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BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

giovedì, 30 aprile 2009

HACKLETTURA 187

Gli attempati politici italiani: 'Viva la f..a!'

"Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo le canzoni di Scugnizzi"

All'inizio era un retroscena segreto. Diventa un caso politico, dopo le dichiarazioni-bordate di Veronica Lario (per la quale Vittorio Feltri invoca il "ricovero coatto"). Ora rischia di trasformarsi in vischioso scandalo di provincia. Mentre mamma e papà blindano, infatti, la neo-18enne candidamente ambiziosa che racconta tutta la sua "venerazione per 'papi' presidente", affiora anche l'eco della complessa vicenda giudiziaria che coinvolse, nei primi anni Novanta, il padre di Noemi.

Questo è quanto scrive Repubblica.

Ma procediamo con ordine. Siamo a Casoria e all'Upper gold, in Villa Santa Chiara sulla Circumvallazione, si sta svolgendo un party. La ragazza festeggiata (è il giorno del suo 18simo compleanno) va in sollucchero quando, entrando nel locale che ha le luci abbassate, riconosce un'ombra: quella di Silvio B.
"Paaaapiiii" grida la piccola, cadendo ai piedi del grande uomo che governa le sorti del Paese. Intanto, parte la colonna musicale: un pop-porno assai in voga.

Dev'essere stata una bella festicciola. Davvero indimenticabile.

Noemi Letizia, questo il nome e il cognome della bionda napoletana, ai giornalisti dichiara candidamente: "Sì, voglio fare carriera nel mondo dello spettacolo..."
Ma... "papi"?
"Certo. Lo chiamo presidente, ma qualche volta mi scappa 'papi'."
Berlusconi, ha spiegato Noemi, è un amico di famiglia. Però con i genitori "non è che si siano incrociati sul lavoro: mio padre è un dipendente comunale, e poi abbiamo una profumeria alla periferia di Napoli. Lui mi vuole bene come una figlia. E anche io, noi tutti gli siamo legati. Come si fa a non volergli bene? E' un mito, non sapevo che sarebbe comparso così dal buio della sala. Ho guardato mia madre che è sbiancata, tesa ma felice. "
Erano le 22, ha ricordato la ragazza. "Gli invitati stanno dentro, io arrivo dopo, con l'autista. Mi presentano al microfono, nel buio. Ovazione. Poi vedo mamma con gli occhi che le brillano, mi dice 'c'è una sorpresa'. Quindi, con le luci spente, si apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi."
Quale regalo le ha fatto?
"E' entrato con quel sorriso e un pacchettino in mano, e nel pacchettino c'era un collier." (Alcune fonti riportano invece una collana d'oro con ciondolo, N.d.R.)

La giovane Noemi, che ha già al suo attivo qualche comparsata televisiva ad esempio ne La Notte delle Sirene, aggiunge: "Sogno di fare la show girl. Perchè io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini". Per adesso partecipa come ballerina-valletta-showgirl alla trasmissione Stelle emergenti, condotta da Francesca Rettondini tutti i martedì su TeleA. La politica dunque momentaneamente può attendere. "Però sosterrò 'papi' fino alla morte" ha concluso la teenager nella sua intervista rilasciata lunedì al Corriere della Sera. E sul Corriere del Mezzogiorno, alla domanda del giornalista Angelo Agrippa su quando la vedremo in politica, alle Regionali, risponde: "Preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio" (!).

"Papi" è un nomignolo equivoco. In americano, le ragazze chiamano così gli amanti più vecchi; quelli con i soldi. Ma forse Noemi non lo sa. Dai toni che usa, viene un dubbio: si vanta di essere una "pupilla" di B. oppure il suo è un dramma sociale? Cioè: cerca aiuto per uscire da questa situazione e perciò recita il ruolo dell'ingenua, sperando che qualcuno accorri a salvarla?

No. Sembra che intenda seriamente. Difatti, rivela ancora: "Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme. I suoi CD li ho tutti. Come fa quella sua canzone...? 'Mon amour, lalalala'... E poi c’è la colonna sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte o al karaoke".
E racconta anche una delle barzellette del premier, la sua (di lei) preferita: vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: "Vuoi morire o bunga-bunga?". Il ministro sceglie: "bunga-bunga". E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: "Voglio morire!" Ma il capo tribù: "Prima bunga-bunga e poi morire". (Corriere del Mezzogiorno.it)

Altamente edificante.

Scende nei particolari Fulvio Bufi sul Corriere: [Noemi] ha sul tavolo i CD di Mariano Apicella con le canzoni che lei canta con papi "quando vado a trovarlo a Roma o a Milano, perché mica può venire sempre lui qui, con tutte le cose che ha da fare". Anche lei ha molto da fare: "Innanzitutto la scuola: studio grafica pubblicitaria", e corre a prendere un libro sul simbolo del PdL, regalo di papi con tanto di dedica: "Alla mia piccola Noemi, alla mia piccola grafica pubblicitaria dal suo papino putativo".

I giornalisti si recano da Anna Letizia, sua madre - una signora bionda, minuta, dall'aspetto molto piacevole (è ex Miss Tirreno)... E anche lei, la genitrice della "figlioccia" del premier, chiama il Berlusca "papi".

"Le foto?" dice Anna Letizia. "Se vuole può pubblicarle lui, papi. Perché di foto ne ha tante."

"Preferisco non rilasciare dettagli su come, dove o quando ho conosciuto il presidente. Non chiedetemelo più, per favore. Su questo consentiteci un po' di privacy. Come persona, come famiglia e come madre. Le mie foto? No, non amo darle. Se vuole, può farle uscire lui, papi".
E' turbata da come i media hanno trasformato "un’amicizia così pulita in un affare squallido. Berlusconi è un uomo che ama il popolo e ama stare a contatto con esso. Una persona onesta, un carissimo amico. Per questo, come donna, madre e amica, preferisco non aggiungere altro per evitare che quella che è una grande amicizia venga ulteriormente infangata."

Ogni volta che Berlusconi è a Napoli, la signora Anna e Noemi vanno a salutarlo all’Hotel Vesuvio. Poi la sorpresa alla festa dei diciott’anni di domenica. E i regali ai compleanni. "Una volta un diamantino, un’altra volta una collanina" racconta Noemi nell’intervista al Corriere
Per tacere degli incontri a Roma nello studio del premier. Incontri privati, incontri in cui Berlusconi si lascia andare e si confida...
Dice la mamma di Noemi: "Papi ne ha tante di foto. Non saremo certo noi a usare il suo nome e la sua generosità. Noi non avremmo mai voluto che uscisse, questa notizia. Anche se, in fondo, si trattava del party della maturità di una ragazzina. Ecco: lo vorrei dire, con infinito rispetto, anche alla intelligente signora Veronica Lario: lei resta nel mio cuore di ammiratrice, ma forse se la prende troppo per un semplice gesto di attenzione".

Anna Letizia, da Portici, il comune della costa vesuviana dove nove anni fa si candidò persino come consigliere comunale di centrosinistra (ma "papi" lo sa?), prova a rintuzzare la rabbia della First Lady: "Anch'io sono madre, anch'io difendo i miei cuccioli, e sono stata sfortunata: ho perso un figlio in un incidente stradale, anni fa. Questo non c'entra, ci mancherebbe. Mi chiedo soltanto: che colpa abbiamo noi se un padre così amato, un uomo famoso nel mondo, non ha avuto il tempo di essere presente alla festa dei diciott'anni dei suoi figlioli? Troverà chissà quanti altri modi per dar loro amore e protezione, no?".

E’ lo stesso Berlusconi a fornire qualche dettaglio su come sia nata tale amicizia. "Se fosse stata una cosa piccante, sarei andato in mezzo alla gente a farmi delle foto? Conosco il padre da una vita, è un vecchio socialista ed era l’autista di Craxi".
Smentisce Bobo Craxi: "Cado dalle nuvole. L’autista di mio padre si chiamava Nicola, era veneto ed è morto da qualche anno. Io questa Noemi e suo padre non li conosco davvero".
Smentiscono anche Giulio Di Donato e gli altri socialisti napoletani: "Craxi non ha mai avuto un autista a Napoli".

