Arrestato falso prete: era pedofilo
Approfittava della povertà delle famiglie per farsi affidare dei minorenni di cui abusava sessualmente
Truffatore, santone, guaritore, sfruttatore della credulità popolare. Più che un devoto della Cristianità, si direbbe un nuovo Cagliostro. Angelo Maurizio Chiriatti, che si faceva passare per "padre Pietro Maria", era anche un pedofilo, e per tale motivo dovrà rispondere alla giustizia. Il sedicente prete ha fondato una propria opera religiosa, "Missionari Nostra Signora della Cava". Questo il sito: http://www.missionarimadonnadellacava.org. Ma se volete visitarlo affrettatevi, perché la polizia sta per oscurarlo.
Tutto iniziò il 7 giugno 1971, quando il giovane Angelo disse di avere avuto l'apparizione della Beata Vergine dentro una cava in disuso. Ciò avvenne nel suo paesino natale, tra le province di Bari e Brindisi. Da allora, la cava divenne luogo di pellegrinaggio da parte di ingenui fedeli e Angelo iniziò la sua "opera missionaria" in una sorta di casa-chiesa.
La recente accusa di pedofilia è solo l'ultima di una lunga lista di colpe che macchiano la reputazione del finto prete. Angelo Maurizio Chiriatti aveva infatti precedenti per violenza sessuale, atti di libidine violenta, truffa, usurpazione di titoli e nel 2008 era stato condannato definitivamente a Lecce per un'ennesima storia di atti di libidine e violenza risalente al 1989. Sempre con l'accusa di violenza sessuale, "padre Pietro Maria" era stato arrestato, e poi assolto, nel 2000. Mentre nel 2001 era stato denunciato per usurpazione di titolo ecclesiastico. Gli investigatori ritengono che il finto prete possa aver fatto altre piccole vittime tra Bari e Brindisi. I ragazzi che hanno sporto denuncia hanno rivelato di essere stati pagati fino a 20 euro a testa, anche per compiere atti sessuali tra loro in presenza di Chiriatti.
Quando hanno arrestato l'uomo, a casa sua sono state trovate una sua foto con false stimmate, un sacchetto di ostie e alcuni filmini porno. Il finto sacerdote ha negato di essere pedofilo e poi si è sentito male. Ritrovati anche gli strumenti con cui simulava le stimmate.
ALTRI CASI (alcuni romanzeschi) DI FALSI PRETI:
APRILE 2009 - FOTOREPORTER SI TRAVESTE DA PRETE...
... nella speranza di un piccolo scoop. E' accaduto a L'Aquila, in questi tristi giorni immediatamente successivi al terremoto. Un giornalista si è spacciato per sacerdote e ha cercato di entrare nell’autorimessa adibita a obitorio della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza, per fare qualche scatto delle salme identificate delle vittime del sisma. Ma l'"espediente religioso" non ha funzionato. Scoperto da alcuni allievi, il falso prete è stato accompagnato all’uscita; tuttavia non sarà denunciato.
MARZO 2009 - SEDICENTE PRETE TRUFFAVA NEGOZIANTI
Nelle ultime ore, il parroco della chiesa di Santa Maria Immacolata, in via di Tor Sapienza a Roma, si è trasformato in investigatore privato. Ultimamente, molti suoi parrocchiani gli avevano segnalato la presenza di un falso prete che da giorni chiedeva soldi ai negozianti. Da lì sono scattate le indagini. Il truffatore è stato rintracciato fuori da un negozio della zona dove aveva appena ingannato un commerciante. Il prete vero ha chiesto al falso confratello il 'celebret', il documento di identità che ogni il vescovo rilascia ai sacerdoti della sua diocesi. Il truffatore ne era sprovvisto (non sapeva neppure di cosa si trattasse!) ed è stato così definitivamente smascherato. Trattasi di D.N., 65enne croato senza fissa dimora. Gli inquirenti stanno verificando alcune segnalazioni ricevute secondo cui il croato si sarebbe recato presso private abitazioni per consumare truffe con l'ignobile raggiro di dover procedere alla benedizione pasquale.
