossi e i Berluscazzi. E un popolo intero piegato a 90 gradi e urlante per il godimento.

Cosa vuoi che analizzino gli osservatori stranieri, caro Peppino? Qui non è rimasto più niente da affidare alla logica, da poter esaminare con gli strumenti tradizionali dei sociologhi e dei cronisti politici. Grazie al tuo psicoboss, e a giornalaglia (giornalisti-canaglia) della tua risma, bruciamo anche i neuroni altrui, spingendo alla risata il mondo intero. Noi siamo quelli di Villa Certosa, e indossiamo maschere di cartapesta.

Italia: pizza, spaghetti... e culi a mandolino. Precisamente.


 


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venerdì, 05 giugno 2009

HACKLETTURA 189

Colpaccio di Zamparini: Zenga al Palermo!

E dunque, eppur si muove... Malgrado tutto, i tempi si evolvono, e tale evoluzione ha toccato persino la città di Palermo (quella che veste rosanero, quella della passione del calcio), grazie allo spirito imprenditoriale di un uomo venuto dal Nord.


 

Un sogno diventa realtà: sulla panchina dei Rosanero siede finalmente un grande campione, una leggenda vivente del calcio italiano, nonché un allenatore che si è fatte le ossa all'estero (senza pensare a cercarsi una raccomandazione in patria) e poi, tornato in Italia, ha guidato quello che poi sarebbe divenuto il "Catania dei record".
 Walter Zenga ha firmato un contratto triennale, e per questo non smetteremo mai di essere grati al presidente Zamparini.
Al di là degli obiettivi (quarto posto in campionato e qualificazione alle preliminari di Champions), fa bene sapere che c'è un uomo simile alla guida del Palermo!

Del capoluogo siciliano, l'ancora 49enne Zenga (praticamente è tra gli allenatori più giovani in assoluto della Serie A) ha un ricordo felice solo a metà. Infatti, proprio alla vecchia Favorita l'ex portiere dell'Inter e della Nazionale disputò la sua partita d'addio, il 1° marzo 1997. E i palermitani che fecero? Invece di onorarlo, lo fischiarono! L'Inter vinse 3-1 sui resti di un Palermo che era in bilico tra B e C, ma nemmeno questo serve a giustificare quegli ignobili fischi.
Certamente deluso da tale "accoglienza", Zenga decise allora di affrettare il suo trasferimento in America: andò a giocare nei New England Revolutions. Dodici anni dopo, ecco il ritorno a Palermo, sempre da protagonista e sempre da vincente (non dimentichiamoci che appena pochi mesi fa lui e il Catania vennero a vincere qui con un clamoroso 4-0!). Auguriamoci che i palermitani lo lascino lavorare. Palermo è fin da sempre filo-bianconera; è ora che la città finalmente si interizzi, passando una volta per tutte dalla parte dei Giusti, dove nessun Moggi potrà mai arrivare.

   

   WELCOME IN PALERMO, WALTER!

 

 



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lunedì, 25 maggio 2009

Cherie Blair a Fabio Fazio: Tony mi disse: 'Fa' in modo che non mi facciano fotografie vicino a lui con la bandana in testa".

Ospite da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, la moglie dell'ex premier britannico Tony Blair, Cherie, ha parlato della sua esperienza da first lady. L'occasione è stata la biografia scritta da Cherie Blair, Speaking for Myself, nella quale ha raccontato il periodo trascorso a Downing Street.

Numerosi gli incontri importanti riportati e numerosi gli aneddoti correlati. Un episodio singolare riguarda proprio l'incontro avvenuto in Sardegna nel 2004 con il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Fu una sorpresa davvero - ha spiegato l'ex first lady a Fazio - andammo lì perché speravamo di convincere Berlusconi a votare a favore dell'assegnazione delle Olimpiadi a Londra. Quando arrivammo, restammo un po' sorpresi nel vedere Silvio con questa 'sciarpona', quella bandana famosa. E' vero che doveva essere una visita privata. Ci spiegò che aveva un po' di problemi in testa e capimmo che si era sottoposto a un trapianto di capelli".