Dunque, non era l'autista di Craxi. Fu invece indagato e poi assolto per una storia di compravendite di licenze annonarie (era il febbraio 1993; venne arrestato con l'accusa di peculato e concussione per una tangente da 35 milioni). Ma il papà di Noemi, raggiunto due volte, prima di persona e poi al telefono, non intende "minimamente commentare queste voci".
Riemergono gli spettri di un passato tormentato. Lui, Benedetto Letizia detto Elio, fu travolto dall'inchiesta. All'epoca era in carriera come segretario dell'ex assessore socialdemocratico del Comune di Napoli, Grieco. Poi divenne amico inseparabile dell'allora direttore generale dell'amministrazione, anch'egli coinvolto nell'indagine. Il signor Letizia si professò innocente e i fatti gli diedero ragione. Così fu reintegrato in un posto di commesso, non avendo titolo di studio. Oggi è titolare di alcuni esercizi commerciali nella periferia nord, quartiere di Secondigliano, dominio di clan e spesso teatro di scorribande violente. "Una ricostruzione che viene a turbare il clima da gossip, in fondo piacevole" scrive Repubbica.
"Ora basta pulcinellate" ammonisce il signor Letizia. "Vuoi vedere che questa storia di mia figlia Noemi deve diventare un fastidio vero per tutti noi?".

Ora, io mi chiedo se molti di noi forse non sopravvalutano l'Italia e gli italiani. Pensavamo che il velinume frequentato da sciami di politici fosse limitato a una fascia ristretta, e invece probabilmente c'è in quasi ogni famiglia una ragazza, una "bimbaminkia", pronta a vendersi. Credevamo, ingenui come siamo, che "papi" e i suoi prezzolati amici si fossero dati alla politica per sviluppare interessi di denaro e/o per ottenere l'immunità, e invece la verità è forse ancora più squallida: sono diventati parlamentari perché con la lora faccia di preti da penitenziario non rimorchiavano, mentre così, insigniti di cariche istituzionali, potevano fare ficki-ficki - prima che non gli tirasse più.

Viva l'Italia! Viva la f..a!



                bloggato da:  Senzacolpoferire

 

postato da: bloggherone alle ore aprile 30, 2009 13:47 | link | commenti
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mercoledì, 29 aprile 2009

HACKLETTURA 186

La Struttura Delta

C'è una rete sotterranea costruita per portare acqua a un mulino solo. Chiamiamola "Struttura Delta". Funziona basandosi su un organigramma trasversale (Mediaset e RAI) il cui scopo è quello di rimbecillire le masse a colpi di velinume ed offuscare le notizie sgradite al potere, enfatizzando quelle "favorevoli" e dunque ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere e per il suo variopinto circo di leccapiedi.
In questo senso, gli uomini Delta fanno anche di tutto per criminalizzare Internet, iniziando nel contempo a commercializzarlo mentre operano spietate censure ai danni dell'informazione libera, denigrando e letteralmente cancellando decine e decine di web-reporter con una forte pressione sui responsabili italiani di YouTube, Google et alia.



 
Quello che ci propinano i media è un "mondo camuffato", una "cronaca addomesticata. In una finzione umiliante e politicamente drammatica della concorrenza, del pluralismo, dei diritti del cittadino-spettatore, alterando alla radice il mercato più rilevante di una democrazia, quello in cui si forma la pubblica opinione." (Cito da
un editoriale di Ezio Mauro su La Repubblica). 

Esempio clamoroso è il coverage sul terremoto in Abruzzo. La differenza tra i TG italiani e quelli tedeschi
è documentata in un video che vale molto più di mille parole scritte. I servizi realizzati dalla folta brigata di cecchini e sciacalli del giornalismo italiota sono di un'assurdità pazzesca e inumana, e quando la "linea" viene restituita allo studio centrale, la verità viene rivoltata come un guanto (ci assicurano che tutto funziona alla meraviglia, l'organizzazione è perfetta, lodevole è l'impegno personale del Presidente del Consiglio, ecc.).
Nei servizi delle emittenti tedesche, gli intervistati (terremotati e volontari della Protezione Civile) non fanno invece che imprecare contro gli aiuti insufficienti e il caos delirante...

  
 
Interessante anche questo videoreportage di ByoBlu (Claudio Messora): La grande balla di Berlusconi in Abruzzo, che non parla del sisma bensì della vittoria elettorale del Cavaliere di pochi mesi prima. Tra i numerosi commenti degli utenti al video di Byoblu, ne abbiamo scelto uno a rappresentanza di tutti gli altri: "Grazie per la tue preziose informazioni. Questo è un vero TG... altro che i fantocci della televisione!"

Infatti.

Del resto, sulla "scomparsa dei fatti" si è già espresso a sufficienza Marco Travaglio (anche in un libro che porta proprio questo titolo: La scomparsa dei fatti),
che possiamo rivedere qui ospite di Che tempo che fa.

L'esistenza di una Struttura Delta (denominazione che si ispira alle teorie del sociologo americano Vance Packard) è quanto cerca di smascherare il giornalista Enzo Di Frenna in un suo servizio-video a base di interviste: 
Prima parte; Seconda parte.

Sempre di Di Frenna un intervento sul blog di Byoblu/Claudio Messora su "
L'ombra sulla rete" circa i recentissimi fatti di disinformazione telecomandata.



Come specifica ancora Ezio Mauro: "Ci sono le prove documentali di questa operazione sotterranea, che ha agito per anni alle spalle dei Consigli di amministrazione, della Commissione di vigilanza, dei moniti del Quirinale sul pluralismo dell'informazione. Si tratta - come ha documentato Repubblica - di un'indagine della magistratura milanese sul fallimento dell'Hdc, la holding dell'ex sondaggista di Berlusconi (e della Rai) Luigi Crespi, che è stato per un lungo periodo anche il vero spin doctor del Cavaliere."

Aspettiamo dunque che la magistratura ci illumini. 


 


                bloggato da:  Cioppo bbello!

 

 

postato da: bloggherone alle ore aprile 29, 2009 16:37 | link | commenti
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lunedì, 27 aprile 2009

HACKLETTURA 185

Il Bayern ha licenziato Klinsmann

Dopo l'altalenante parentesi alla guida della Nazionale tedesca, Klinsmann perde un'altra "poltrona": stamani infatti è stato sollevato dall'incarico di allenatore del Bayern. L'ex attaccante di tanti club prestigiosi (Stoccarda, Inter, Monaco, lo stesso Bayern, Tottenham...) tornerà domani stesso negli Stati Uniti, dove ufficialmente risiede.

Licenziati anche i due assistenti che lui aveva voluto con sé, entrambi arrivati dagli U.S.A.: Martin Vasquez e Nick Thesiof. 


Il vecchio e glorioso Olympiastadion, dove Klinsmann segnò tanti goal


Jürgen Klinsmann è uno dei tanti allenatori che non sono riusciti ad andare mai veramente d'accordo con la dirigenza della società bavarese, vuoi per indole personale (come Rehagel, come Magath), vuoi per scarsità di successi (Ribbeck nel '92-'93). La triade Beckenbauer-Rummenigge-Hoeness è una presenza granitica che, al pari dei manager delle grandi compagnie, guarda solo ai numeri, e la sconfitta casalinga di sabato con lo Schalke 04, che ha seguito di poche settimane il pesante 1-5 di Wolfsburg,  è costato a "Klinsi" il posto. Non importa se altre aspiranti al titolo di campione abbiano fatto a loro volta degli scivoloni: l'Amburgo infatti è stato fermato dal Borussia Dortmund, il Wolfsburg di Magath e Barzagli ne ha beccati due dalla penultima Energie Cottbus...; per Hoeness e Rummenigge (Beckenbauer detiene solo la presidenza onoraria), lo svevo-americano non è più da Bayern. Klinsmann ha un contratto fino al 2010 e quindi non avrà certo problemi di denaro, tuttavia questo esonero rappresenta un altro brutto colpo alla sua immagine.


