Osservatorio blog-internettiano
Italia: pizza, spaghetti...
e culi a mandolino
Ovvero: la giornalaglia italica e la furbizia dei cretini
Sembra cadere dalle nuvole Peppino Caldarola che su Il Giornale prende nota dell'anti-italianità dei media stranieri. E crede di individuare il motivo di tante invettive nel fatto che "il voto italiano è controcorrente".
Il voto italiano è controcorrente?
Già. Perché, secondo lui, questo voto "non mette in discussione il governo ma può modificare il panorama politico europeo".
Ah sì, davvero?
Caro Peppino, calmati e cerca di guardare le cose reggendo il cannocchiale dalla parte giusta. L'Italia ha come premier un nano folle con manie dittatoriali, uno gnomo dalla testa incatramata e con presunti incubi su comunisti-mangiabambini, un italianetto fuori di senno che ruba i soldi dei concittadini pezzenti per organizzare lussuosi party privati e che fa gaffes a tamburo battente; e tu vuoi che gli osservatori inglesi, tedeschi, francesi ecc. parlino bene dell'Italia?!? A parte che non si tratta di "anti-italianità", bensì di ironia dovuta a stupore e a scetticismo, di - sì - dolore per un Paese che in fondo si meriterebbe maggiore affetto ma che ha finito per rovinarsi con le proprie mani... Al di là di tutto ciò, caro Peppino Caldarola, come credi che sia possibile per i giornalisti stranieri giudicare l'ex Belpaese da una prospettiva politica, visto il casino circense che vi regna?
Per loro (e non da oggi) Berlusconi è il nuovo Mussolini, il nuovo Al Capone, un buffoncello dal torace rigonfio che così bene incorpora tutti i cliché negativi che macchiano il nome della nostra nazione. Nel tuo articolo tu cerchi di fare un'analisi dei perché e dei percome. Scrivi:
"L’attacco concentrico [contro Berlusconi e il suo governo; N.d.R.] dei giornali italiani e di molti giornali esteri, soprattutto europei, ha varcato i confini della sinistra. Non stiamo parlando solo di Liberation, dell’Independent, del Guardian. In campo sono scesi anche molti quotidiani e settimanali conservatori."
"La regia di tale manovra" vuoi dire in questo tuo articolo "è tutta italiana. Ogni cosa infatti è partita da Repubblica..."
Caro, caro Peppino! Tu sei come Pazzini che contro l'Irlanda del Nord calcia il rigore a colpo sicuro senza aspettarsi che anche una nazionale presuntemente scarsa può avere un portiere in grado di tuffarsi a mezz'altezza e deviare il pallone. Evidentemente accecato dalla "luce" emanata dal tuo padrone, tu ritieni che solo gli italiani, e in particolare i Piccoli, Brutti & Malfatti del Fronte della Libertà, siano in possesso di un certo grado di furbizia. Furbi lo siete, certo; ma è la falsa furbizia tipica di quell'italietta di cui all'estero, appunto, così tanto ridono.
Prima avevamo i gerarchi neri, i kaiserlicchi della squallida e corrotta provincia... seguiti dai vari Scelba, Forlani, Fanfani, Craxi, Andreotti... Ma oggi abbiamo addirittura di peggio: i Bossi e i Berluscazzi. E un popolo intero piegato a 90 gradi e urlante per il godimento.
Cosa vuoi che analizzino gli osservatori stranieri, caro Peppino? Qui non è rimasto più niente da affidare alla logica, da poter esaminare con gli strumenti tradizionali dei sociologhi e dei cronisti politici. Grazie al tuo psicoboss, e a giornalaglia (giornalisti-canaglia) della tua risma, bruciamo anche i neuroni altrui, spingendo alla risata il mondo intero. Noi siamo quelli di Villa Certosa, e indossiamo maschere di cartapesta.
Italia: pizza, spaghetti... e culi a mandolino. Precisamente.
bloggato da: Cioppo bbello!
Colpaccio di Zamparini: Zenga al Palermo!
E dunque, eppur si muove... Malgrado tutto, i tempi si evolvono, e tale evoluzione ha toccato persino la città di Palermo (quella che veste rosanero, quella della passione del calcio), grazie allo spirito imprenditoriale di un uomo venuto dal Nord.
Un sogno diventa realtà: sulla panchina dei Rosanero siede finalmente un grande campione, una leggenda vivente del calcio italiano, nonché un allenatore che si è fatte le ossa all'estero (senza pensare a cercarsi una raccomandazione in patria) e poi, tornato in Italia, ha guidato quello che poi sarebbe divenuto il "Catania dei record".
Walter Zenga ha firmato un contratto triennale, e per questo non smetteremo mai di essere grati al presidente Zamparini.
Al di là degli obiettivi (quarto posto in campionato e qualificazione alle preliminari di Champions), fa bene sapere che c'è un uomo simile alla guida del Palermo!

Del capoluogo siciliano, l'ancora 49enne Zenga (praticamente è tra gli allenatori più giovani in assoluto della Serie A) ha un ricordo felice solo a metà. Infatti, proprio alla vecchia Favorita l'ex portiere dell'Inter e della Nazionale disputò la sua partita d'addio, il 1° marzo 1997. E i palermitani che fecero? Invece di onorarlo, lo fischiarono! L'Inter vinse 3-1 sui resti di un Palermo che era in bilico tra B e C, ma nemmeno questo serve a giustificare quegli ignobili fischi.
Certamente deluso da tale "accoglienza", Zenga decise allora di affrettare il suo trasferimento in America: andò a giocare nei New England Revolutions. Dodici anni dopo, ecco il ritorno a Palermo, sempre da protagonista e sempre da vincente (non dimentichiamoci che appena pochi mesi fa lui e il Catania vennero a vincere qui con un clamoroso 4-0!). Auguriamoci che i palermitani lo lascino lavorare. Palermo è fin da sempre filo-bianconera; è ora che la città finalmente si interizzi, passando una volta per tutte dalla parte dei Giusti, dove nessun Moggi potrà mai arrivare.

WELCOME IN PALERMO, WALTER!