sabato, 06 giugno 2009

HACKLETTURA 190

Italia: pizza, spaghetti...

e culi a mandolino

Ovvero: la giornalaglia italica e la furbizia dei cretini




Sembra cadere dalle nuvole Peppino Caldarola che su Il Giornale prende nota dell'anti-italianità dei media stranieri. E crede di individuare il motivo di tante invettive nel fatto che "il voto italiano è controcorrente".

Il voto italiano è controcorrente?

Già. Perché, secondo lui, questo voto "non mette in discussione il governo ma può modificare il panorama politico europeo".

Ah sì, davvero?

Caro Peppino, calmati e cerca di guardare le cose reggendo il cannocchiale dalla parte giusta. L'Italia ha come premier un nano folle con manie dittatoriali, uno gnomo dalla testa incatramata e con presunti incubi su comunisti-mangiabambini, un italianetto fuori di senno che ruba i soldi dei concittadini pezzenti per organizzare lussuosi party privati e che fa gaffes a tamburo battente; e tu vuoi che gli osservatori inglesi, tedeschi, francesi ecc. parlino bene dell'Italia?!? A parte che non si tratta di "anti-italianità", bensì di ironia dovuta a stupore e a scetticismo, di - sì - dolore per un Paese che in fondo si meriterebbe maggiore affetto ma che ha finito per rovinarsi con le proprie mani... Al di là di tutto ciò, caro Peppino Caldarola, come credi che sia possibile per i giornalisti stranieri giudicare l'ex Belpaese da una prospettiva politica, visto il casino circense che vi regna?

Per loro (e non da oggi) Berlusconi è il nuovo Mussolini, il nuovo Al Capone, un buffoncello dal torace rigonfio che così bene incorpora tutti i cliché negativi che macchiano il nome della nostra nazione. Nel tuo articolo tu cerchi di fare un'analisi dei perché e dei percome. Scrivi:

"L’attacco concentrico [contro Berlusconi e il suo governo; N.d.R.] dei giornali italiani e di molti giornali esteri, soprattutto europei, ha varcato i confini della sinistra. Non stiamo parlando solo di Liberation, dell’Independent, del Guardian. In campo sono scesi anche molti quotidiani e settimanali conservatori."

"La regia di tale manovra" vuoi dire in questo tuo articolo "è tutta italiana. Ogni cosa infatti è partita da Repubblica..."

Caro, caro Peppino! Tu sei come Pazzini che contro l'Irlanda del Nord calcia il rigore a colpo sicuro senza aspettarsi che anche una nazionale presuntemente scarsa può avere un portiere in grado di tuffarsi a mezz'altezza e deviare il pallone. Evidentemente accecato dalla "luce" emanata dal tuo padrone, tu ritieni che solo gli italiani, e in particolare i Piccoli, Brutti & Malfatti del Fronte della Libertà, siano in possesso di un certo grado di furbizia. Furbi lo siete, certo; ma è la falsa furbizia tipica di quell'italietta di cui all'estero, appunto, così tanto ridono.

Prima avevamo i gerarchi neri, i kaiserlicchi della squallida e corrotta provincia... seguiti dai vari Scelba, Forlani, Fanfani, Craxi, Andreotti... Ma oggi abbiamo addirittura di peggio: i Bossi e i Berluscazzi. E un popolo intero piegato a 90 gradi e urlante per il godimento.

Cosa vuoi che analizzino gli osservatori stranieri, caro Peppino? Qui non è rimasto più niente da affidare alla logica, da poter esaminare con gli strumenti tradizionali dei sociologhi e dei cronisti politici. Grazie al tuo psicoboss, e a giornalaglia (giornalisti-canaglia) della tua risma, bruciamo anche i neuroni altrui, spingendo alla risata il mondo intero. Noi siamo quelli di Villa Certosa, e indossiamo maschere di cartapesta.

Italia: pizza, spaghetti... e culi a mandolino. Precisamente.


 


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postato da: bloggherone alle ore giugno 06, 2009 21:56 | link | commenti
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lunedì, 25 maggio 2009

Cherie Blair a Fabio Fazio: Tony mi disse: 'Fa' in modo che non mi facciano fotografie vicino a lui con la bandana in testa".