Un rapporto problematico: "Klinsi" e - a destra - "Uli" Hoeness (Bayern-Brema 2-5)

Durante la sua carriera di calciatore, "Klinsi" si elevava sulla massa dei suoi colleghi per via dei capelli lunghi e dello stile di vita (ascoltava rock, andava in giro a bordo di un Maggiolino...). Dopo aver intrapreso la strada dell'allenatore, è andato via via perdendo il suo sorriso, e non erano pochi coloro che gli vaticinavano un fallimento, non ritenendolo in grado di tener duro a certi livelli dirigenziali, dove, com'è risaputo, non basta l'entusiasmo per riuscire a nuotare in un mare infestato da squali. Lui ha un po' stupito tutti raggiungendo con la Germania il terzo posto nei Mondiali del 2006, ma i suoi rapporti poco felici con la stampa e con i "boss" della federazione lo hanno portato a rassegnare le dimissioni; del resto quei Mondiali erano ospitati dalla Germania e l'intera nazione sognava di vincerli.

 Il Bayern Monaco lo ha chiamato dieci mesi fa, fedele alla tradizione di affidarsi ai suoi "ex". La partenza è stata disastrosa: due sole vittorie nelle prime sei gare, con i giornalisti a dargli addosso. Poi è arrivata pian piano la ripresa, con il reinserimento nei primi posti della classifica. A Klinsmann ha arrecato tante critiche l'estromissione dalla Champions League ai quarti di finale - sonoro 0-4 inflitto ai bavaresi dai fuoriclasse del Barcellona. L'allenatore se ne va con un sorriso amaro, pagando in realtà le scelte di mercato sbagliate da parte del club (ma questo Rummenigge e Hoeness non lo ammetteranno mai).

A Klinsmann subentra Jupp Heynckes, che ha già guidato il Bayern per quattro anni (1987-1991) vincendo due titoli di Bundesliga.


Il nuovo stadio di Monaco di Baviera

 

 



                bloggato da:  Caduta Orizzontale


postato da: bloggherone alle ore aprile 27, 2009 17:08 | link | commenti (1)
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domenica, 26 aprile 2009

HACKLETTURA 184

'Bribery' significa corruzione

Berlusconi - Economist 0 - 1

Lezione d'inglese per il nostro Premier

The Economist vince la causa. Nel 2001 la rivista londinese aveva giudicato il nostro Premier "inadatto a governare". Lui, sentendosi diffamato, aveva avviato una querela. A sette anni di distanza, il Tribunale di Milano ha definitivamente rigettato le sue accuse obbligandolo ad assumersi tutti i costi legali sostenuti dall'Economist, che è stato difeso da Berardino Libonati.
L'articolo "incriminato" parlava dei numerosi inciuci dell'allora leader dell'opposizione, i suoi rapporti con la mafia, le accuse di corruzione ("bribery") di politici, giudici e componenti della Guardia di Finanza, nonché dei processi a carico di Fininvest. Berlusconi non c'era stato e aveva denunciato il settimanale britannico. Il quale però non ha mai desistito e all'attuale Presidente del Consiglio italiano ha dedicato altri numeri altamente edificanti, criticando ultimamente anche il progetto Nuova Alitalia.

All'estero, il Premier viene considerato una sorta di erede naturale di Mussolini e/o Al Capone. Non solo in Inghilterra ma anche in America, Francia, Germania, Spagna ecc. vengono raccontate barzellette su di lui, e persino i media ufficiali trattano l'argomento con un'ironia che sfiora i toni di un umorismo da bettola. Se ne occupano tutti: dalle emittenti serie a quelle di puro intrattenimento, dalla yellow press a pubblicazioni rinomate come il magazine tedesco Der Spiegel, che ha intitolato un suo servizio "Il Padrino"...

Der Spiegel - Berlusconi
 



                bloggato da:  Zerovirgolaniente

postato da: bloggherone alle ore aprile 26, 2009 05:14 | link | commenti
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martedì, 21 aprile 2009

HACKLETTURA 183

J.G. Ballard (1930-2009)

 

Aveva 78 anni James Graham Ballard quando il cancro (di cui soffriva da tanto tempo) l’ha ucciso. E' accaduto ieri, 19 aprile 2009, a Londra, e immediatamente le agenzie di tutto il mondo hanno battuto la notizia.

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Ballard era uno degli scrittori di fantascienza maggiormente scettici nei confronti del progresso e dei tanto decantati benefici della scienza e della tecnica. Nato a Shangai, fu fatto prigioniero dai giapponesi nel 1941, ancora bambino: un’esperienza traumatizzante che lui, oltre quarant’anni più tardi, avrebbe raccontato in Empire of the Sun (“L'Impero del Sole”), da Steven Spielberg magistralmente trasposto per il grande schermo. Questo primo spezzone di autobiografia, insieme a un paio di altri romanzi nei quali risalta la sua capacità di analizzare la vita contemporanea con forte realismo visionario, lo ha proiettato nel Parnaso degli scrittori britannici più apprezzati in assoluto. 

Ballard, che solo a cominciare dal 1946 visse in Inghilterra (dove sfollò con la madre e le sorelle), avrebbe voluto diventare medico. Non riuscì però a concludere gli studi e, dopo aver provato vari espedienti per guadagnarsi da vivere, entrò nella Royal Air Force. Mentre era di stazza in Canada, si appassionò per la science fiction.

Congedatosi e tornato in patria, iniziò la carriera di scrittore nel 1961, con il romanzo di fantascienza The Wind from Nowhere (“Vento dal nulla”). 

Da qui in poi, avrebbe pubblicato le sue opere con cadenza regolare. Una delle più celebri rimane The Atrocity Exhibition (“La mostra delle atrocità”; 1970). Si tratta di una silloge di quindici racconti aventi in comune un unico protagonista e le sue svariate ossessioni, comprendenti quelle sul suicidio di Marilyn Monroe e sull'omicidio del presidente Kennedy. In uno dei racconti, il tema è l’abnorme fissazione per gli incidenti stradali, che Ballard tornerà a trattare, approfondendolo, in Crash (1973), romanzo alquanto controverso da cui David Cronenberg trasse una pellicola poco fortunata.

La precoce scomparsa di sua moglie Helen Matthews, nel 1964 (dopo appena dieci anni di matrimonio), lasciò nello scrittore ferite indelebili. Lui cercò di superare quest’altro trauma con il romanzo The Kindness of Women (“La gentilezza delle donne”), praticamente la seconda parte della sua autobiografia, piena di immagini surreali e simboli di sofferenza, dolore, pazzia e morte.

Le sue visioni erano così infernali, per quanto avessero uno stretto rapporto con la realtà, che la critica inglese coniò un nuovo aggettivo: "ballardian". Il Collins English Dictionary dà di "ballardian" la seguente definizione: "Modernità distopica, desolati paesaggi costruiti dall'uomo, effetti psicologici derivanti dallo sviluppo tecnologico, sociologico o ambientale". Non c'è nulla di surreale in Ballard: tutt'altro. Lui pone la realtà sotto il microscopio fino a sviscerarne gli aspetti più crudeli. Il suo è realismo alla massima potenza, dunque; iperrealismo. La presunta normalità - ci suggeriscono i suoi libri - è solo un'illusione percettiva.

Gruppi rock come i Radiohead e Joy Division ammirano le opere di Ballard, e il produttore musicale Trevor Horns ha ammesso che era stato il suo racconto "The Sound-Sweep" a servire da ispirazione per "Video Killed the Radio Star", prima canzone in assoluto a essere trasmessa da MTV.

