sabato, 29 novembre 2008

HACKLETTURA 130

U.S.A.: la guerra degli acquisti

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 "Venerdì nero" negli U.S.A.: folla travolge commesso Wal-Mart. Sparatoria a Palm Desert

Valley Stream è un un sobborgo di New York (si trova a Long Island) dove l'apertura della stagione dei saldi è risultata fatale per un aiuto-venditore della Wal-Mart. L'uomo, il 34enne giamaicano Jdimypai Damour, dopo l'apertura delle porte è stato travolto e calpestato a morte dalla folla. Quattro clienti, tra cui una donna incinta di 28 anni, sono stati portati in diversi ospedali a causa delle ferite riportate.


Negli Stati Uniti il Black Friday è il tradizionale appuntamento di acquisti "scontati" che segue il Giorno del Ringraziamento. Quest'anno più che mai gli americani sono sembrati posseduti dal demonio. Il demonio, sì: quello del consumo sfrenato. Davanti a tutti i negozi che hanno offerto prodotti a prezzi presuntemente convenienti si sono accampati fin dalle ore notturne migliaia di cittadini, per prendere d'assalto gli scaffali al momento dell'apertura. Segno che la crisi economica ha lasciato il suo segno (spingendo la gente a fare "compere d'occasione"), ma anche segno che il capitalismo è ben lungi dal conoscere una decadenza o - come avevano paventato alcuni sociologi - addirittura un crollo.


2.000 circa i maniaci dei saldi che hanno assaltato il Wal-Mart di Long Island, dove tra l'altro erano in offerta un DVD-player Magnavox a 128 dollari, un sistema di navigazione GPS della marca Garmin a 97 dollari e una digital camera Samsung a 69 dollari. Il povero commesso (a contratto temporaneo) è morto sotto i piedi della gente che, incurante delle urla "Stop! Stop!" degli altri impiegati, ha peraltro ostacolato i soccorsi pur di acquistare i regali natalizi.


Violenze sono state segnalate in molte altre città statunitensi. A Palm Desert, California, tra i clienti di un negozio Toys-R-Us è scoppiata una lite tra due donne e due uomini. Oggetto della disputa: uno dei giocattoli in vendita. Dalle offese verbali si è passati ai pugni e agli sputi e da lì a una vera e propria sparatoria in cui hanno perso la vita due persone, tra cui una bambina di 6 anni.

Ellen Davis, portavoce della Federazione Nazionale del Commercio con sede a Washington, ha dichiarato:  "Mai, in passato, si erano registrati incidenti del genere".

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sabato, 22 novembre 2008

HACKLETTURA 129

Rugby: inattesa debacle degli Azzurri

Italia - Pacific Islands 17-25


Incredibile. Che si perda contro Australia, Francia e Nuova Zelanda ci può stare. Che ci sfugga una vittoria contro gli agentini fa rabbia, ma vabbe'. Però che arrivi una sconfitta persino contro le Pacific Islands, regalando loro la prima vittoria in assoluto, fa davvero rabbia.



A Reggio Emilia, di fronte a 20.000 spettatori e sotto un cielo limpido, l'Italia si è fatta  ammaliare dal Siva Tau, la danza di guerra delle Isole del Pacifico, meno conosciuta rispetto alla Haka neozelandese ma ugualmente affascinante e applaudita dal pubblico. Bisognava vincere questo test, dopo i due persi contro Australia e Argentina, ma il primo tempo è stato caratterizzato da una caterva di ingenuità e da un'evidente mancanza di umiltà (punteggio dopo i primi 40 minuti: 10-22!). Non sono bastati gli sforzi nella seconda frazione dell'incontro, e così è arrivato questo brutto scivolone contro la rappresentativa del Pacifico (Fiji, Tonga e Samoa), costituitasi solo nel 2004.

Se al Sei Nazioni giochiamo così, il Cucchiaio di Legno non ce lo toglie nessuno.