Cherie ha poi raccontato che a un certo punto Berlusconi propose di andare a fare un giro, dicendo che però prima si sarebbe cambiato. "Mio marito sperava si togliesse la bandana - ha spiegato la moglie di Tony Blair - invece no. Se la tenne in testa, se l'era semplicemente cambiata con un'altra che si intonava con il colore della sua camicia. Fu cosi che Tony mi disse: 'Qualsiasi cosa accada, fa' in modo che non mi facciano fotografie vicino a Silvio con la bandana. Mettiti tu in mezzo, altrimenti la stampa britannica ci uccide".

 

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mercoledì, 06 maggio 2009

HACKLETTURA 188

Vuole rimanere Anonima.
Ma ci racconta i Party di casa Berlusconi

Oggi posterò un articolo, cosa che faccio rarissimamente. Chiedendomi e chiedendovi se un cittadino tedesco, per dirne uno a caso ... riuscirebbe a tollerare una situazione simile ... in cui la Merkel ... tra Maschietti Ventenni ...

[Precisazione: ho scritto all'autore del seguente articolo per avere qualche sicurezza in più sui contenuti, dato che il "Testimone Gioiellare" ha voluto rimanere anonimo/a. Il Giornalista ha risposto immediatamente, con ironia e cortesia: della sua mail riporto solo il "(...) vada tranquillo (...)" - degennaroriccardo@yahoo.it]


"Palazzo Grazioli. Tra Piatti e Bacetti"
I coperti sono sempre 50. È un numero che probabilmente piace al Presidente del Consiglio, lo considera forse congruo per qualunque occasione, una riunione politica, un incontro d'affari, una festa. La tavola è situata al centro di un bellissimo salone, come quelli dei ristoranti di lusso, ma si trova a Palazzo Grazioli, l'abitazione privata di Berlusconi di fronte a Palazzo Venezia. Vuota, la sala fa un po' impressione, soprattutto quando gli invitati sono quattro o cinque e naturalmente si domandano il perché dei restanti coperti. Non è considerato un problema non arrivare a occupare tutti i posti, ma - si sa - l'attuale Presidente del Consiglio è anche uomo di fantasia, difficile non immaginare qualche sorpresa. Per avere la certezza che quella sera il premier non ha alcuna intenzione di parlare di politica o d'affari basta attendere qualche minuto. A un certo punto, infatti, si spalancano le porte ed ecco Berlusconi, accompagnato dal fido menestrello Apicella e scortato da una cinquantina di fanciulle. Sono tutte intorno ai vent'anni, sono poco vestite e adoranti al punto da intonare immediatamente l'inno personale del padrone di casa: «Meno male che Silvio c'è!». Silvio, tuttavia, non vuole essere soltanto spettatore, ma protagonista. Come sempre. Eccolo allora afferrare il microfono che sta a centro tavola e ricambiare l'omaggio con alcuni stornelli, accompagnato dal simpaticissimo Apicella. Sono le canzoni da osteria, dal doppio senso incorporato, che lasciano un po' sbigottiti alcuni tra i presenti. Le ragazze sembrano incantate da tanta bravura, ridono, scherzano tra loro e non nascondono la gioia per una serata che sarà sempre tra i loro migliori ricordi. Terminati gli stornelli, il presidente del consiglio, che forse anche per questo qualcuno definisce l'Imperatore, non ha difficoltà nell'andare incontro alle ragazze festanti, dare un bacetto a questa e una carezza a quella, invitare la giovane che sul momento ispira maggiormente i suoi sentimenti a sedergli sulle ginocchia. D'altronde, non mostra grande appetito. Il Presidente del Consiglio, infatti, si limita a una forchettata sola, una di numero. Poi più nulla. Eppure il cibo è ottimo. I camerieri, che indossano rigorosamente guanti bianchi, sembrano un po' svogliati e servono le ragazze quasi controvoglia: anziché appoggiare delicatamente le portate quasi le lasciano cadere. E poi non sembra loro affatto interessare se si tratti di aspiranti soubrette o future eurodeputate. Chiunque siano, infatti, saranno premiate in una misura di gran lunga superiore di quanto sia retribuito il lavoro dei domestici: a fine cena, i valletti entrano ancora una volta con i vassoi d'argento e porgono ad ogni ragazza un gioiello, una collana, un braccialetto. Le fanciulle saltellano, lanciano gridolini, ringraziano il loro generoso anfitrione, sebbene nessuna possa ancora permettersi di chiamarlo "papi". Forse più avanti. Questa storia sembra una fiaba, ma non è una fiaba: mi è stata raccontata da una persona che l'ha vissuta e che, comprensibilmente, preferisce rimanere nell'anonimato.
(Riccardo De Gennaro per l'Unità, 4 maggio 2009. Pagina 8)