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“Deserto d'acqua”, “Terra bruciata” e “Foresta di cristallo” sono alcuni dei titoli di Ballard più noti agli amanti della fantascienza. Romanzi crudi, quasi tutti ambientati sulla Terra e in cui spesso avvengono catastrofi immani. “L'isola di cemento” e “Condominium” trattano in maniera allucinata - e allucinante - il tema della violenza che pare sempre scatenarsi da inezie, da qualche banale incidente. Con il tempo, quella di Ballard diventa sempre più una fantascienza sui generis: l’autore infatti finisce per approdare definitivamente a una letteratura "delle ossessioni" che alcuni critici hanno voluto paragonare ai prodotti di Williams Burroughs. Ma forse è più lecito il paragone con Philip K. Dick, anche se quest'ultimo, nella sua "geniale follia", era più un filosofo, mentre Ballard era più un letterato.

Nel 2003 lo scrittore inglese condannò con toni ironicamente amari l'invasione militare dell'Irak, prevedendo che gli occidentali non vi avrebbero trovato nessuna arma di distruzione. E, sempre nello stesso anno, dichiarò, in un'intervista rilasciata alla testata australiana The Age: "Dobbiamo romperla con il mito secondo cui è possibile 'illuminare' ed educare l'umanità. In questo modo ci si culla nell'illusione che tutti noi siamo esseri razionali e perfettibili, mentre invece non è così".

Il suo ultimo romanzo Kingdom come (“Regno a venire”, in Italia pubblicato da Feltrinelli), parla dell'inumano cinismo di un capitalismo spinto agli eccessi.

“Si guardi attorno, signor Pearson. Abbiamo a che fare con un nuovo esempio di uomo e di donna: occhi stretti, passivi, stringono in mano le loro carte di credito dei grandi magazzini... Vogliono essere presi in giro, vogliono essere convinti a comprare delle emerite schifezze. La loro istruzione si basa sugli spot televisivi. Sanno che le uniche cose che valgono sono quelle che possono mettere nella busta della spesa. Questa è una zona infestata, signor Pearson, e la peste si chiama consumismo.” (Cap. 4, pag. 37)

ballard

La terza e ultima parte  della sua autobiografia, Miracles of Life, è uscita l'anno scorso. Ballard era da tempo consapevole che i suoi giorni erano ormai segnati.

 

           Pubblicato su The Uchronicles


 


                bloggato da:  Adonis

 

postato da: bloggherone alle ore aprile 21, 2009 05:17 | link | commenti
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sabato, 18 aprile 2009

HACKLETTURA 182

Moggi: "Mi cerca un grande club europeo"

Fonte: Eurosport - venerdì, 17 aprile 2009

L'ex direttore generale della Juventus ha rilevato di essere molto vicino a un importante club europeo. "Farei comunque solo il consulente del presidente", ha aggiunto.

Verrebbe da dirgli: "Moggi, ma per favore, vai a zapparti l'orto!" Già nel 2006 spergiurava che avrebbe fatto di tutto per tornare e, a parte le apparizioni in emittenti televisive compiacenti, non gli è riuscito di perseguire il suo iniquo proposito.

E' uno dei figuri che hanno rovinato l'immagine non solo della Juventus ma di tutto il calcio italiano. In effetti, dovrebbe fare sì il consulente, ma di una squadra con casacche a strisce e palla al piede. Don Luciano e suo figlio Alessandro hanno costituito un'associazione per delinquere che "mirava al controllo del mondo del calcio", come ha dichiarato il PM della procura di Roma, Luca Palamara, al quale sembrano troppo pochi quell'anno e due mesi di condanna inflitti a padre e figlio per violenza privata. Palamara (che si è appellato anche contro l'assoluzione di Davide Lippi, figlio del commissario tecnico della Nazionale) ha chiesto per i due Moggi rispettivamente sei anni e cinque anni di reclusione.
 
Gravissime le conseguenze per la Juventus sotto la gestione di questo personaggio. Nel processo Calciopoli, se vi ricordate, l'avvocato chiamato a difendere il club bianconero chiese una sorta di patteggiamento, spiegando ai giudici: "Se ci mandate in B con una penalizzazione, a noi sta bene". Infatti, per la Vecchia Signora si paventava addirittura la radiazione. E' quanto sarebbe accaduto in qualsiasi Paese civile.

Dall'arrivo di Moggi e Giraudo, la Juve è stata una società che si autofinanziava, perciò viveva di sponsor, seminando successi che si sono poi dimostrati tarocchi. Allestivano gli squadroni grazie a truffe e prevaricazioni varie, vedi Cannavaro (invitato a non rendere nell'Inter per agevolare il trasferimento), vedi Nedved (del quale hanno calmierato il prezzo), vedi Chiellini (che hanno "solato" alla Roma), vedi Emerson (costretto a essere ceduto dal rimpianto presidente Franco Sensi, altrimenti la Roma sarebbe stata "ostacolata" su SKY); e inoltre storie di farmaci e di arbitri corrotti, di Maserati donate agli amici di Moggi, di operai messi in cassa integrazione per poter pagare i giocatori... Lo sponsor maggiore era la Tamoil, che sborsava centinaia di milioni e che, per ovvie ragioni, quando scoppiò lo scandalo decise prontamente di ritirarsi. Di storie da raccontare ce n'è per anni: 14 per la precisione. Un decennio e mezzo in cui questo galantuomo ha corrotto il coruttibile; persino nei Tornei Berlusconi metteva gli arbitri di suo gradimento!

Lui dice: "Sono molto ricercato". Già: dalla polizia. 

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Sapevate che la Juventus...?


 


                bloggato da:  Cioppo bbello!

 

postato da: bloggherone alle ore aprile 18, 2009 05:38 | link | commenti
categorie: sport, fantasmi, tv , storia, anni 90

HACKLETTURA 181

PirateBay.org

In Internet scaricano tutti: studenti, lavoratori, casalinghe, i figli per i genitori, non poche volte persino i genitori per i figli, i ministri... Impossibile negarlo. Addirittura i preti che non vogliono o non hanno tempo di scivere un sermone se lo scaricano dalla Rete (il caso è già stato discusso in Vaticano). La dura condanna del tribunale di Stoccolma ai quattro creatori di The Pirate Bay (un anno di prigione e il pagamento di circa 2,7 milioni di euro) non cambia nulla: il sito continua a funzionare, e anche una sua eventuale cancellazione porterebbe ben poco ai censori: di "baie" telematiche, infatti, ce ne sono tantissime, e ogni giorno ne nasce una nuova.
Il governo di Berlusconi, il primo al mondo a oscurare il server, non ha fatto i conti con l'abilità dei cibernauti, che in pochi minuti possono facilmente aggirare il blocco degli ISP (
vedi qui).

  

Don't worry - we're from the internets. It's going to be alright. :-)

"Le masse" ha assicurato Peter Sunde, che è un membro di Piratbyrån, "capiscono che l'informazione deve essere libera". Al processo, Sunde ha mostrato alla giuria i dati di una ricerca secondo cui l'80% dei contenuti scambiati sul tracker è perfettamente legale; ma i colossi dell'indistria d'entertainment non hanno voluto sentire ragioni: loro pretendevano il carcere per i quattro imputati e una richiesta di risarcimento pari nientedimeno a 117 milioni di corone svedesi, ovvero 10,6 milioni di euro. Dicono i ragazzi di PirateBay.org: "La sentenza non ha conseguenze formali ed è priva di valore giuridico".

Più che legale, il problema è economico. Un CD o un DVD nuovo hanno un prezzo troppo alto. E' facile diventare ricchi vendendo a peso d'oro una cosa che viene replicata a un costo irrisorio. In Italia il problema è particolarmente grave in quanto un CD che negli USA costa 10$ da noi viene posto in commercio per almeno tre volte tanto.

Il galeone dei corsari continerà sempre a solcare i mari

Il giudice svedese è stato fazioso e ha palesemente voluto punire il ruolo "filosofico" di PirateBay, che con grande impudenza si permette di ridere in faccia ai colossi della disco/cinematografia. Se la sentenza passasse, Internet cadrebbe defnitivamente nelle mani dei profittatori, degli squali della pubblicità, dei manipolatori dell'informazione, smettendo di essere il "luogo" in cui ci si scambiava in maniera totalmente libera idee e opinioni (cosa che accadeva soprattutto dal suo nascere a verso la fine degli Anni Novanta; i pionieri telematici se lo ricorderanno e mi daranno ragione).