Italia: 15 Masi; 14 Robertson, 13 Mi. Bergamasco, 12 Garcia, 11 Pratichetti; 10 Marcato, 9 Travagli; 8 Parisse (cap.), 7 Ma. Bergamasco, 6 Sole; 5 Bortolami, 4 Reato; 3 Nieto, 2 Ghiraldini, 1 Aguero. In panchina: 16 Ongaro, 17 Lo Cicero, 18 Perugini, 19 Zanni, 20 Canavosio, 21 McLeane, 22 Pavan. All.: Nick Mallett.


Pacific Islands: 15 Ratuvou; 14 Tagikakibau, 13 Mapusua, 12 Taione, 11 Delasau; 10 Bai, 9 Martens; 8 Koyamaibole, 7 Latu (cap.), 6 Vaki; 5 Hehea, 4 Levi; 3 Pulu, 2 Fuga, 1 Va’a. Panchina: 16 Koto, 17 Leaaetoa, 18 Naevo, 19 Pole, 20 Rauluni, 21 Rabeni, 22 Williams. All.: Quddus Fielea.


Mete Italia: Ghiraldini, Mi. Bergamasco  

Mete Pacific Islands: Delasau 2, Ratuvou 


Calci piazzati Italia: Marcato  

Calci piazzati Pacific Islands: Bai 2  

    
Trasformazioni Italia: Marcato 2  

Trasformazioni Pacific Islands: Bai 2


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Pacific Islands è la selezione delle isole Samoa, Fiji e Tonga. Subito prima di ogni partita i giocatori eseguono in mezzo al campo la Siva Tau, una secolare danza di sfida e di autoesaltazione. Le strofe vengono recitate alternativamente nei tre linguaggi in questione. In lingua figiana: "Siate pronti! Siate selvaggi! E preparatevi... Alla battaglia! Siamo pronti! Siamo pronti!" In samoano: "Io sono il guerriero! Io sono il guerriero! Noi siamo i guerrieri delle Samoa! Noi siamo i guerrieri delle Samoa!" In tongano: "Noi stiamo per colpirti! Per prenderti ed atterrarti! E ti conviene star giù, amico... Noi siamo i Pacific Islanders!"



Una cosa positiva non si può negare: abbiamo regalato alla compagine del Pacifico la loro prima vittoria storica. Ci ricorderanno per tanto tempo e ci racconteranno ai loro nipoti...



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HACKLETTURA 128

Il ritorno dei Guns'n'Roses

Dopo 13 anni tornano i Guns'n'Roses.

La formazione ufficiale: Axl Rose, Tommy Stinson, Dizzy Reed, Bumblefoot, Chris Pitman, Richard Fortus, Frank Ferrer.

L'album: Chinese Democracy

Ascoltabile dove? Qui: http://www.myspace.com/gunsnroses

Sarà nei negozi il 24 novembre.

Altre info: http://web.gunsnroses.com/splash.jsp

La mia impressione? Beh, chi ha amato svisceratamente Appetite for Destruction odierà questo CD. Siamo ad anni luce da Use Your Illusion I e II . Persino The Spaghetti Incident? è di gran lunga superiore...
Axl Rose ci ha fatto attendere a lungo per poi presentarci questo lavoro che io considero poco ispirato; e, soprattutto, la sua voce non è più quella di un tempo. Nessuna canzone rimane in mente; non c'è nessun classico del tipo 'Patience' o 'Sweet Child', e alcuni brani fanno pensare addirittura ai vecchi Helloween a causa della piattezza sonora. Si ha inoltre l'impressione che, nel corso dell'album, la band cambi più volte i suoi componenti, tanto che io reputo questo
Chinese Democracy un album 'solista' di Axl Rose, che per convenienza ha voluto usare l'egida del gruppo. Troppi anche gli inserimenti di samples e i tutt'altro che eccelsi trucchetti tecnologici. 'Democrazia Cinese' contiene tuttavia almeno due pezzi degni di menzione: 'If The World' e 'There Was A Time'. Sono le track numero 5 e numero 6. Carine anche la ballata-polpettone 'Catcher In The Rye' (il titolo è quello del famoso romanzo di J.D. Salinger da noi noto come Il giovane Holden ) e la mezzo psichedelica (a suo modo 'impegnata', con richiami quasi pinkfloydiani e inserti pseudosinfonici) 'Madagascar'. C'è un'altra ballata che io prevedo già come stravendutissimo single, talmente è radio-friendly : si tratta di 'This I Love' (track 13).