[P.s.: certo, se il "testimone berluscare" avesse avuto il coraggio di fare outing sulla propria identità, il tutto avrebbe avuto un peso diverso. Anche se immagino che un quotidiano come l'Unità non si possa permettere, soprattutto in questo periodo, una clamorosa patacca. Ma il tempo potrebbe essere galantuomo: qualora Arcore non agisca in giudizio nei confronti del giornale o non esca in qualche modo allos coperto, ciò significherebbe che tali contenuti ...  ]

[P.s. 2: non preoccupatevi, ho raggiunto il livello di saturazione. Dopo oggi per un po' non parleremo più di Divorzi, Ciarpame e Viziacci Berluscosi ...]


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lunedì, 27 aprile 2009

HACKLETTURA 185

Il Bayern ha licenziato Klinsmann

Dopo l'altalenante parentesi alla guida della Nazionale tedesca, Klinsmann perde un'altra "poltrona": stamani infatti è stato sollevato dall'incarico di allenatore del Bayern. L'ex attaccante di tanti club prestigiosi (Stoccarda, Inter, Monaco, lo stesso Bayern, Tottenham...) tornerà domani stesso negli Stati Uniti, dove ufficialmente risiede.

Licenziati anche i due assistenti che lui aveva voluto con sé, entrambi arrivati dagli U.S.A.: Martin Vasquez e Nick Thesiof. 


Il vecchio e glorioso Olympiastadion, dove Klinsmann segnò tanti goal


Jürgen Klinsmann è uno dei tanti allenatori che non sono riusciti ad andare mai veramente d'accordo con la dirigenza della società bavarese, vuoi per indole personale (come Rehagel, come Magath), vuoi per scarsità di successi (Ribbeck nel '92-'93). La triade Beckenbauer-Rummenigge-Hoeness è una presenza granitica che, al pari dei manager delle grandi compagnie, guarda solo ai numeri, e la sconfitta casalinga di sabato con lo Schalke 04, che ha seguito di poche settimane il pesante 1-5 di Wolfsburg,  è costato a "Klinsi" il posto. Non importa se altre aspiranti al titolo di campione abbiano fatto a loro volta degli scivoloni: l'Amburgo infatti è stato fermato dal Borussia Dortmund, il Wolfsburg di Magath e Barzagli ne ha beccati due dalla penultima Energie Cottbus...; per Hoeness e Rummenigge (Beckenbauer detiene solo la presidenza onoraria), lo svevo-americano non è più da Bayern. Klinsmann ha un contratto fino al 2010 e quindi non avrà certo problemi di denaro, tuttavia questo esonero rappresenta un altro brutto colpo alla sua immagine.