Dalle News Apcom di venerdì 17 aprile 2009:

Internet. Autore libro su Pirate Bay: diventerà caso politico

Dopo sentenza, secondo giornalista Luca Neri, non cambia nulla

Roma, 17 apr. (Apcom) - "Dal punto di vista pratico non cambia nulla. Il sito continua e continuerà a funzionare. Ciò che è interessante è che lo scontro passerà a livello politico". E' quanto prevede lo scrittore e giornalista Luca Neri, autore de "La baia dei pirati - Assalto al copyright" (edizioni Cooper), il primo libro uscito in Italia che racconta la storia e i retroscena del caso di PirateBay.org, nel giorno in cui il tribunale di Stoccolma ha condannato a un anno di prigione e al pagamento di circa 2,7 milioni di euro i quattro creatori del popolare sito di file sharing, ritenendoli colpevoli di complicità nella violazione delle leggi sul diritto d'autore.

[...] "Si tratta di una sentenza di primo grado, dobbiamo aspettare quella definitiva - ha detto Neri al telefono con Apcom da New York, aggiungendo - e in ogni caso i gestori del sito hanno già annunciato a fine 2006 di aver distribuito il sistema in giro per il mondo, moltiplicando i server sui quali si appoggia".

PirateBay.org ha innescato il più importante processo nella battaglia dell'industria culturale contro la pirateria. I quattro corsari - i tre gestori Frederik Neij, Gottfrid Svartholm Warg e Peter Sunde, e il principale finanziatore Carl Lundstrom - dovranno versare 30 milioni di corone per i danni causati all'industria musicale, del cinema e degli audiovisivi che chiedeva 117 milioni di corone per i mancati introiti causati dal download illegale: "Questa sentenza si differenzia dai casi precedenti, come Kazaa o Napster, perchè non siamo di fronte a imprese commerciali che perseguono fini di lucro, ma a veri e propri paladini di internet libero, ragazzi portavoce di un movimento che crede di essere nel giusto". Per loro - ha spiegato il freelance che vive da più di vent'anni negli Stati Uniti - la tecnologia offre la possibilità di far circolare il sapere e la cultura, un'opportunità non va persa.

Ma cosa si deve leggere tra le righe della sentenza di oggi, seppur di primo grado? "Il messaggio è che la legge non è pronta ad accettare questa rivoluzione tecnologica - ha affermato Neri, per il quale la pubblicità delle multinazionali dell'audiovisivo contro la pirateria è pura propaganda, preannunciando - ora lo scontro si sposterà a livello politico". A inizio 2006 è nato "Piratpartiet", il partito pirata, che ha intenzione di presentarsi alle Europee. "E' una formazione piccola, ma gli iscritti hanno già superato quelli del partito verde, un'istituzione in Svezia", ha detto Neri, ricordando che il successo di internet è legato al concetto di "piattaforma libera", e le leggi di regolamentazione di cui si discute in Europa vanno contro la stessa natura del mezzo. "Negli Stati Uniti non se ne parla proprio - conclude il giornalista - sarà perchè il primo emendamento della Costituzione sulla libertà d'espressione è intoccabile". Nel suo libro c'è anche un riferimento a Roberto Maroni, musicista mancato, che in un'intervista a Vanity Fair due anni fa rivendicava la "libera scaricabilità della musica".

 



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venerdì, 17 aprile 2009

HACKLETTURA 180

Arrestato falso prete: era pedofilo

Approfittava della povertà delle famiglie per farsi affidare dei minorenni di cui abusava sessualmente


 Truffatore, santone, guaritore, sfruttatore della credulità popolare. Più che un devoto della Cristianità, si direbbe un nuovo Cagliostro. Angelo Maurizio Chiriatti, che si faceva passare per "padre Pietro Maria", era anche un pedofilo, e per tale motivo dovrà rispondere alla giustizia. Il sedicente prete ha fondato una propria opera religiosa, "Missionari Nostra Signora della Cava". Questo il sito:  http://www.missionarimadonnadellacava.org.  Ma se volete visitarlo affrettatevi, perché la polizia sta per oscurarlo.

Tutto iniziò il 7 giugno 1971, quando il giovane Angelo disse di avere avuto l'apparizione della Beata Vergine dentro una cava in disuso. Ciò avvenne nel suo paesino natale, tra le province di Bari e Brindisi. Da allora, la cava divenne luogo di pellegrinaggio da parte di ingenui fedeli e Angelo iniziò la sua "opera missionaria" in una sorta di casa-chiesa.


La recente accusa di pedofilia è solo l'ultima di una lunga lista di colpe che macchiano la reputazione del finto prete. Angelo Maurizio Chiriatti aveva infatti precedenti per violenza sessuale, atti di libidine violenta, truffa, usurpazione di titoli e nel 2008 era stato condannato definitivamente a Lecce per un'ennesima storia di atti di libidine e violenza risalente al 1989. Sempre con l'accusa di violenza sessuale, "padre Pietro Maria" era stato arrestato, e poi assolto, nel 2000. Mentre nel 2001 era stato denunciato per usurpazione di titolo ecclesiastico. Gli investigatori ritengono che il finto prete possa aver fatto altre piccole vittime tra Bari e Brindisi. I ragazzi che hanno sporto denuncia hanno rivelato di essere stati pagati fino a 20 euro a testa, anche per compiere atti sessuali tra loro in presenza di Chiriatti.

Quando hanno arrestato l'uomo, a casa sua sono state trovate una sua foto con false stimmate, un sacchetto di ostie e alcuni filmini porno. Il finto sacerdote ha negato di essere pedofilo e poi si è sentito male. Ritrovati anche gli strumenti con cui simulava le stimmate.

 





ALTRI CASI (alcuni romanzeschi) DI FALSI PRETI:

APRILE 2009 - FOTOREPORTER SI TRAVESTE DA PRETE...
... nella speranza di un piccolo scoop. E' accaduto a L'Aquila, in questi tristi giorni immediatamente successivi al terremoto. Un giornalista si è spacciato per sacerdote e ha cercato di entrare nell’autorimessa adibita a obitorio della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza, per fare qualche scatto delle salme identificate delle vittime del sisma. Ma l'"espediente religioso" non ha funzionato. Scoperto da alcuni allievi, il falso prete è stato accompagnato all’uscita; tuttavia non sarà denunciato.

MARZO 2009 - SEDICENTE PRETE TRUFFAVA NEGOZIANTI
Nelle ultime ore, il parroco della chiesa di Santa Maria Immacolata, in via di Tor Sapienza a Roma, si è trasformato in investigatore privato. Ultimamente, molti suoi parrocchiani gli avevano segnalato la presenza di un falso prete che da giorni chiedeva soldi ai negozianti. Da lì sono scattate le indagini. Il truffatore è stato rintracciato fuori da un negozio della zona dove aveva appena ingannato un commerciante. Il prete vero ha chiesto al falso confratello il 'celebret', il documento di identità che ogni il vescovo rilascia ai sacerdoti della sua diocesi. Il truffatore ne era sprovvisto (non sapeva neppure di cosa si trattasse!) ed è stato così definitivamente smascherato. Trattasi di D.N., 65enne croato senza fissa dimora. Gli inquirenti stanno verificando alcune segnalazioni ricevute secondo cui il croato si sarebbe recato presso private abitazioni per consumare truffe con l'ignobile raggiro di dover procedere alla benedizione pasquale.

FEBBRAIO 2009 - SEDICENTE PRETE FREGAVA PRETI VERI
E' stato arrestato dai Carabinieri della Tenenza di Oderzo (TV) Giorgio Ranalli, in arte "padre Clemente". L'uomo chiedeva aiuto ai parroci per una persona bisognosa. In realtà l’indigente era sempre lui: un trucchetto già utilizzato in passato, tant’è vero che il Ranalli era già noto alle forze dell’ordine.