Sicuro, rapportato alle baggianate che ci sono in giro, questo è un prodotto che vale la pena di essere acquistato, se non altro per il suo valore 'storico'. Però il rock degli autentici Guns'n'Roses emanava rabbia sincera, mentre qui siamo a parecchie zolle sotto terra senza purtroppo poter parlare neppure lontanamente di underground.

Ma ognuno si faccia da sé la propria opinione. http://www.myspace.com/gunsnroses

 

 

 

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domenica, 16 novembre 2008

HACKLETTURA 127

Bundesliga: il Wolfsburg perde contro la capolista-sorpresa

 

Zaccardo scalda ancora la panchina

Hoffenheim-Wolfsburg 3-2


Hoffenheim, il team con il maggior numero di vittorie consecutive in casa (ora sono cinque), spazza via anche il Wolfsburg. Ma non è stata un'impresa facile. Partita troppo difensivistica, quasi "all'italiana", da parte dei "Lupi" del mister Felix Magath, che hanno giocato con una difesa a cinque. Per due volte l'Hoffenheim è andato in vantaggio e per due volte gli ospiti sono riusciti a pareggiare i conti, affidandosi alla bravura delle punte Grafite e Dzeko. Poi però il meritato 3-2 per i padroni di casa dell'Hoffenheim, matricola della Bundesliga e squadra-sorpresa del 2008. Quando il match era ancora in parità, Barzagli ha rischiato un autogoal con una infelice deviazione, ma il portiere svizzero Benaglio è riuscito a metterci una pezza evitando così una figuraccia all'ex Rosanero.


Cristian Zaccardo, transfer più caro nella storia del Wolfsburg e finora impiegato solo come "scaldapanchina"

In questa stagione, il Wolfsburg non è riuscito a vincere una sola partita fuori casa. L'Hoffenheim, che chiama "proprie" le mura dello stadio di Mannheim, è saldamente in testa alla Bundesliga insieme al Bayer Leverkusen, che viene allenato da Bruno Labbadia (figlio di emigrati italiani).



1899 Hoffenheim: D. Haas - Beck, Jaissle, Compper, Ibertsberger - Luiz Gustavo (66. Salihovic) - Weis, Carlos Eduardo (80. Vorsah) – Obasi (90. Teber), Ibisevic, Ba

VfL Wolfsburg: Benaglio – Costa, Madlung, Barzagli –Riether, Hasebe (81. Dejagah), Josué, Schäfer – Misimovic (81. Gentner) - Grafite, Dzeko (68. Caiuby)

Reti: 1:0 Ibisevic (23.), 1:1 Grafite (27.), 2:1 Eduardo (37.), 2:2 Dzeko (40.), 3:2 Obasi (69.)

Spettatori: 26.000


Il Bayern non va al di là del 2-2 a Moenchengladbach. Si segnala comunque, ancora una volta, una realizzazione del nostro Luca Toni...


Toni e Ribery, trascinatori del Bayern Muenchen



Risultati Bundesliga (13sima giornata)

Hannover - Bochum 1 -1 (giocata venerdì)

Stuttgart - Bielefeld 0 - 0
Leverkusen - Schalke 2 - 1
Berlin - Hamburg 2 - 1
Dortmund - Frankfurt 4 - 0
Cottbus - Karlsruhe 1 - 0
M'gladbach - Bayern 2 - 2
Hoffenheim - Wolfsburg 3 - 2

Bremen - Köln (si gioca oggi, domenica, alle ore 17)