Ospite da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, la moglie dell'ex premier britannico Tony Blair, Cherie, ha parlato della sua esperienza da first lady. L'occasione è stata la biografia scritta da Cherie Blair, Speaking for Myself, nella quale ha raccontato il periodo trascorso a Downing Street.

Numerosi gli incontri importanti riportati e numerosi gli aneddoti correlati. Un episodio singolare riguarda proprio l'incontro avvenuto in Sardegna nel 2004 con il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Fu una sorpresa davvero - ha spiegato l'ex first lady a Fazio - andammo lì perché speravamo di convincere Berlusconi a votare a favore dell'assegnazione delle Olimpiadi a Londra. Quando arrivammo, restammo un po' sorpresi nel vedere Silvio con questa 'sciarpona', quella bandana famosa. E' vero che doveva essere una visita privata. Ci spiegò che aveva un po' di problemi in testa e capimmo che si era sottoposto a un trapianto di capelli".

Cherie ha poi raccontato che a un certo punto Berlusconi propose di andare a fare un giro, dicendo che però prima si sarebbe cambiato. "Mio marito sperava si togliesse la bandana - ha spiegato la moglie di Tony Blair - invece no. Se la tenne in testa, se l'era semplicemente cambiata con un'altra che si intonava con il colore della sua camicia. Fu cosi che Tony mi disse: 'Qualsiasi cosa accada, fa' in modo che non mi facciano fotografie vicino a Silvio con la bandana. Mettiti tu in mezzo, altrimenti la stampa britannica ci uccide".

 

postato da: bloggherone alle ore maggio 25, 2009 23:18 | link | commenti (1)
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mercoledì, 29 aprile 2009

HACKLETTURA 186

La Struttura Delta

C'è una rete sotterranea costruita per portare acqua a un mulino solo. Chiamiamola "Struttura Delta". Funziona basandosi su un organigramma trasversale (Mediaset e RAI) il cui scopo è quello di rimbecillire le masse a colpi di velinume ed offuscare le notizie sgradite al potere, enfatizzando quelle "favorevoli" e dunque ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere e per il suo variopinto circo di leccapiedi.
In questo senso, gli uomini Delta fanno anche di tutto per criminalizzare Internet, iniziando nel contempo a commercializzarlo mentre operano spietate censure ai danni dell'informazione libera, denigrando e letteralmente cancellando decine e decine di web-reporter con una forte pressione sui responsabili italiani di YouTube, Google et alia.



 
Quello che ci propinano i media è un "mondo camuffato", una "cronaca addomesticata. In una finzione umiliante e politicamente drammatica della concorrenza, del pluralismo, dei diritti del cittadino-spettatore, alterando alla radice il mercato più rilevante di una democrazia, quello in cui si forma la pubblica opinione." (Cito da
un editoriale di Ezio Mauro su La Repubblica). 

Esempio clamoroso è il coverage sul terremoto in Abruzzo. La differenza tra i TG italiani e quelli tedeschi
è documentata in un video che vale molto più di mille parole scritte. I servizi realizzati dalla folta brigata di cecchini e sciacalli del giornalismo italiota sono di un'assurdità pazzesca e inumana, e quando la "linea" viene restituita allo studio centrale, la verità viene rivoltata come un guanto (ci assicurano che tutto funziona alla meraviglia, l'organizzazione è perfetta, lodevole è l'impegno personale del Presidente del Consiglio, ecc.).
Nei servizi delle emittenti tedesche, gli intervistati (terremotati e volontari della Protezione Civile) non fanno invece che imprecare contro gli aiuti insufficienti e il caos delirante...

  
 
Interessante anche questo videoreportage di ByoBlu (Claudio Messora): La grande balla di Berlusconi in Abruzzo, che non parla del sisma bensì della vittoria elettorale del Cavaliere di pochi mesi prima. Tra i numerosi commenti degli utenti al video di Byoblu, ne abbiamo scelto uno a rappresentanza di tutti gli altri: "Grazie per la tue preziose informazioni. Questo è un vero TG... altro che i fantocci della televisione!"