NOV. 2007 / NOV. 2008 - FALSO PRETE TENDE TRAPPOLE (SOLO MENTALI?) A STUDENTESSE DI PSICOLOGIA
Si fa chiamare "padre Giuseppe Patrignani" oppure "padre Ruggero Vallesi", ma il suo numero di telefono corrisponde a quello di un salone di bellezza di Modena. Chiama studentesse di psicologia parlando molto velocemente e con tono sovraeccitato, dopo aver ricavato i loro numeri da Internet. Racconta loro di un misterioso progetto per aiutare persone psichicamente disagiate e promette compensi fino a 800 euro. Intanto, pone alle interlocutrici (che, lo ricordiamo, non hanno ancora l'abilitazione per lavorare come psicologhe) domande assai personali.
Alcune altre psicologhe (dunque laureate) riferiscono che ha telefonato anche a loro. Ma dapprima ha chiamato un altro uomo, stavolta un "giovane" di 40 anni che dice di stare in un istituto di suore dove è "costretto" a lavorare e vorrebbe trovare impiego nel loro studio, "magari per pulire i cessi". Il tono della voce è terrorizzato o comunque intimorito. Al che, segue la telefonata del sedicente sacerdote, il quale afferma che, se il caso è di interesse, loro (le psicologhe) verranno ricontattate quando lui (il prete) avrà definito certe faccende pratiche, tipo trovare un nuovo alloggio per il quarantenne. Poi, più niente.
Il presunto don Giuseppe Patrignani si diceva collegato al progetto "Educazione Lavoro", mentre l'inesistente Ruggero Vallese parlava del progetto "Atlas". Probabilmente, una sorta di esperimento psicologico "deviato", il tentativo di stabilire un contatto emotivo a distanza con delle psicologhe (donne) sondando le loro reazioni. Certamente una persona parecchio disturbata, forse un paranoico che ha alle spalle una "cura" andata male con qualche psicologa o, al contrario, che ha delle fantasie salvifiche legate a questa figura, per ragioni note soltanto a lui.
Nel forum "
psicologia-3d", una studentessa riferisce: <<Sono stata contattata da padre Giuseppe Patrignani. Mi ha fatto mille domande sul mio lavoro, la mia casa, la mia famiglia... ma sopratutto si è focalizzato sulla mia casa. Ha voluto addirittura che io mi descrivessi fisicamente, con la scusa di farsi un'idea della persona con cui parlava. Mi ha quindi raccontato del soggetto da aiutare. Il tizio, tale Luigi, dovrebbe essere stato ridotto dalle suore a schiavitù, trattato peggio di una m... Il prete mi ha spiegato che nel convento Luigi deve addirittura pulire le tazze del water con la lingua... costretto a orari di lavoro massacrante, tipo che si alza alle 5 del mattino... le suore gli fanno le perquisizioni corporali... non può portare slip sotto ai pantaloni... Comunque io ho accettato tutte le condizioni del prete. Ogni volta, lui aggiungeva nuovi dettagli: e le punizioni fisiche... e l'uso della verga... e la tirata di orecchie... e questo e quello... Ok, ok padre... Infinite telefonate... Ma ora sul più bello che tutto era pronto per finalmente conoscere 'sto povero Cristo, don Patrignani mi fa: "Rimandiamo. E' morta Suor Laura". (Ma guarda che caso!) E non si è più fatto sentire.>>
Il sedicente "don" sembrerebbe inoltre un feticista delle unghie. Infatti, a una delle "candidate" ha posto domande (le contatta anche via SMS) sulla lunghezza delle sue (di lei) unghie... Da sottolineare il fatto che lavora - o lavorerebbe - in un salone di bellezza, dove, tra le altre cose, si fa, appunto, manicure.
Un'altra partecipante del forum "
psicologia-3d" tira le seguenti conclusioni: <<Quando il "padre" contattò me, un anno fa, ricordo che aveva un tono molto autoritario e impaziente (che trovai molto irritante, difatti cercai subito di scappottarmela, anche perché la cosa mi puzzò immediatamente). Penso che quindi si tratti di una coppia, con lui dominante e "Luigi" sub/masochista. All'interno si divertono a infilare la figura fantasticata di una psicologa...>>
Fonte: 
http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/prete-offre-lavoro-56621.html

OTTOBRE 2008 - RITI ESOTERICI IN TONACA PER ABUSARE DI UN 13ENNE
Rimini. Un sacerdote di origini sudamericane, già sospeso dalla Curia, finisce in manette con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di un ragazzino conosciuto durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Le molestie sarebbero durate quasi un anno.
La chiesa lo aveva sospeso a divinis, ma lui continuava a comportarsi apparentemente come se nulla fosse. E, grazie al ruolo di "sacerdote", avrebbe fatto degli esorcismi e abusato sessualmente di un ragazzino di 13 anni. Abusi ripetuti per un anno intero, forse consumati anche con la scusa di cacciare spiriti maligni. Questo "religioso" peruviano 35enne è stato arrestato dagli investigatori della squadra mobile di Rimini nella casa del forese dove viveva. L'ex prete indagato di pedofilia ha nominato come proprio consulente il professor Alessandro Meluzzi; proprio cone aveva fatto don Gelmini.
Marzo 2009. Colpo di scena al processo: la madre del ragazzino dice che il proprio figlio si sarebbe inventato le accuse per pura gelosia: lei infatti non avrebbe mai nascosto la stima e l'affetto nei confronti dell'ex prete, e al piccolo la cosa non andava giù. La testimonianza della donna è confermata dalla sorella (e zia del ragazzino): soltanto gelosia. Resta tuttavia da chiedersi se un prete sospeso a divinis possa ancora esercitare esorcismi e/o pratiche religiose.

LUGLIO 2008 - AOSTA, ALLARME FALSO PRETE
Si presenta come un incaricato della curia di Aosta e chiede delle offerte casa per casa, negozio per negozio. In realtà, trattasi di un truffatore, che, con la scusa di raccogliere donazioni per opere di carità, sta intascando non pochi euro tra le strade del capoluogo valdostano.

LUGLIO 2008 - L'AQUILA, FALSO PRETE RACCOGLIEVA DENARO
Giovanni Peluso, 66enne di Martinafranca (FG), è stato processato e condannato a sei mesi di reclusione, e in più dovrà provvedere al pagamento di una sanzione amministrativa. Peluso, che ha un passato di seminarista, si fingeva prete per raccogliere denaro in cambio di benedizioni e, per rendere più veritiera la sua posizione di sacerdote, indossava l’abito talare e reggeva un breviario tra le mani.

LUGLIO 2008 - LO PSEUDO-MONSIGNORE CHE CONFESSAVA AL VATICANO
Ha ceduto alla tentazione della sfida: fingersi prete nella chiesa per eccellenza, la basilica di San Pietro. Si è vestito di tutto punto e si è infilato in un confessionale: "Io ti assolvo in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Vai in pace". Breviario in mano, stola viola al collo, modi compìti, espressione assorta e compenetrata nella suggestiva atmosfera, il "don per un giorno" aveva intenzione di impartire il sacramento della riconciliazione agli ignari pellegrini, ma è stato scoperto dai guardiani e processato dal tribunale del Vaticano.

GIUGNO 2008 - 1000 EURO DI TROPPO: ANCHE I PRETI DEVONO SAPERSI ACCONTENTARE
Il parroco della chiesa di San Biago di Rozzano è stato truffato da una persona spacciatasi per un prete della Sicilia, che gli ha chiesto aiuto economico per un suo parrocchiano. C. Salvatore, 33enne originario di Catania, ha richiesto 800 euro "per le prime spese". E le ha ottenute. Ma, dopo la richiesta di altri 1000 euro, il parroco di Rozzano si è insospettito e ha chiesto l'intervento dei carabinieri della tenenza.

APRILE 2008 - FINTO PRETE RAPINA TASSISTA E FUGGE IN UN CAMPO ROM
Sembrava davvero un prete l’uomo che si è fatto accompagnare da un tassista davanti a un campo Rom alla periferia di Milano per consegnare dei soldi raccolti nella parrocchia ai piccoli nomadi. L’uomo, però, ha detto di aver dimenticato i soldi, 80 euro, e li ha chiesti al tassista che, di fronte all'abito talare, non ha saputo negarglieli. Il cliente si è rivelato subito per quello che era: un truffatore. E' infatti fuggito per i campi...