Classifica

1 Leverkusen 28
2 Hoffenheim 28
3 Bayern 25
4 Berlin 24
5 Hamburg 23
6 Dortmund 21
7 Schalke 20
8 Wolfsburg 19
9 Köln 19
10 Stuttgart 18
11 Bremen 17
12 Frankfurt 13
12 Hannover 13
14 M'gladbach 11
15 Bochum 10
16 Karlsruhe 10
17 Bielefeld 9
18 Cottbus 9



Classifica marcatori

Ibisevic (1899 Hoffenheim) 14 reti

Helmes (Bayer Leverkusen) 10 reti

Grafite (VfL Wolfsburg) 9 reti

Wichniarek (Arminia Bielefeld) 8 reti

Pizarro (Werder Bremen) e Novakovic (1. FC Köln)
7 reti

Ba (1899 Hoffenheim), Obasi (1899 Hoffenheim), Kießling (Bayer Leverkusen), Kuranyi (FC Schalke 04), Gomez (VfB Stuttgart) 6 reti

Diego (Werder Bremen), Rosenberg (Werder Bremen), Subotic (Borussia Dortmund), Petric (Hamburger SV), Schlaudraff (Hannover 96), Freis (Karlsruher SC), Ribery (Bayern München), Toni (Bayern München) 5 reti

 

 

                bloggato da:  Caduta orizzontale

 

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sabato, 15 novembre 2008

HACKLETTURA 126

Morto Mitch Mitchell

Se n'è andato anche il batterista del leggendario trio Jimi Hendix Experience. Mitchell (61 anni) è stato trovato senza vita in una stanza d'albergo a Portland, Oregon, nella notte tra mercoledì e giovedì.

La dottoressa Erin Patrick, che ha accertato il decesso del musicista, ha dichiarato che esso è da ascriversi a cause naturali. 

Mitch Mitchell (vero nome di battesimo: Briton) era celebre per il suo fusion style di stampo jazzistico. Nato in Inghilterra, suonò con Jimi Hendrix (il più celebre figlio di Seattle, Stato di Washington) dal 1966 fino al 1970, anno della morte del chitarrista nero di origini indiane.

Mitchell era dotato non solo di una tecnica virtuosa, ma anche di un fascino particolare per cui negli Anni Sessanta e Settanta poteva vantare il suo proprio stuolo di fans femminili. La sua grande ispirazione era Elvin Jones, batterista di John Coltrane, e similmente a Jones usava l'intero set a sua disposizione per cavare tutti gli effetti sonori possibili, spesso tenendo un complesso tempo in 3/4 (come in "Manic Depression", il valzer psichedelico di Are You Experencied?). Ascoltando il breve solo di chitarra di "Wind Cries Mary", si sente la batteria di Mitchell che "ombreggia" la Stratocaster di Hendrix nota per nota, prima di tornare al ritmo pulsante tipico del rhythm'n'blues (o del rock'n'roll, fate voi). Come tutti i batteristi jazz, Mitchell amava reggere le bacchette senza stringerle in pugno, bensì tenendole solo con il pollice, l'indice e il medio, e non colpiva mai un tamburo o un piatto se riteneva ciò superfluo e fuori posto. Pur tra tanta improvvisazione, era un drummer preciso e meticoloso. Nella sua lunga carriera collaborò anche con l'ex beatle John Lennon, con Eric Clapton e con Keith Richards.

 La Jimi Hendrix Experience arriva all'aereoporto Heathrow di Londra il 21 agosto 1967. Da sinistra: Noel Redding, il mancino e semi-analfabeta Jimi Hendrix (un genio assoluto!) e Mitch Mitchell.

Mitch Mitchell si trovava in tournée con l'Experience Hendrix Tour, che venerdì scorso ha dato un concerto all'Arlene Schnitzer Concert Hall di Portland. Si trattava dell'ultima di una serie di esibizioni nella West Coast, prima di proseguire nel resto del territorio statunitense. Per l'intera durata del tour era apparso debole, fragile, ed evidentemente anche lui non si sentiva troppo bene, perché aveva deciso di fermarsi a Portland a riposare, sfruttando la pausa tra le date dei concerti. 