Infatti.

Del resto, sulla "scomparsa dei fatti" si è già espresso a sufficienza Marco Travaglio (anche in un libro che porta proprio questo titolo: La scomparsa dei fatti),
che possiamo rivedere qui ospite di Che tempo che fa.

L'esistenza di una Struttura Delta (denominazione che si ispira alle teorie del sociologo americano Vance Packard) è quanto cerca di smascherare il giornalista Enzo Di Frenna in un suo servizio-video a base di interviste: 
Prima parte; Seconda parte.

Sempre di Di Frenna un intervento sul blog di Byoblu/Claudio Messora su "
L'ombra sulla rete" circa i recentissimi fatti di disinformazione telecomandata.



Come specifica ancora Ezio Mauro: "Ci sono le prove documentali di questa operazione sotterranea, che ha agito per anni alle spalle dei Consigli di amministrazione, della Commissione di vigilanza, dei moniti del Quirinale sul pluralismo dell'informazione. Si tratta - come ha documentato Repubblica - di un'indagine della magistratura milanese sul fallimento dell'Hdc, la holding dell'ex sondaggista di Berlusconi (e della Rai) Luigi Crespi, che è stato per un lungo periodo anche il vero spin doctor del Cavaliere."

Aspettiamo dunque che la magistratura ci illumini. 


 


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martedì, 21 aprile 2009

HACKLETTURA 183

J.G. Ballard (1930-2009)

 

Aveva 78 anni James Graham Ballard quando il cancro (di cui soffriva da tanto tempo) l’ha ucciso. E' accaduto ieri, 19 aprile 2009, a Londra, e immediatamente le agenzie di tutto il mondo hanno battuto la notizia.

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Ballard era uno degli scrittori di fantascienza maggiormente scettici nei confronti del progresso e dei tanto decantati benefici della scienza e della tecnica. Nato a Shangai, fu fatto prigioniero dai giapponesi nel 1941, ancora bambino: un’esperienza traumatizzante che lui, oltre quarant’anni più tardi, avrebbe raccontato in Empire of the Sun (“L'Impero del Sole”), da Steven Spielberg magistralmente trasposto per il grande schermo. Questo primo spezzone di autobiografia, insieme a un paio di altri romanzi nei quali risalta la sua capacità di analizzare la vita contemporanea con forte realismo visionario, lo ha proiettato nel Parnaso degli scrittori britannici più apprezzati in assoluto. 

Ballard, che solo a cominciare dal 1946 visse in Inghilterra (dove sfollò con la madre e le sorelle), avrebbe voluto diventare medico. Non riuscì però a concludere gli studi e, dopo aver provato vari espedienti per guadagnarsi da vivere, entrò nella Royal Air Force. Mentre era di stazza in Canada, si appassionò per la science fiction.

Congedatosi e tornato in patria, iniziò la carriera di scrittore nel 1961, con il romanzo di fantascienza The Wind from Nowhere (“Vento dal nulla”). 

Da qui in poi, avrebbe pubblicato le sue opere con cadenza regolare. Una delle più celebri rimane The Atrocity Exhibition (“La mostra delle atrocità”; 1970). Si tratta di una silloge di quindici racconti aventi in comune un unico protagonista e le sue svariate ossessioni, comprendenti quelle sul suicidio di Marilyn Monroe e sull'omicidio del presidente Kennedy. In uno dei racconti, il tema è l’abnorme fissazione per gli incidenti stradali, che Ballard tornerà a trattare, approfondendolo, in Crash (1973), romanzo alquanto controverso da cui David Cronenberg trasse una pellicola poco fortunata.

La precoce scomparsa di sua moglie Helen Matthews, nel 1964 (dopo appena dieci anni di matrimonio), lasciò nello scrittore ferite indelebili. Lui cercò di superare quest’altro trauma con il romanzo The Kindness of Women (“La gentilezza delle donne”), praticamente la seconda parte della sua autobiografia, piena di immagini surreali e simboli di sofferenza, dolore, pazzia e morte.