FEBBRAIO 2009 - SEDICENTE PRETE FREGAVA PRETI VERI
E' stato arrestato dai Carabinieri della Tenenza di Oderzo (TV) Giorgio Ranalli, in arte "padre Clemente". L'uomo chiedeva aiuto ai parroci per una persona bisognosa. In realtà l’indigente era sempre lui: un trucchetto già utilizzato in passato, tant’è vero che il Ranalli era già noto alle forze dell’ordine.
NOV. 2007 / NOV. 2008 - FALSO PRETE TENDE TRAPPOLE (SOLO MENTALI?) A STUDENTESSE DI PSICOLOGIA
Si fa chiamare "padre Giuseppe Patrignani" oppure "padre Ruggero Vallesi", ma il suo numero di telefono corrisponde a quello di un salone di bellezza di Modena. Chiama studentesse di psicologia parlando molto velocemente e con tono sovraeccitato, dopo aver ricavato i loro numeri da Internet. Racconta loro di un misterioso progetto per aiutare persone psichicamente disagiate e promette compensi fino a 800 euro. Intanto, pone alle interlocutrici (che, lo ricordiamo, non hanno ancora l'abilitazione per lavorare come psicologhe) domande assai personali.
Alcune altre psicologhe (dunque laureate) riferiscono che ha telefonato anche a loro. Ma dapprima ha chiamato un altro uomo, stavolta un "giovane" di 40 anni che dice di stare in un istituto di suore dove è "costretto" a lavorare e vorrebbe trovare impiego nel loro studio, "magari per pulire i cessi". Il tono della voce è terrorizzato o comunque intimorito. Al che, segue la telefonata del sedicente sacerdote, il quale afferma che, se il caso è di interesse, loro (le psicologhe) verranno ricontattate quando lui (il prete) avrà definito certe faccende pratiche, tipo trovare un nuovo alloggio per il quarantenne. Poi, più niente.
Il presunto don Giuseppe Patrignani si diceva collegato al progetto "Educazione Lavoro", mentre l'inesistente Ruggero Vallese parlava del progetto "Atlas". Probabilmente, una sorta di esperimento psicologico "deviato", il tentativo di stabilire un contatto emotivo a distanza con delle psicologhe (donne) sondando le loro reazioni. Certamente una persona parecchio disturbata, forse un paranoico che ha alle spalle una "cura" andata male con qualche psicologa o, al contrario, che ha delle fantasie salvifiche legate a questa figura, per ragioni note soltanto a lui.
Nel forum "psicologia-3d", una studentessa riferisce: <<Sono stata contattata da padre Giuseppe Patrignani. Mi ha fatto mille domande sul mio lavoro, la mia casa, la mia famiglia... ma sopratutto si è focalizzato sulla mia casa. Ha voluto addirittura che io mi descrivessi fisicamente, con la scusa di farsi un'idea della persona con cui parlava. Mi ha quindi raccontato del soggetto da aiutare. Il tizio, tale Luigi, dovrebbe essere stato ridotto dalle suore a schiavitù, trattato peggio di una m... Il prete mi ha spiegato che nel convento Luigi deve addirittura pulire le tazze del water con la lingua... costretto a orari di lavoro massacrante, tipo che si alza alle 5 del mattino... le suore gli fanno le perquisizioni corporali... non può portare slip sotto ai pantaloni... Comunque io ho accettato tutte le condizioni del prete. Ogni volta, lui aggiungeva nuovi dettagli: e le punizioni fisiche... e l'uso della verga... e la tirata di orecchie... e questo e quello... Ok, ok padre... Infinite telefonate... Ma ora sul più bello che tutto era pronto per finalmente conoscere 'sto povero Cristo, don Patrignani mi fa: "Rimandiamo. E' morta Suor Laura". (Ma guarda che caso!) E non si è più fatto sentire.>>
Il sedicente "don" sembrerebbe inoltre un feticista delle unghie. Infatti, a una delle "candidate" ha posto domande (le contatta anche via SMS) sulla lunghezza delle sue (di lei) unghie... Da sottolineare il fatto che lavora - o lavorerebbe - in un salone di bellezza, dove, tra le altre cose, si fa, appunto, manicure.