Un rapporto problematico: "Klinsi" e - a destra - "Uli" Hoeness (Bayern-Brema 2-5)

Durante la sua carriera di calciatore, "Klinsi" si elevava sulla massa dei suoi colleghi per via dei capelli lunghi e dello stile di vita (ascoltava rock, andava in giro a bordo di un Maggiolino...). Dopo aver intrapreso la strada dell'allenatore, è andato via via perdendo il suo sorriso, e non erano pochi coloro che gli vaticinavano un fallimento, non ritenendolo in grado di tener duro a certi livelli dirigenziali, dove, com'è risaputo, non basta l'entusiasmo per riuscire a nuotare in un mare infestato da squali. Lui ha un po' stupito tutti raggiungendo con la Germania il terzo posto nei Mondiali del 2006, ma i suoi rapporti poco felici con la stampa e con i "boss" della federazione lo hanno portato a rassegnare le dimissioni; del resto quei Mondiali erano ospitati dalla Germania e l'intera nazione sognava di vincerli.

 Il Bayern Monaco lo ha chiamato dieci mesi fa, fedele alla tradizione di affidarsi ai suoi "ex". La partenza è stata disastrosa: due sole vittorie nelle prime sei gare, con i giornalisti a dargli addosso. Poi è arrivata pian piano la ripresa, con il reinserimento nei primi posti della classifica. A Klinsmann ha arrecato tante critiche l'estromissione dalla Champions League ai quarti di finale - sonoro 0-4 inflitto ai bavaresi dai fuoriclasse del Barcellona. L'allenatore se ne va con un sorriso amaro, pagando in realtà le scelte di mercato sbagliate da parte del club (ma questo Rummenigge e Hoeness non lo ammetteranno mai).

A Klinsmann subentra Jupp Heynckes, che ha già guidato il Bayern per quattro anni (1987-1991) vincendo due titoli di Bundesliga.


Il nuovo stadio di Monaco di Baviera

 

 



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domenica, 26 aprile 2009

HACKLETTURA 184

'Bribery' significa corruzione

Berlusconi - Economist 0 - 1

Lezione d'inglese per il nostro Premier

The Economist vince la causa. Nel 2001 la rivista londinese aveva giudicato il nostro Premier "inadatto a governare". Lui, sentendosi diffamato, aveva avviato una querela. A sette anni di distanza, il Tribunale di Milano ha definitivamente rigettato le sue accuse obbligandolo ad assumersi tutti i costi legali sostenuti dall'Economist, che è stato difeso da Berardino Libonati.
L'articolo "incriminato" parlava dei numerosi inciuci dell'allora leader dell'opposizione, i suoi rapporti con la mafia, le accuse di corruzione ("bribery") di politici, giudici e componenti della Guardia di Finanza, nonché dei processi a carico di Fininvest. Berlusconi non c'era stato e aveva denunciato il settimanale britannico. Il quale però non ha mai desistito e all'attuale Presidente del Consiglio italiano ha dedicato altri numeri altamente edificanti, criticando ultimamente anche il progetto Nuova Alitalia.

All'estero, il Premier viene considerato una sorta di erede naturale di Mussolini e/o Al Capone. Non solo in Inghilterra ma anche in America, Francia, Germania, Spagna ecc. vengono raccontate barzellette su di lui, e persino i media ufficiali trattano l'argomento con un'ironia che sfiora i toni di un umorismo da bettola. Se ne occupano tutti: dalle emittenti serie a quelle di puro intrattenimento, dalla yellow press a pubblicazioni rinomate come il magazine tedesco Der Spiegel, che ha intitolato un suo servizio "Il Padrino"...

Der Spiegel - Berlusconi
 



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sabato, 18 aprile 2009

HACKLETTURA 182

Moggi: "Mi cerca un grande club europeo"

Fonte: Eurosport - venerdì, 17 aprile 2009

L'ex direttore generale della Juventus ha rilevato di essere molto vicino a un importante club europeo. "Farei comunque solo il consulente del presidente", ha aggiunto.

Verrebbe da dirgli: "Moggi, ma per favore, vai a zapparti l'orto!" Già nel 2006 spergiurava che avrebbe fatto di tutto per tornare e, a parte le apparizioni in emittenti televisive compiacenti, non gli è riuscito di perseguire il suo iniquo proposito.