Le sue visioni erano così infernali, per quanto avessero uno stretto rapporto con la realtà, che la critica inglese coniò un nuovo aggettivo: "ballardian". Il Collins English Dictionary dà di "ballardian" la seguente definizione: "Modernità distopica, desolati paesaggi costruiti dall'uomo, effetti psicologici derivanti dallo sviluppo tecnologico, sociologico o ambientale". Non c'è nulla di surreale in Ballard: tutt'altro. Lui pone la realtà sotto il microscopio fino a sviscerarne gli aspetti più crudeli. Il suo è realismo alla massima potenza, dunque; iperrealismo. La presunta normalità - ci suggeriscono i suoi libri - è solo un'illusione percettiva.

Gruppi rock come i Radiohead e Joy Division ammirano le opere di Ballard, e il produttore musicale Trevor Horns ha ammesso che era stato il suo racconto "The Sound-Sweep" a servire da ispirazione per "Video Killed the Radio Star", prima canzone in assoluto a essere trasmessa da MTV.

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“Deserto d'acqua”, “Terra bruciata” e “Foresta di cristallo” sono alcuni dei titoli di Ballard più noti agli amanti della fantascienza. Romanzi crudi, quasi tutti ambientati sulla Terra e in cui spesso avvengono catastrofi immani. “L'isola di cemento” e “Condominium” trattano in maniera allucinata - e allucinante - il tema della violenza che pare sempre scatenarsi da inezie, da qualche banale incidente. Con il tempo, quella di Ballard diventa sempre più una fantascienza sui generis: l’autore infatti finisce per approdare definitivamente a una letteratura "delle ossessioni" che alcuni critici hanno voluto paragonare ai prodotti di Williams Burroughs. Ma forse è più lecito il paragone con Philip K. Dick, anche se quest'ultimo, nella sua "geniale follia", era più un filosofo, mentre Ballard era più un letterato.

Nel 2003 lo scrittore inglese condannò con toni ironicamente amari l'invasione militare dell'Irak, prevedendo che gli occidentali non vi avrebbero trovato nessuna arma di distruzione. E, sempre nello stesso anno, dichiarò, in un'intervista rilasciata alla testata australiana The Age: "Dobbiamo romperla con il mito secondo cui è possibile 'illuminare' ed educare l'umanità. In questo modo ci si culla nell'illusione che tutti noi siamo esseri razionali e perfettibili, mentre invece non è così".

Il suo ultimo romanzo Kingdom come (“Regno a venire”, in Italia pubblicato da Feltrinelli), parla dell'inumano cinismo di un capitalismo spinto agli eccessi.

“Si guardi attorno, signor Pearson. Abbiamo a che fare con un nuovo esempio di uomo e di donna: occhi stretti, passivi, stringono in mano le loro carte di credito dei grandi magazzini... Vogliono essere presi in giro, vogliono essere convinti a comprare delle emerite schifezze. La loro istruzione si basa sugli spot televisivi. Sanno che le uniche cose che valgono sono quelle che possono mettere nella busta della spesa. Questa è una zona infestata, signor Pearson, e la peste si chiama consumismo.” (Cap. 4, pag. 37)

ballard

La terza e ultima parte  della sua autobiografia, Miracles of Life, è uscita l'anno scorso. Ballard era da tempo consapevole che i suoi giorni erano ormai segnati.

 

           Pubblicato su The Uchronicles


 


                bloggato da:  Adonis

 

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sabato, 18 aprile 2009

HACKLETTURA 181

PirateBay.org

In Internet scaricano tutti: studenti, lavoratori, casalinghe, i figli per i genitori, non poche volte persino i genitori per i figli, i ministri... Impossibile negarlo. Addirittura i preti che non vogliono o non hanno tempo di scivere un sermone se lo scaricano dalla Rete (il caso è già stato discusso in Vaticano). La dura condanna del tribunale di Stoccolma ai quattro creatori di The Pirate Bay (un anno di prigione e il pagamento di circa 2,7 milioni di euro) non cambia nulla: il sito continua a funzionare, e anche una sua eventuale cancellazione porterebbe ben poco ai censori: di "baie" telematiche, infatti, ce ne sono tantissime, e ogni giorno ne nasce una nuova.
Il governo di Berlusconi, il primo al mondo a oscurare il server, non ha fatto i conti con l'abilità dei cibernauti, che in pochi minuti possono facilmente aggirare il blocco degli ISP (
vedi qui).