Un'altra partecipante del forum "psicologia-3d" tira le seguenti conclusioni: <<Quando il "padre" contattò me, un anno fa, ricordo che aveva un tono molto autoritario e impaziente (che trovai molto irritante, difatti cercai subito di scappottarmela, anche perché la cosa mi puzzò immediatamente). Penso che quindi si tratti di una coppia, con lui dominante e "Luigi" sub/masochista. All'interno si divertono a infilare la figura fantasticata di una psicologa...>>
Fonte: http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/prete-offre-lavoro-56621.html
OTTOBRE 2008 - RITI ESOTERICI IN TONACA PER ABUSARE DI UN 13ENNE
Rimini. Un sacerdote di origini sudamericane, già sospeso dalla Curia, finisce in manette con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di un ragazzino conosciuto durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Le molestie sarebbero durate quasi un anno.
La chiesa lo aveva sospeso a divinis, ma lui continuava a comportarsi apparentemente come se nulla fosse. E, grazie al ruolo di "sacerdote", avrebbe fatto degli esorcismi e abusato sessualmente di un ragazzino di 13 anni. Abusi ripetuti per un anno intero, forse consumati anche con la scusa di cacciare spiriti maligni. Questo "religioso" peruviano 35enne è stato arrestato dagli investigatori della squadra mobile di Rimini nella casa del forese dove viveva. L'ex prete indagato di pedofilia ha nominato come proprio consulente il professor Alessandro Meluzzi; proprio cone aveva fatto don Gelmini.
Marzo 2009. Colpo di scena al processo: la madre del ragazzino dice che il proprio figlio si sarebbe inventato le accuse per pura gelosia: lei infatti non avrebbe mai nascosto la stima e l'affetto nei confronti dell'ex prete, e al piccolo la cosa non andava giù. La testimonianza della donna è confermata dalla sorella (e zia del ragazzino): soltanto gelosia. Resta tuttavia da chiedersi se un prete sospeso a divinis possa ancora esercitare esorcismi e/o pratiche religiose.
LUGLIO 2008 - AOSTA, ALLARME FALSO PRETE
Si presenta come un incaricato della curia di Aosta e chiede delle offerte casa per casa, negozio per negozio. In realtà, trattasi di un truffatore, che, con la scusa di raccogliere donazioni per opere di carità, sta intascando non pochi euro tra le strade del capoluogo valdostano.
LUGLIO 2008 - L'AQUILA, FALSO PRETE RACCOGLIEVA DENARO
Giovanni Peluso, 66enne di Martinafranca (FG), è stato processato e condannato a sei mesi di reclusione, e in più dovrà provvedere al pagamento di una sanzione amministrativa. Peluso, che ha un passato di seminarista, si fingeva prete per raccogliere denaro in cambio di benedizioni e, per rendere più veritiera la sua posizione di sacerdote, indossava l’abito talare e reggeva un breviario tra le mani.
LUGLIO 2008 - LO PSEUDO-MONSIGNORE CHE CONFESSAVA AL VATICANO
Ha ceduto alla tentazione della sfida: fingersi prete nella chiesa per eccellenza, la basilica di San Pietro. Si è vestito di tutto punto e si è infilato in un confessionale: "Io ti assolvo in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Vai in pace". Breviario in mano, stola viola al collo, modi compìti, espressione assorta e compenetrata nella suggestiva atmosfera, il "don per un giorno" aveva intenzione di impartire il sacramento della riconciliazione agli ignari pellegrini, ma è stato scoperto dai guardiani e processato dal tribunale del Vaticano.
GIUGNO 2008 - 1000 EURO DI TROPPO: ANCHE I PRETI DEVONO SAPERSI ACCONTENTARE
Il parroco della chiesa di San Biago di Rozzano è stato truffato da una persona spacciatasi per un prete della Sicilia, che gli ha chiesto aiuto economico per un suo parrocchiano. C. Salvatore, 33enne originario di Catania, ha richiesto 800 euro "per le prime spese". E le ha ottenute. Ma, dopo la richiesta di altri 1000 euro, il parroco di Rozzano si è insospettito e ha chiesto l'intervento dei carabinieri della tenenza.