E' uno dei figuri che hanno rovinato l'immagine non solo della Juventus ma di tutto il calcio italiano. In effetti, dovrebbe fare sì il consulente, ma di una squadra con casacche a strisce e palla al piede. Don Luciano e suo figlio Alessandro hanno costituito un'associazione per delinquere che "mirava al controllo del mondo del calcio", come ha dichiarato il PM della procura di Roma, Luca Palamara, al quale sembrano troppo pochi quell'anno e due mesi di condanna inflitti a padre e figlio per violenza privata. Palamara (che si è appellato anche contro l'assoluzione di Davide Lippi, figlio del commissario tecnico della Nazionale) ha chiesto per i due Moggi rispettivamente sei anni e cinque anni di reclusione.
 
Gravissime le conseguenze per la Juventus sotto la gestione di questo personaggio. Nel processo Calciopoli, se vi ricordate, l'avvocato chiamato a difendere il club bianconero chiese una sorta di patteggiamento, spiegando ai giudici: "Se ci mandate in B con una penalizzazione, a noi sta bene". Infatti, per la Vecchia Signora si paventava addirittura la radiazione. E' quanto sarebbe accaduto in qualsiasi Paese civile.

Dall'arrivo di Moggi e Giraudo, la Juve è stata una società che si autofinanziava, perciò viveva di sponsor, seminando successi che si sono poi dimostrati tarocchi. Allestivano gli squadroni grazie a truffe e prevaricazioni varie, vedi Cannavaro (invitato a non rendere nell'Inter per agevolare il trasferimento), vedi Nedved (del quale hanno calmierato il prezzo), vedi Chiellini (che hanno "solato" alla Roma), vedi Emerson (costretto a essere ceduto dal rimpianto presidente Franco Sensi, altrimenti la Roma sarebbe stata "ostacolata" su SKY); e inoltre storie di farmaci e di arbitri corrotti, di Maserati donate agli amici di Moggi, di operai messi in cassa integrazione per poter pagare i giocatori... Lo sponsor maggiore era la Tamoil, che sborsava centinaia di milioni e che, per ovvie ragioni, quando scoppiò lo scandalo decise prontamente di ritirarsi. Di storie da raccontare ce n'è per anni: 14 per la precisione. Un decennio e mezzo in cui questo galantuomo ha corrotto il coruttibile; persino nei Tornei Berlusconi metteva gli arbitri di suo gradimento!

Lui dice: "Sono molto ricercato". Già: dalla polizia. 

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Sapevate che la Juventus...?


 


                bloggato da:  Cioppo bbello!

 

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mercoledì, 15 aprile 2009

HACKLETTURA 178

Terremoto e Ponte di Messina

 




Il ministro degli interni assicura che a favore dei terremotati andranno fondi reservati alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina.



                bloggato da:  contropensiero

 

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mercoledì, 08 aprile 2009

HACKLETTURA 176

L'Aquila non c'è più

Eccomi qui. Gli ultimi post sono stati scritti non di mio pugno. Era la mia amica Chiara che scriveva da Bologna. Questa sono io. La situazione è tragica. Inenarrabile. Io e la mia famiglia abbiamo perso tutto: case, lavoro, vita passata, radici. TUTTO. Ma quello che vorrei urlaste al posto mio è la rabbia di essere stati lasciati soli. Noi Abruzzesi siamo stati mandati a morte scientemente. Erano mesi e mesi di scosse, e nessuno ne ha mai parlato. Nessun giornale, nessun TG. NESSUNO. NESSUNO.NESSUNO. Nessun piano di emergenza era stato approntato. Siamo stati mandati a morte. Avrebbero dovuto farci evacuare. Il terremoto del 700 ha avuto la stessa casistica, gli stessi tempi. Identico. E loro ci rassicuravano. Parlano di 200 morti. Bugia. Al momento sono mille. E non è finita. E gli sfollati sono 60mila.Denuncio quell'imbelle del sindaco Cialente. La presidente della provincia Stefania Pezzopane. Tutte le autorità. L'Aquila non è. Fu. E noi tutti con lei. Si entra in città e non si hanno più punti di riferimento. Mio marito è entrato stamani. E' tornato al campo sfollati. Non connetteva. Non sapeva più neanche il suo nome. Sono lucida. Le cose che vi dico sono verità. A presto. Anna