"Era un uomo meraviglioso, un musicista brillante e un vero amico" ha affermato Janie Hendrix, sorella del leggendario Jimi.

Jimi Hendrix morì già nel 1970, non ancora 28enne. Noel Redding, bassista del trio, nel 2003. Ora li ha raggiunti anche Mitch. R.I.P.
 

 

              1969: Mitchell si esibisce con Hendrix in Svezia

 

              bloggato da: Topolàin

 

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giovedì, 13 novembre 2008

HACKLETTURA 125

 Il bavaglio all'informazione

 

Incredibile! Ma il nostro è ancora un Paese democratico?

Stanno pensando di rispolverare il famigerato decreto Levi, detto anche “ammazzablog”, che l'anno scorso ha suscitato l’indignazione generale. Ricordate? Si trattava di un decreto governativo che imponeva ai blog l’obbligo di iscrizione al ROC (il Registro degli Operatori di Comunicazione) travisando del tutto le dinamiche della Rete e obbligando i blog a oneri e burocrazie sproporzionate rispetto alla loro tipologia editoriale.

La mobilitazione e il fatto che il governo presieduto da Romano Prodi di lì a poco sarebbe caduto, fecero sì che la faccenda giungesse a uno stop.

Ma il fottuto decreto, purtroppo, non è scomparso del tutto dai corridoi del Parlamento e c’è il pericolo che venga riesumato.

Free Blogger 

La cosa peggiore è che il bavaglio all'informazione lo hanno già messo. Carlo Ruta, giornalista e blogger siciliano, che col suo blog conduceva inchieste su mafia politica e collusioni tra questa e il grande business, è stato condannato nel mese di maggio per il reato di "stampa clandestina"! Prima gli hanno chiuso il blog (http://www.accadeinsicilia.net) e poi lo hanno condannato!

Per fortuna Ruta è lungi dal tacere e i suoi interventi possono essere letti sul suo nuovo sito

          Le inchieste

Riportiamo uno dei suoi ultimi articoli, dal titolo

"Emergenza libertà in Italia"

<< La sentenza siciliana che ha condannato l'informazione in rete, ritenendola né più né meno che un crimine, sta suscitando proteste e allarme sul web e in ogni ambito del paese civile e responsabile. Le ragioni sono pesanti come pietre. Sono stati attaccati princìpi che hanno fatto la storia del pensiero democratico: i medesimi per i quali, nel nostro paese, uomini come i fratelli Rosselli, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Eugenio Curiel, Giovanni Amendola, hanno speso il loro impegno e dato la vita. E' stato puntato e centrato in particolare il principio della libera espressione, che, rappresentativo delle libertà tutte e momento rivelatorio di uno Stato democratico, costituisce un cardine della Costituzione repubblicana.


L'attuale governo italiano, che si sta connotando sempre più in senso illiberale, non può sottrarsi a questo punto al dovere morale di rispondere al moto di protesta di questi giorni. Basta con gli infingimenti. Non si aspetti che l'onda di piena dell'indignazione si plachi. Si farà il possibile perché non si fermi. E' in gioco appunto la democrazia, nella sua frontiera più avanzata e aperta, rappresentata dalla libera espressione in rete, dalla comunicazione che irrompe e prorompe in senso orizzontale, che rende i cittadini protagonisti in modo nuovo. E' in gioco, come si diceva, la Costituzione, che, come ci ha ricordato Piero Calamandrei, non è nata nei salotti, né nelle stanze del potere, ma sulle montagne, accanto ai corpi degli uccisi, tra i fuochi delle città in rivolta.


E' necessaria una legge subito, che, distante da ogni possibilità di equivoco sul piano interpretativo, fermi in via definitiva le trame censorie e repressive dei poteri forti del paese, per vocazione illiberali e antidemocratici. E' altresì necessario che il legislatore prenda atto che l'informazione sul web non può recare limitazioni di principio. La rete è un luogo cardine del nostro tempo, in cui la democrazia prende corpo e voce, con l'esercizio del confronto. Non può essere quindi annichilita, come avviene in Iran e in Birmania.