APRILE 2008 - IN MANETTE "DON UGO": ERA UNO SPACCIATORE
Tenendosi alla larga dai carabinieri in divisa che pattugliano Piazza Vittorio in Roma, non aveva fatto i conti con quelli in abiti civili, i quali, avvisati dai colleghi, cercavano da giorni un giovane di colore - conosciuto nell'ambiente come "Don Ugo" - il quale riforniva l'eroina nel quartiere della Stazione Termini. All'atto del fermo, assieme ad alcuni "parrocchiani", il fantomatico sacerdote, un nigeriano, ha esibito un falso passaporto con una foto in cui veniva ritratto in abito talare. I militari non si sono lasciati condizionare e hanno comunque perquisito il falso prete, rinvenendo nelle sue tasche numerose bustine contenenti oltre 5 grammi di eroina.

SETTEMBRE 2007 - FALSO PRETE TENTA FURTO IN CONVENTO
In provincia di Cosenza, a Cariati, Giovanni Peluso, 45 anni, ladro esperto in travestimenti e con una predilizione per le vesti religiose (ha un passato da seminarista), mascheratosi da prete per non destare sospetti, aveva chiesto accoglienza in un convento di monache, con l'intento di derubare le religiose ed intascare in più i soldi della cassetta delle offerte. E' stato smascherato da una delle suore. Peluso non è nuovo ad azioni del genere: nel settembre del 2005, infatti, aveva tentato di rubare in un convento ad Urbino e sempre vestito da prete (e anche lì era stata una sorella a smascherarlo). E pochi mesi prima, ad aprile, era stato fermato a Sulmona, presso L'Aquila, al volante di un'auto nella quale era stata trovata una consistente somma di denaro sottratto, anche in quel caso, da alcuni offertori.

GIUGNO 2007 - FINTO PRETE RECITA MESSA FUNEBRE E VA VIA CON LE OFFERTE
Avvenuta a Palermo una truffa che ricorda alcune delle migliori commedie all’italiana. Protagonista un uomo che si è spacciato per "Don Marco". Mentre il prete, quello vero, si apprestava a celebrare il rito funebre nella cappella del cimitero palermitano dei Rotoli, il presunto "Don Marco", addobbato con tanto di paramenti sacri, gli si è affiancato chiedendogli di poter officiare la cerimonia "come desiderato dai familiari del deceduto". Il prete ha acconsentito. E "Don Marco" ha celebrato messa e recitato l'omelia. A un certo punto sono apparsi due suoi complici, che hanno distribuito ai fedeli delle buste con la finta intestazione di un'associazione umanitaria, per "offerte da destinare a un bambino di quattro anni, malato di tumore". Quindi il falso prete ha salutato il vero sacerdote, ringraziandolo per l'ospitalità e offrendo la sua disponibilità per future collaborazioni; e si è dileguato con la questua, insieme ai due compari. La polizia ha diffuso gli identikit.
La banda, spiegano gli investigatori, spulcia le necrologie pubblicate sui quotidiani locali e sceglie le famiglie di professionisti e benestanti che fanno scrivere sotto il nome del proprio congiunto morto: “non fiori ma opere di bene”. Così, il finto sacerdote si presenta in chiesa prima della messa, si apparta con il vero parroco e, presentandosi come amico della famiglia dello scomparso, chiede di tenere un’orazione funebre. Poi sull’altare tesse le lodi del morto e aggiunge qualcosa come: “Ma per lasciare un ricordo tangibile della sua memoria vi chiedo di fare un’offerta per la Lega Antitumori..."

GIUGNO 2007 - PORTOGALLO, FALSO PRETE ARRESTATO DURANTE LA MESSA
L'uomo, 34 anni, celebrava regolarmente messa, matrimoni, funerali e battesimi nelle parrocchie delle regioni di Braga e Porto. Il blitz è avvenuto nella cappella di Areias, vicino alla cittadina di Santo Tirso, proprio mentre il falso prete stava recitando la formula: "Nel nome del padre, del figlio e dello Spirito Santo". "E' stato pazzesco, sembrava la scena di un film" ha raccontato la madre di un bambino da battezzare, "faceva tutto quello che fa un prete normale: assicurava di aver detto messa per quattro anni nella parrocchia di Alavarelhos, un paese vicino, e celebrato un matrimonio nella cattedrale di Braga".

MARZO 2007 - ACCIUFFATO IL FINTO PRETE CHE RAPINAVA GIOIELLERIE
Vent'anni fa, vestito da prete, tentò un colpo in un laboratorio di oreficeria. Il 15 febbraio scorso, con due complici, porta a termine una rapina da due milioni di euro in un laboratorio di via Torino. A colpire, lui e altri due uomini che sono entrati nei locali della "London Pearl" armati di pistola arraffando tutto quello che trovavano. Finiscono in manette. Tra di loro Antonio Sorrentino, oggi di 54 anni, che nell'aprile del 1988 tentò di realizzare una rapina a un orafo di via Borromeo, vestito da sacerdote e con il testo delle 'Liturgie delle ore' in mano, guadagnandosi il soprannome "il prete".

OTTOBRE 2006 - PRESO CON LE MANI NEL SACCO UN FALSO PRETE
Un 37enne di Ardenno è stato accusato di furto ai danni della parrocchia di Montagna di Valtellina. L’uomo, fingendosi il nuovo parroco, ha convinto l’aiuto parroco a farsi consegnare le chiavi della canonica. Dal locale ha poi sottratto circa 3.000 euro di elemosine; scoperto, è stato prontamente denunciato.

SETTEMBRE 2006 - RELIGIONE STUPEFACENTE
Sono stati arrestati dalla squadra mobile di Caltanissetta – sezione narcotici - il pregiudicato nisseno Dario Rizza, 23 anni, e Claudio Cosi, 29enne nato a Roma ma residente a Caltanissetta. Claudio Cosi sarabbe il falso prete che nei mesi scorsi ha truffato parroci
e fedeli dell'intera provincia nissena. I due sono accusati di concorso in coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di marijuana e hashish.

DICEMBRE 2005 - CITTADINO AUSTRIACO RIESCE A SPACCIARSI PER PRETE 20 LUNGHI ANNI
Il 45enne Gerhard Ludwig Vilsmeier non era un religioso bensì un falegname, e nessuno se n'è mai accorto. Ha esercitato nella parrocchie della Baviera, del Tirolo (Austria) e a Berlino con piena soddisfazione dei parrocchiani. Fino a quando il quotidiano Bild Zeitung ha svelato la sua vera identità. I conoscenti del falso prete hanno raccontato che, fin da piccolo, "Gerhard aveva il desiderio di dedicarsi alla vita ecclesiastica". L'uomo ha cominciato ad esercitare illegalmente il sacerdozio a 25 anni nella località di Schwaz, in Tirolo, dove ha anche celebrato matrimoni. Da lì, è passato in Baviera e successivamente nella capitale tedesca.
"La validità dei sacramenti celebrati dovrà essere esaminata caso per caso" ha spiegato la direttrice dell'ufficio stampa della conferenza episcopale tedesca Martina Hoehns. Le autorità ecclesiastiche di Linz stanno intanto esaminando la possibilità di una denuncia penale, ma nel frattempo il pio sacerdote ha fatto perdere le proprie tracce... 
 