 


                bloggato da:  Miss Kappa

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TERREMOTO di L'AQUILA - Attenzione! A tutti coloro che vogliono essere veramente informati, e anche a chi vuole aiutare i terremotati: leggete il blog di MISS KAPPA, ovvero Anna da L'Aquila.

      http://miskappa.blogspot.com/

Le cose che scrive sono terrificanti: sia sul vero numero dei morti, sia sullo sciacallaggio (anche quello di presunte associazioni caritative).

      http://miskappa.blogspot.com/

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postato da: bloggherone alle ore aprile 08, 2009 23:44 | link | commenti
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martedì, 07 aprile 2009

HACKLETTURA 174

 Giuliani e quella previsione del 2002

 

 
 

Un conto è azzeccarci una volta,ma sembra che per Giampaolo Gioacchino Giuliani,questa non sia stata la prima volta!

Allora io mi chiedo,se mi è lecito,chi dobbiamo ascoltare?
Perchè questa gente,pur di parasi il popò,continua a ripeterci che è impossibile prevedere i terremoti?
Perchè ora è in atto una campagna denigratoria verso quest'uomo ("
non è neanche laureato"è la frase del momento)?
Sembra proprio che Gioacchino, in questo paese non si un nome fortunato,ne menchemeno gradito...
Riporto una sua frase di oggi,che condivido:

''Tutto questo non e' accettato dalla scienza perche' nessuno ha mai creduto a quello che stavamo facendo, ma noi siamo andati avanti da soli .A chi non mi ha creduto dico solo che il dizionario di uno scienziato non dovrebbe contenere la parola impossibile. Questo la storia ce lo ha insegnato. Cio' che in passato non era possibile, con l'evoluzione puo' diventare possibile''

Questo articolo è del 2005,ma i fatti risalgono al 2002,per il terremoto di San Giuliano di Puglia!
Buona Lettura!



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Accordo tra la Caen di Viareggio e l'americana Iit per sperimentare una tecnologia predittiva basata sul rilevamento del gas radon

Se il sensore prevede il terremoto
In arrivo fondi del Dipartimento Usa degli Interni - In pista anche la Fondazione Nixon e la Duke University - L'obiettivo è creare una rete di allerta come per gli uragani

Elisabetta Durante - Il Sole 24 Ore ,12 giugno 2005

Tutta la storia nasce quattro anni fa presso i Laboratori del Gran Sasso dell'Infn, da gente esperta di avanzate tecniche di rivelazione sviluppate per esperimenti di fisica delle particelle. Nascono così le prime intuizioni dei due tecnici elettronici Gioacchino e Roberto Giuliani, del fisico Viktor Aleeksenko, direttore negli anni '70 del laboratorio russo underground di Baksan, e di Nicola Zaccheo, altro fisico allora in forza alla Caltech University di Pasadena: i quattro decidono, per pura curiosità scientifica, di mettere a punto il primo apparato di misura delle emissioni di radon.

Un giorno dell'ottobre 2002, poco prima del drammatico terremoto di San Giuliano di Puglia, Gioacchino Giuliani osserva segnali intensi e anomali: convinto che si tratti di un evento eccezionale, avverte i colleghi. che invece pensano a un guasto e consigliano di spegnere la macchina. Ma Giuliani non spegne, e anzi registra picchi sempre più rapidi e violenti. Quando infine arriva il terremoto, i quattro si guardano negli occhi, spaventati e confusi sul da farsi: questa esperienza convince la società Caen — leader nella produzione di dispositivi elettronici per i maggiori esperimenti di fisica del mondo - a investire uomini e mezzi nell'impresa, che sembra aprire nuove prospettive nella difficile sfìda dalla previsione dei terremoti.