  

Don't worry - we're from the internets. It's going to be alright. :-)

"Le masse" ha assicurato Peter Sunde, che è un membro di Piratbyrån, "capiscono che l'informazione deve essere libera". Al processo, Sunde ha mostrato alla giuria i dati di una ricerca secondo cui l'80% dei contenuti scambiati sul tracker è perfettamente legale; ma i colossi dell'indistria d'entertainment non hanno voluto sentire ragioni: loro pretendevano il carcere per i quattro imputati e una richiesta di risarcimento pari nientedimeno a 117 milioni di corone svedesi, ovvero 10,6 milioni di euro. Dicono i ragazzi di PirateBay.org: "La sentenza non ha conseguenze formali ed è priva di valore giuridico".

Più che legale, il problema è economico. Un CD o un DVD nuovo hanno un prezzo troppo alto. E' facile diventare ricchi vendendo a peso d'oro una cosa che viene replicata a un costo irrisorio. In Italia il problema è particolarmente grave in quanto un CD che negli USA costa 10$ da noi viene posto in commercio per almeno tre volte tanto.

Il galeone dei corsari continerà sempre a solcare i mari

Il giudice svedese è stato fazioso e ha palesemente voluto punire il ruolo "filosofico" di PirateBay, che con grande impudenza si permette di ridere in faccia ai colossi della disco/cinematografia. Se la sentenza passasse, Internet cadrebbe defnitivamente nelle mani dei profittatori, degli squali della pubblicità, dei manipolatori dell'informazione, smettendo di essere il "luogo" in cui ci si scambiava in maniera totalmente libera idee e opinioni (cosa che accadeva soprattutto dal suo nascere a verso la fine degli Anni Novanta; i pionieri telematici se lo ricorderanno e mi daranno ragione).


Dalle News Apcom di venerdì 17 aprile 2009:

Internet. Autore libro su Pirate Bay: diventerà caso politico

Dopo sentenza, secondo giornalista Luca Neri, non cambia nulla

Roma, 17 apr. (Apcom) - "Dal punto di vista pratico non cambia nulla. Il sito continua e continuerà a funzionare. Ciò che è interessante è che lo scontro passerà a livello politico". E' quanto prevede lo scrittore e giornalista Luca Neri, autore de "La baia dei pirati - Assalto al copyright" (edizioni Cooper), il primo libro uscito in Italia che racconta la storia e i retroscena del caso di PirateBay.org, nel giorno in cui il tribunale di Stoccolma ha condannato a un anno di prigione e al pagamento di circa 2,7 milioni di euro i quattro creatori del popolare sito di file sharing, ritenendoli colpevoli di complicità nella violazione delle leggi sul diritto d'autore.

[...] "Si tratta di una sentenza di primo grado, dobbiamo aspettare quella definitiva - ha detto Neri al telefono con Apcom da New York, aggiungendo - e in ogni caso i gestori del sito hanno già annunciato a fine 2006 di aver distribuito il sistema in giro per il mondo, moltiplicando i server sui quali si appoggia".

PirateBay.org ha innescato il più importante processo nella battaglia dell'industria culturale contro la pirateria. I quattro corsari - i tre gestori Frederik Neij, Gottfrid Svartholm Warg e Peter Sunde, e il principale finanziatore Carl Lundstrom - dovranno versare 30 milioni di corone per i danni causati all'industria musicale, del cinema e degli audiovisivi che chiedeva 117 milioni di corone per i mancati introiti causati dal download illegale: "Questa sentenza si differenzia dai casi precedenti, come Kazaa o Napster, perchè non siamo di fronte a imprese commerciali che perseguono fini di lucro, ma a veri e propri paladini di internet libero, ragazzi portavoce di un movimento che crede di essere nel giusto". Per loro - ha spiegato il freelance che vive da più di vent'anni negli Stati Uniti - la tecnologia offre la possibilità di far circolare il sapere e la cultura, un'opportunità non va persa.