APRILE 2008 - FINTO PRETE RAPINA TASSISTA E FUGGE IN UN CAMPO ROM
Sembrava davvero un prete l’uomo che si è fatto accompagnare da un tassista davanti a un campo Rom alla periferia di Milano per consegnare dei soldi raccolti nella parrocchia ai piccoli nomadi. L’uomo, però, ha detto di aver dimenticato i soldi, 80 euro, e li ha chiesti al tassista che, di fronte all'abito talare, non ha saputo negarglieli. Il cliente si è rivelato subito per quello che era: un truffatore. E' infatti fuggito per i campi...
APRILE 2008 - IN MANETTE "DON UGO": ERA UNO SPACCIATORE
Tenendosi alla larga dai carabinieri in divisa che pattugliano Piazza Vittorio in Roma, non aveva fatto i conti con quelli in abiti civili, i quali, avvisati dai colleghi, cercavano da giorni un giovane di colore - conosciuto nell'ambiente come "Don Ugo" - il quale riforniva l'eroina nel quartiere della Stazione Termini. All'atto del fermo, assieme ad alcuni "parrocchiani", il fantomatico sacerdote, un nigeriano, ha esibito un falso passaporto con una foto in cui veniva ritratto in abito talare. I militari non si sono lasciati condizionare e hanno comunque perquisito il falso prete, rinvenendo nelle sue tasche numerose bustine contenenti oltre 5 grammi di eroina.
SETTEMBRE 2007 - FALSO PRETE TENTA FURTO IN CONVENTO
In provincia di Cosenza, a Cariati, Giovanni Peluso, 45 anni, ladro esperto in travestimenti e con una predilizione per le vesti religiose (ha un passato da seminarista), mascheratosi da prete per non destare sospetti, aveva chiesto accoglienza in un convento di monache, con l'intento di derubare le religiose ed intascare in più i soldi della cassetta delle offerte. E' stato smascherato da una delle suore. Peluso non è nuovo ad azioni del genere: nel settembre del 2005, infatti, aveva tentato di rubare in un convento ad Urbino e sempre vestito da prete (e anche lì era stata una sorella a smascherarlo). E pochi mesi prima, ad aprile, era stato fermato a Sulmona, presso L'Aquila, al volante di un'auto nella quale era stata trovata una consistente somma di denaro sottratto, anche in quel caso, da alcuni offertori.
GIUGNO 2007 - FINTO PRETE RECITA MESSA FUNEBRE E VA VIA CON LE OFFERTE
Avvenuta a Palermo una truffa che ricorda alcune delle migliori commedie all’italiana. Protagonista un uomo che si è spacciato per "Don Marco". Mentre il prete, quello vero, si apprestava a celebrare il rito funebre nella cappella del cimitero palermitano dei Rotoli, il presunto "Don Marco", addobbato con tanto di paramenti sacri, gli si è affiancato chiedendogli di poter officiare la cerimonia "come desiderato dai familiari del deceduto". Il prete ha acconsentito. E "Don Marco" ha celebrato messa e recitato l'omelia. A un certo punto sono apparsi due suoi complici, che hanno distribuito ai fedeli delle buste con la finta intestazione di un'associazione umanitaria, per "offerte da destinare a un bambino di quattro anni, malato di tumore". Quindi il falso prete ha salutato il vero sacerdote, ringraziandolo per l'ospitalità e offrendo la sua disponibilità per future collaborazioni; e si è dileguato con la questua, insieme ai due compari. La polizia ha diffuso gli identikit.