SETTEMBRE 2001 - ARRESTATO "PRETE" MILANESE CHE RUBAVA LIBRI ANTICHI
35 anni, seminarista mancato, non perdeva occasione per spacciarsi da prete o addirittura da vescovo, impartendo benedizioni. C.G., milanese, è stato spesso fotografato addirittura in piazza San Pietro, a Roma, travestito da prelato. E' stato arrestato dalla squadra mobile di Verona che stava svolgendo indagini su una serie di furti in un istituto religioso scaligero, dove l'uomo aveva un impiego come factotum. Qui alcuni ragazzi si erano lamentati di sparizioni di denaro, di cellulari e di altri effetti personali, mentre la direzione aveva segnalato agli investigatori il furto di libri antichi. Uno di questi, del XVI secolo, è stato trovato nella stanza dell'indagato, un altro è stato recuperato da un antiquario veronese. Nella stanza di C.G. sono state anche rinvenute numerose fotografie con l'indagato vestito da sacerdote e da vescovo, articoli di giornali che lo riguardano, un paio di manette, un distintivo di vigilante e diversi abiti talari.
L'uomo era già stato arrestato una prima volta a Roma nel marzo 2000 dagli agenti dell'ispettorato del Vaticano perché, vestito da prete, importunava le ragazze che partecipavano al Giubileo. Sette mesi più tardi, le cronache si sono interessate nuovamente a lui, questa volta in Sardegna. Nell'isola, C.G. aveva approfittato delle ferie dei parroci per insediarsi nelle loro chiese, celebrando matrimoni e altre funzioni religiose e praticando anche esorcismi. Lo ha tradito una bestemmia detta davanti a un sacerdote che, rientrato anzitempo nella parrocchia che credeva vuota, ha trovato lo sconosciuto intento ad impartire benedizioni ai fedeli.

NOVEMBRE 2000 - SARDO FA IL FALSO PRETE IN SICILIA
Un pensionato sardo girava a Palermo in clergyman, indossava paramenti sacri, celebrava messa e avrebbe anche impartito l'estrema unzione. Fortunato Mereu, 66 anni, di Nuoro, non ha però mai preso i voti né è stato in seminario e adesso è accusato di usurpazione di titolo, sostituzione di persona e violazione di domicilio. A Mereu si addebita di avere tentato di appropriarsi della casa di villeggiatura che una fedele gli aveva messo a disposizione e che lui si sarebbe rifiutato di lasciare, sostenendo che gli era stata regalata. Nelle sue tasche a quanto pare sono finite anche le generose offerte di fedeli. A insospettire le persone che per un bel po' di tempo hanno davvero creduto che fosse un sacerdote sarebbero state le sue scarse cognizioni religiose. I credenti che per più di un anno, nel segreto del confessionale, gli avevano rivelato i loro peccati e che gli si erano rivolti per battesimi e funerali, a un certo punto hanno deciso di indagare su di lui. Ma della sua ordinazione a sacerdote, alla Curia non sapevano nulla. Così il falso prete si è ritrovato denunciato e ora deve affrontare un processo.

NOVEMBRE 1999 - IL PRETINO CON LA PISTOLA
Ha suonato e, sorridente, ha fatto un cenno a uno dei due bancari. Dall'interno, il dipendente della Banca CEI (Conferenza Episcopale Italiana) di Roma non ha avuto la minima esitazione e ha premuto il pulsante che aziona la porta, lasciando entrare quel giovane sacerdote castano sui 30 anni. E' iniziata così una rapina che ha fruttato a tre malviventi circa 50 milioni di lire.

OTTOBRE 1998 - FALSO VESCOVO E TRUFFATORE
Si presentava nei conventi dei Castelli come monsignor Angelo Mariani Mannino e proponeva di creare strutture per malati terminali: in realtà, A.M., 49 anni, era un catanese già inquisito per truffa.

SETTEMBRE 1997 - SMASCHERATO IL FALSO PRETE "MAGO"
La crociata antistregone di un sacerdote siracusano, fondatore di un osservatorio sul fenomeno dell'occulto, ha avuto successo: don Fortunato di Noto, parroco della Madonna del Carmine, ad Avola, a sud di Siracusa, ha letto in un mensile di astrologia l'inserzione di tal "don" Cesare Baraldi, che da Milano promette miracoli. Don Fortunato è fondatore e coordinatore dell'associazione "Telefono Arcobaleno - Osservatorio sul fenomeno della magia", che da un anno si dedica con passione alla caccia degli impostori dell'occulto. Ma in un "collega" non si era ancora imbattuto: "Dunque ho telefonato al numero di cellulare che corredava la pubblicità, per saperne di più" racconta "don Ghostbuster". "E' tutto registrato. Gli ho chiesto se era davvero un sacerdote e lui mi ha risposto di sì. Gli ho chiesto se poteva guarire una cirrosi epatica. Certo, ha risposto: bastava spedirgli una fotografia del malato e 600.000 lire anticipate, e lui avrebbe fatto un 'lavoro di occulto come si conviene'". Don Fortunato ha insistito con la segretaria del misterioso occultista: "Ma è davvero un prete?" Sì, naturalmente, ha confermato l'assistente, un po' spiazzata soltanto dalla domanda successiva: "E in che parrocchia presta la sua opera?". In altri contatti telefonici, il fantomatico "don" Cesare si è impegnato anche a restituire la capacità di camminare agli handicappati e altre quisquilie da beatificazione immediata, mentre don Fortunato registrava tutto. Ha coraggio, il parroco di Avola: negli ultimi mesi gli sono arrivate sette telefonate con minacce di morte. Ma lui prosegue la crociata antistregoni. Quando ha ritenuto di avere prove sufficienti, ha spedito un esposto alla procura di Milano e, contemporaneamente, all'istituto per l'autodisciplina pubblicitaria. Quindi, per estremo scrupolo, ha scritto anche all'arcivescovado di Milano perché verificassero le credenziali ecclesiastiche del dubbio "don" Cesare. "Nella diocesi non risulta nessun sacerdote con quel nome" è stata la risposta, ma don Fortunato ha chiesto anche al parroco di Porta Genova, competente per territorio, di indagare. Se i sospetti del prete-detective si dimostrassero fondati, la magistratura potrebbe procedere per abuso di titolo ecclesiastico, oltre che abuso della credulità popolare.

GIUGNO 1997 - LIBRO SACRO E COCAINA
Vestito di nero, biondo, in mano la Bibbia, un po' troppo disinvolto: Anthony Unsworth, 56 anni, falso prete anglicano, viene fermato a Fiumicino per un controllo. In valigia aveva 4 chili di cocaina.

FEBBRAIO 1997 - "SACERDOTE" MANOLESTA
Fingendosi prete, Antonio Cortese, 28 anni, riesce a convincere un parroco di Fiuggi a dire messa. Lo tradisce però il suo attaccamento al danaro (le offerte dei fedeli) e viene smascherato.

GIUGNO 1996
Arrestato Rosario Nastasi, 54 anni, catanese. Nei panni di “don Alessandro” ha truffato decine di sposini e di credenti. Da Milano a Pavia, da Caserta a Frosinone. Sempre a impartire sacramenti e a sollecitare elemosine ("non voglio monetine ma biglietti da mille"). Ha sposato diverse coppiette e ha dato l'ostia a centinaia di fedeli in decine di parrocchie di tutta Italia. Finché ad Ascoli non è incappato in un sospettoso maresciallo. Quando arrivò alla parrocchia di Aquino, in provincia di Frosinone, disse di aver perso i documenti. Poi si trasferì a Offida (AP), da dove è fuggito. Per i carabinieri è una vecchia conoscenza: le prime denunce che lo riguardano, per truffa e atti di libidine, risalgono al 1964. Si indaga anche per scoprire se le foto di bambini trovate in casa di "don Alessandro" siano semplici ricordi di “vita parrocchiale” o se non nascondano altro.


 



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HACKLETTURA 179

TheJackall presenta: "Io sono molto leggenda"

"Mi chiamo Ruzzo Simone, sono l'ultimo uomo sopravvissuto all'emergenza rifiuti."

MENZIONE SPECIALE della GIURIA al NAPOLI FILM FESTIVAL 2008 

Selezionato come finalista al PREMIO MASSIMO TROISI 2008 

 



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mercoledì, 15 aprile 2009

HACKLETTURA 178

Terremoto e Ponte di Messina

 




Il ministro degli interni assicura che a favore dei terremotati andranno fondi reservati alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina.



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