Ma cosa si deve leggere tra le righe della sentenza di oggi, seppur di primo grado? "Il messaggio è che la legge non è pronta ad accettare questa rivoluzione tecnologica - ha affermato Neri, per il quale la pubblicità delle multinazionali dell'audiovisivo contro la pirateria è pura propaganda, preannunciando - ora lo scontro si sposterà a livello politico". A inizio 2006 è nato "Piratpartiet", il partito pirata, che ha intenzione di presentarsi alle Europee. "E' una formazione piccola, ma gli iscritti hanno già superato quelli del partito verde, un'istituzione in Svezia", ha detto Neri, ricordando che il successo di internet è legato al concetto di "piattaforma libera", e le leggi di regolamentazione di cui si discute in Europa vanno contro la stessa natura del mezzo. "Negli Stati Uniti non se ne parla proprio - conclude il giornalista - sarà perchè il primo emendamento della Costituzione sulla libertà d'espressione è intoccabile". Nel suo libro c'è anche un riferimento a Roberto Maroni, musicista mancato, che in un'intervista a Vanity Fair due anni fa rivendicava la "libera scaricabilità della musica".

 



                bloggato da:  Topolàin

 


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venerdì, 17 aprile 2009

HACKLETTURA 179

TheJackall presenta: "Io sono molto leggenda"

"Mi chiamo Ruzzo Simone, sono l'ultimo uomo sopravvissuto all'emergenza rifiuti."

MENZIONE SPECIALE della GIURIA al NAPOLI FILM FESTIVAL 2008 

Selezionato come finalista al PREMIO MASSIMO TROISI 2008 

 



                bloggato da:  Cumuli

 

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mercoledì, 15 aprile 2009

HACKLETTURA 178

Terremoto e Ponte di Messina

 




Il ministro degli interni assicura che a favore dei terremotati andranno fondi reservati alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina.



                bloggato da:  contropensiero

 

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giovedì, 02 aprile 2009

HACKLETTURA 171

Sacramento, USA - Tent-City


A Sacramento, capitale della California, è sorta una tendopoli con circa 200 "residenti". Il governatore Arnold Schwarzenegger vuole prendere tutta questa gente e portarla in vari ospizi per poveri. Loro, i senzatetto, non ci stanno. "Vogliono solo farci sparire nascondendoci dietro solide mura."
L'altra soluzione - dicono Schwarzenegger e i suoi consulenti - sarebbe quella di sceglierne a casaccio 150 e di dislocarli in vari spazi aperti intorno alla città (così ovviamente darebbero meno nel'occhio).
Un'associazione di avvocati attivisti fa notare che per le strade di Sacramento si aggirano almeno 1.200 altri senzatetto...


I media stanno facendo molti servizi su "Tent-City", ma i losangelini e gli abitanti di altre metropoli - californiane e no - si chiedono perplessi: "Noi il problema dei senzatetto lo abbiamo da decenni, i marciapiedi sono pieni di questi disgraziati. Come mai evitano sempre di parlarne e di mostrarli in TV?"






 



                bloggato da:  Zerovirgolaniente

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domenica, 29 marzo 2009

HACKLETTURA 170


Benetazzo e la fine del capitalismo

 

L'economo Eugenio Benetazzo ci illustra dove andranno i mercati azionari e che cosa dobbiamo aspettarci in futuro circa il lavoro e tutto ciò che gli ruota intorno. Ecco le prossime date del suo tour per l'Italia:

 

01 APRILE 2009 - ROMA, Mondadori Multicenter in Via del Corso, ore 18 - Presentazione del libro Banca rotta

04 APRILE 2009 - CITTADELLA (PADOVA), Sala Convegni Torre di Malta, ore 9,45, "Economia, finanza e lavoro"

08 APRILE 2009 - VICENZA, Viest Hotel Centro Congressi, ore 21, "Dove andranno i mercati azionari"

17 APRILE 2009 - MILANO, Teatro Franco Parenti, ore 20,45, "Banca rotta, quello che gli altri non dicono"

20 APRILE 2009 - TORINO, Circolo dei Lettori, ore 21, "Dialoghi scomodi: Banca rotta"

9 MAGGIO 2009 - ROMA, Palazzetto delle Carte Geografiche, 9,30-18,30, "Metti KO la crisi"

14 MAGGIO 2009 - ROSA' (VICENZA), Teatro Montegrappa, ore 0,45, "L'economia allo sbando"

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Guardiamo in casa degli altri