La banda, spiegano gli investigatori, spulcia le necrologie pubblicate sui quotidiani locali e sceglie le famiglie di professionisti e benestanti che fanno scrivere sotto il nome del proprio congiunto morto: “non fiori ma opere di bene”. Così, il finto sacerdote si presenta in chiesa prima della messa, si apparta con il vero parroco e, presentandosi come amico della famiglia dello scomparso, chiede di tenere un’orazione funebre. Poi sull’altare tesse le lodi del morto e aggiunge qualcosa come: “Ma per lasciare un ricordo tangibile della sua memoria vi chiedo di fare un’offerta per la Lega Antitumori..."
GIUGNO 2007 - PORTOGALLO, FALSO PRETE ARRESTATO DURANTE LA MESSA
L'uomo, 34 anni, celebrava regolarmente messa, matrimoni, funerali e battesimi nelle parrocchie delle regioni di Braga e Porto. Il blitz è avvenuto nella cappella di Areias, vicino alla cittadina di Santo Tirso, proprio mentre il falso prete stava recitando la formula: "Nel nome del padre, del figlio e dello Spirito Santo". "E' stato pazzesco, sembrava la scena di un film" ha raccontato la madre di un bambino da battezzare, "faceva tutto quello che fa un prete normale: assicurava di aver detto messa per quattro anni nella parrocchia di Alavarelhos, un paese vicino, e celebrato un matrimonio nella cattedrale di Braga".
MARZO 2007 - ACCIUFFATO IL FINTO PRETE CHE RAPINAVA GIOIELLERIE
Vent'anni fa, vestito da prete, tentò un colpo in un laboratorio di oreficeria. Il 15 febbraio scorso, con due complici, porta a termine una rapina da due milioni di euro in un laboratorio di via Torino. A colpire, lui e altri due uomini che sono entrati nei locali della "London Pearl" armati di pistola arraffando tutto quello che trovavano. Finiscono in manette. Tra di loro Antonio Sorrentino, oggi di 54 anni, che nell'aprile del 1988 tentò di realizzare una rapina a un orafo di via Borromeo, vestito da sacerdote e con il testo delle 'Liturgie delle ore' in mano, guadagnandosi il soprannome "il prete".
OTTOBRE 2006 - PRESO CON LE MANI NEL SACCO UN FALSO PRETE
Un 37enne di Ardenno è stato accusato di furto ai danni della parrocchia di Montagna di Valtellina. L’uomo, fingendosi il nuovo parroco, ha convinto l’aiuto parroco a farsi consegnare le chiavi della canonica. Dal locale ha poi sottratto circa 3.000 euro di elemosine; scoperto, è stato prontamente denunciato.
SETTEMBRE 2006 - RELIGIONE STUPEFACENTE
Sono stati arrestati dalla squadra mobile di Caltanissetta – sezione narcotici - il pregiudicato nisseno Dario Rizza, 23 anni, e Claudio Cosi, 29enne nato a Roma ma residente a Caltanissetta. Claudio Cosi sarabbe il falso prete che nei mesi scorsi ha truffato parroci e fedeli dell'intera provincia nissena. I due sono accusati di concorso in coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di marijuana e hashish.
DICEMBRE 2005 - CITTADINO AUSTRIACO RIESCE A SPACCIARSI PER PRETE 20 LUNGHI ANNI
Il 45enne Gerhard Ludwig Vilsmeier non era un religioso bensì un falegname, e nessuno se n'è mai accorto. Ha esercitato nella parrocchie della Baviera, del Tirolo (Austria) e a Berlino con piena soddisfazione dei parrocchiani. Fino a quando il quotidiano Bild Zeitung ha svelato la sua vera identità. I conoscenti del falso prete hanno raccontato che, fin da piccolo, "Gerhard aveva il desiderio di dedicarsi alla vita ecclesiastica". L'uomo ha cominciato ad esercitare illegalmente il sacerdozio a 25 anni nella località di Schwaz, in Tirolo, dove ha anche celebrato matrimoni. Da lì, è passato in Baviera e successivamente nella capitale tedesca.
"La validità dei sacramenti celebrati dovrà essere esaminata caso per caso" ha spiegato la direttrice dell'ufficio stampa della conferenza episcopale tedesca Martina Hoehns. Le autorità ecclesiastiche di Linz stanno intanto esaminando la possibilità di una denuncia penale, ma nel frattempo il pio sacerdote ha fatto perdere le proprie tracce...