Ora, a quattro anni da quelle prime esperienze e con i buoni auspici dell'Ambasciata Usa a Roma, ecco che nasce una strategic alliance italo-americana, il cui obiettivo è la definitiva verifica dei risultati raggiunti fino ad oggi, considerati già di estremo interesse.

In prima linea è la "Caen", che ha sviluppato i prototipi nel suo quartier generale di Viareggio, ma conta sedi operative negli States, e l'americana "Information and Infrastructure Technologies" (Iit), un'azienda specializzata nella fornitura al governo di Washington di sistemi per la sicurezza: al progetto, che a breve dovrebbe ottenere un finanziamento da parte del Dipartimento americano degli Interni, partecipano anche la Duke University e la Nixon Foundation.

Stessa finalità ha un parallelo progetto italiano che raccoglie, intorno alla Caen, l'Istituto di Studi e Ricerche per la protezione e la difesa civile e le Università di Calabria, Messina, Palermo e Basilicata, accompagnate dal Politecnico di Bari per gli aspetti di fisica nucleare: sarebbero pronti a partire, ma il fronte italiano soffre di una cronica mancanza di fondi.

La partnership italo-americana ha già individuato il sito che ospiterà i test: è il «Coso Geothermal Field», nel Sud California, dove già si svolgono ricerche sui terremoti (ne avvengono in media venti al giorno) e dove sorge uno dei maggiori impianti del mondo di produzione di energia geotermica; oltreoceano hanno anche scelto il responsabile delle ricerche, il professor Peter Malin della Duke University. Gli americani sono stati i primi a credere nel progetto, a cominciare da Edward Nixon, noto geologo che nel '69 — durante il mandato presidenziale del fratello Richard - spinse per la creazione in Usa della "Environment protection agency" (EPA). Informato un anno fa dei primi risultati, Nixon — che ha insegnato alla Duke University e oggi guida la Nixon Foundation e altre importanti società — venne in Italia, e ciò che vide presso la divisione "Nuclear Physics" della Caen lo convinse ad appoggiare l'iniziativa e tirar dentro altri partner.

In oltre due anni, i prototipi messi a punto dalla società viareggina hanno registrato molte volte, nelle ore precedenti un sisma, segnali legati a particolari emissioni di radon, come spiega il Presidente Marcello Givoletti: "I nostri sensori hanno lavorato in modo indipendente, ma misurato i medesimi segnali: e questi spike-likes (picchi istantanei tipici del radon, ndr) sono sempre stati osservati nell'imminenza di scosse puntualmente registrate dall'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ndr) nella stessa area. Riteniamo che non si tratti di pure combinazioni, per la semplice ragione che nei momenti di calma sismica le macchine non hanno letto segnali di sorta. Ecco perché pensiamo che il sisterila mostri un livello di efficienza interessante, e meriti una verifica definitiva da parte di esperti internazionali».

Anche Nixon conferma che sui rivelatori italiani val la pena di investire: "Lo sviluppo di queste nuove tecniche - ha detto al Sole 24-Ore - può offrire un potente contributo alla soluzione del problema. E un lavoro condotto su più fronti (californiano e italiano, ndr) è il più corretto".

Ma cosa produrrà, in concreto, l'operazione? John Lindquist, Presidente della Iit-Ewa: "Intendiamo sviluppare per i terremoti un sistema di allerta altrettanto affidabile di quello che esiste per gli uragani, considerando i tre elementi chiave che sono data, luogo e intensità dell'evento. Poi si tratterà di realizzare una rete di sensori e centri specializzati su grande scala". "Local indicators" per un "global warning" è anche il pensiero di Nixon, che vede un futuro affidato alla sorveglianza di rivelatori basati su tecniche diverse — a cominciare dai radon detectors - e capaci di monitorare l'intera Terra: una visione che va d'accordo con quella del Presidente dell'Ingv Enzo Boschi, convinto che, per scoprire i molti segreti dei terremoti, occorra uno studio globale del sistema, dato che il nostro, in fondo, è solo un piccolo pianeta.

 


 


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