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 Ovviamente, errori a livello governativo non sono stati compiuti solo da noi. La tanto decantata Germania non poteva affrontare peggio la crisi globale. La politica della Bundesrepublik è caratterizzata dall'azionismo antipopolare e - secondo molti - antisociale della Grande Coalizione, che è formata da democristiani e socialdemocratici: due schieramenti che ormai si assomigliano come gocce d'acqua. L'inciucio dei governanti con gli ambienti dell'alta finanza avviene in maniera così eclatante fin dai tempi del disgraziato quinquennio "socialdemocratico", che vide come cancelliere il famigerato Gerard Schröder (il quale oggi, grazie all'amico Putin, siede nel C.d.A. della Gazprom, la più grande azienda di metano del mondo). La gnoma che presentemente guida le sorti della nazione tedesca, ovvero Angela Merkel, all'avvento di Obama Barack alla Casa Bianca ha affermato: "L'elezione di questo presidente è la cosa peggiore che poteva capitarci"...
In Die Macht der Frage, il giornalista Gabor Steingart riesamina i 60 anni della BRD usando toni  aspri. Steingart accusa i politici del suo Paese di non governare veramente, bensì "di voler assicurarsi più potere possibile", e sottolinea i due punti fondamentali in cui hanno fallito sia la cosiddetta Grosse Koalition sia i governi precedenti:
1) Riforma dello Stato sociale: per decenni, ciascun governo ha passato la patata bollente a quello successivo, finché, proprio con Schröder e la SDP, si è assistito al sistematico smantellamento dell'apparato assistenziale, che oggi prosegue con Merkel & Co. - mentre le strade vanno riempiendosi di poveri, disoccupati e senzatetto e si assiste persino all'impoverimento  del ceto medio.
2) Nessun politico al potere ha mai pensato a "correggere" il sistema elettorale: 82 milioni di cittadini vengono governati da una lobby partitica che consta di non più di 200.000 collaboratori attivi, cioè lo 0,3 della popolazione.
    
Sull'incongruenza della politica e il suo distacco dai reali interessi della cittadinanza, basta prendere l'esempio attuale. Mentre Obama, per contrastare la crisi, ha raccolto intorno a sé i migliori cervelli dell'economia americana, la cancelliera tedesca ha affidato la poltrona di Ministro della Finanza a un uomo della Franconia, Michael Glos, la cui unica referenza è quella di conoscere bene l'inglese. Glos è stato scelto soprattutto per una questione di "quote": la Franconia è incorporata alla Baviera e, fin da sempre, si ritiene sottorappresentata a Berlino... Quando il presunto Ministro della Finanza ha rassegnato le dimissioni, non lo ha fatto rivolgendosi alla Merkel, ma al suo proprio dirigente provinciale: questo per far capire il suo grado di "competenza" e i paradossi che sorgono in un sistema federalista.
Nel suo libro, Steingart dice che la Germania è "uno Stato feudale". "Vi vige il motto che fu di Luigi XIV: 'L'Etat, c'est moi'. La nostra è l'unica democrazia al mondo in cui nessuno dei tre poteri - il parlamento che emana le leggi, le istituzioni che dovrebbero applicarle, la magistratura che ha  compiti di sorveglianza - viene eletto al 100% dal popolo."
"Rubano i soldi di chi lavora" chiosa acidamente il giornalista, "rubano le nostre pensioni e mettono tasse persino sulle sempre più magre somme che  vorremmo destinare ai nostri discendenti." E poi fa un appello affinché sulle liste elettorali appaiano i nomi di candidati scelti direttamente dal popolo anziché quelli voluti dai bonzi dei partiti.  

 



                bloggato da:  Senzacolpoferire

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