SETTEMBRE 2001 - ARRESTATO "PRETE" MILANESE CHE RUBAVA LIBRI ANTICHI
35 anni, seminarista mancato, non perdeva occasione per spacciarsi da prete o addirittura da vescovo, impartendo benedizioni. C.G., milanese, è stato spesso fotografato addirittura in piazza San Pietro, a Roma, travestito da prelato. E' stato arrestato dalla squadra mobile di Verona che stava svolgendo indagini su una serie di furti in un istituto religioso scaligero, dove l'uomo aveva un impiego come factotum. Qui alcuni ragazzi si erano lamentati di sparizioni di denaro, di cellulari e di altri effetti personali, mentre la direzione aveva segnalato agli investigatori il furto di libri antichi. Uno di questi, del XVI secolo, è stato trovato nella stanza dell'indagato, un altro è stato recuperato da un antiquario veronese. Nella stanza di C.G. sono state anche rinvenute numerose fotografie con l'indagato vestito da sacerdote e da vescovo, articoli di giornali che lo riguardano, un paio di manette, un distintivo di vigilante e diversi abiti talari.
L'uomo era già stato arrestato una prima volta a Roma nel marzo 2000 dagli agenti dell'ispettorato del Vaticano perché, vestito da prete, importunava le ragazze che partecipavano al Giubileo. Sette mesi più tardi, le cronache si sono interessate nuovamente a lui, questa volta in Sardegna. Nell'isola, C.G. aveva approfittato delle ferie dei parroci per insediarsi nelle loro chiese, celebrando matrimoni e altre funzioni religiose e praticando anche esorcismi. Lo ha tradito una bestemmia detta davanti a un sacerdote che, rientrato anzitempo nella parrocchia che credeva vuota, ha trovato lo sconosciuto intento ad impartire benedizioni ai fedeli.
NOVEMBRE 2000 - SARDO FA IL FALSO PRETE IN SICILIA
Un pensionato sardo girava a Palermo in clergyman, indossava paramenti sacri, celebrava messa e avrebbe anche impartito l'estrema unzione. Fortunato Mereu, 66 anni, di Nuoro, non ha però mai preso i voti né è stato in seminario e adesso è accusato di usurpazione di titolo, sostituzione di persona e violazione di domicilio. A Mereu si addebita di avere tentato di appropriarsi della casa di villeggiatura che una fedele gli aveva messo a disposizione e che lui si sarebbe rifiutato di lasciare, sostenendo che gli era stata regalata. Nelle sue tasche a quanto pare sono finite anche le generose offerte di fedeli. A insospettire le persone che per un bel po' di tempo hanno davvero creduto che fosse un sacerdote sarebbero state le sue scarse cognizioni religiose. I credenti che per più di un anno, nel segreto del confessionale, gli avevano rivelato i loro peccati e che gli si erano rivolti per battesimi e funerali, a un certo punto hanno deciso di indagare su di lui. Ma della sua ordinazione a sacerdote, alla Curia non sapevano nulla. Così il falso prete si è ritrovato denunciato e ora deve affrontare un processo.
NOVEMBRE 1999 - IL PRETINO CON LA PISTOLA
Ha suonato e, sorridente, ha fatto un cenno a uno dei due bancari. Dall'interno, il dipendente della Banca CEI (Conferenza Episcopale Italiana) di Roma non ha avuto la minima esitazione e ha premuto il pulsante che aziona la porta, lasciando entrare quel giovane sacerdote castano sui 30 anni. E' iniziata così una rapina che ha fruttato a tre malviventi circa 50 milioni di lire.
OTTOBRE 1998 - FALSO VESCOVO E TRUFFATORE
Si presentava nei conventi dei Castelli come monsignor Angelo Mariani Mannino e proponeva di creare strutture per malati terminali: in realtà, A.M., 49 anni, era un catanese già inquisito per truffa.
SETTEMBRE 1997 - SMASCHERATO IL FALSO PRETE "MAGO"
La crociata antistregone di un sacerdote siracusano, fondatore di un osservatorio sul fenomeno dell'occulto, ha avuto successo: don Fortunato di Noto, parroco della Madonna del Carmine, ad Avola, a sud di Siracusa, ha letto in un mensile di astrologia l'inserzione di tal "don" Cesare Baraldi, che da Milano promette miracoli. Don Fortunato è fondatore e coordinatore dell'associazione "Telefono Arcobaleno - Osservatorio sul fenomeno della magia", che da un anno si dedica con passione alla caccia degli impostori dell'occulto. Ma in un "collega" non si era ancora imbattuto: "Dunque ho telefonato al numero di cellulare che corredava la pubblicità, per saperne di più" racconta "don Ghostbuster". "E' tutto registrato. Gli ho chiesto se era davvero un sacerdote e lui mi ha risposto di sì. Gli ho chiesto se poteva guarire una cirrosi epatica. Certo, ha risposto: bastava spedirgli una fotografia del malato e 600.000 lire anticipate, e lui avrebbe fatto un 'lavoro di occulto come si conviene'". Don Fortunato ha insistito con la segretaria del misterioso occultista: "Ma è davvero un prete?" Sì, naturalmente, ha confermato l'assistente, un po' spiazzata soltanto dalla domanda successiva: "E in che parrocchia presta la sua opera?". In altri contatti telefonici, il fantomatico "don" Cesare si è impegnato anche a restituire la capacità di camminare agli handicappati e altre quisquilie da beatificazione immediata, mentre don Fortunato registrava tutto. Ha coraggio, il parroco di Avola: negli ultimi mesi gli sono arrivate sette telefonate con minacce di morte. Ma lui prosegue la crociata antistregoni. Quando ha ritenuto di avere prove sufficienti, ha spedito un esposto alla procura di Milano e, contemporaneamente, all'istituto per l'autodisciplina pubblicitaria. Quindi, per estremo scrupolo, ha scritto anche all'arcivescovado di Milano perché verificassero le credenziali ecclesiastiche del dubbio "don" Cesare. "Nella diocesi non risulta nessun sacerdote con quel nome" è stata la risposta, ma don Fortunato ha chiesto anche al parroco di Porta Genova, competente per territorio, di indagare. Se i sospetti del prete-detective si dimostrassero fondati, la magistratura potrebbe procedere per abuso di titolo ecclesiastico, oltre che abuso della credulità popolare.
GIUGNO 1997 - LIBRO SACRO E COCAINA
Vestito di nero, biondo, in mano la Bibbia, un po' troppo disinvolto: Anthony Unsworth, 56 anni, falso prete anglicano, viene fermato a Fiumicino per un controllo. In valigia aveva 4 chili di cocaina.
FEBBRAIO 1997 - "SACERDOTE" MANOLESTA
Fingendosi prete, Antonio Cortese, 28 anni, riesce a convincere un parroco di Fiuggi a dire messa. Lo tradisce però il suo attaccamento al danaro (le offerte dei fedeli) e viene smascherato.
GIUGNO 1996
Arrestato Rosario Nastasi, 54 anni, catanese. Nei panni di “don Alessandro” ha truffato decine di sposini e di credenti. Da Milano a Pavia, da Caserta a Frosinone. Sempre a impartire sacramenti e a sollecitare elemosine ("non voglio monetine ma biglietti da mille"). Ha sposato diverse coppiette e ha dato l'ostia a centinaia di fedeli in decine di parrocchie di tutta Italia. Finché ad Ascoli non è incappato in un sospettoso maresciallo. Quando arrivò alla parrocchia di Aquino, in provincia di Frosinone, disse di aver perso i documenti. Poi si trasferì a Offida (AP), da dove è fuggito. Per i carabinieri è una vecchia conoscenza: le prime denunce che lo riguardano, per truffa e atti di libidine, risalgono al 1964. Si indaga anche per scoprire se le foto di bambini trovate in casa di "don Alessandro" siano semplici ricordi di “vita parrocchiale” o se non nascondano altro.