Si fa appello allora alle realtà del web, della comunicazione a tutti i livelli, del paese civile e responsabile, perché la mobilitazione continui ad oltranza, con iniziative forti. La sentenza siciliana, come ha scritto un blogger, potrebbe essere una delle ultime "perle" di una collana che, giorno dopo giorno, sta mutandosi in un cappio. E si tratta di fare il possibile perché questo non avvenga. Occorre impedire che si consumi in Italia il rogo della libera espressione, memori del resto che i roghi delle idee possono essere preparatori di regimi a scena aperta.>>


Carlo Ruta, http://www.leinchieste.com

 


 

 

              bloggato da: Cioppo bbello!

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mercoledì, 12 novembre 2008

HACKLETTURA 124

Rivolta studentesca in Germania

Più di 70.000 studenti hanno protestato oggi in 40 città tedesche contro le classi sovraffollate e la carenza di insegnanti. "Continueremo a far sentire  la nostra voce finché la smetteranno di operare tagli alla scuola" ha spiegato alla Bild Zeitung un liceale di Berlino. Nella capitale, oggi il traffico è stato bloccato per ore a causa della mobilitazione e tra le università occupate c'è la celebre Humboldt. 


Notevole la partecipazione anche a Stoccarda, Braunschweig, Amburgo, Hannover e Dresda. 



Gli studenti dicono no al "sistema-istruzione di Angela Merkel", che di fatto riserva gli studi superiori alle classi elitarie, rifiutano il cosiddetto "G8" (percorso ginnasiale in 8 anni anziché in 7) e chiedono l'assunzione di un numero maggiore di professori.  Governo e parte dei media tedeschi cercano di discreditare il movimento (cui aderiscono molti insegnanti) definendolo "pilotato dall'estrema sinistra".   


Infos: http://www.schulaction.org/


         http://www.jugendbuendnis-ffm.de


         http://www.schulstreik-muenchen.de





                bloggato da:  Zerovirgolaniente

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domenica, 09 novembre 2008

HACKLETTURA 123

Il Presidente Nero

Un romanzo di SF dello scrittore brasiliano Monteiro Lobato (1882-1948)

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Monteiro Lobato è considerato il più grande autore brasiliano di narrativa per ragazzi (La Fattoria del Picchio Giallo), ma la sua produzione, assai vasta, comprende anche un romanzo di fantascienza. Già il titolo di quest'opera è profetico: Il Presidente Nero. Ma il romanzo (pubblicato per la prima volta nel 1926 sotto forma di feuilleton sul rotocalco A Manhã, che all'epoca si chiamava “O Choque das Raças” - ovvero “Scontro razziale”) contiene diverse altre strane coincidenze con le recenti elezioni presidenziali negli U.S.A., tanto che masse di lettori in tutto il mondo lo stanno riscoprendo. 

Monteiro Lobato descrive una società in cui vigono il telelavoro e il voto telematico (e dunque Internet), l'opinione pubblica legge giornali non su carta ma proiettati su schermi luminosi (!), l'elettorato ha accantonato la lotta di classe e si identifica con i suoi leader secondo il sesso e il colore della pelle... Intanto, negli Stati Uniti, unica potenza mondiale, è in corso una campagna elettorale in cui, a contendersi la presidenza, ci sono un conservatore bianco, un leader nero e una donna.

Purtroppo l’attrattiva maggiore di questo libro — prima ancora dell'attuale coincidenza storica delle elezioni statunitensi — risiede nell’evidente interesse di Lobato per l'eugenetica, filosofia sociale di stampo razzista che ebbe dei seguaci anche in Brasile durante gli Anni Venti e Trenta, e che propugnava il miglioramento dei tratti ereditari attraverso varie forme di intervento, in primis tramite la segregazione razziale. È quando si trasferisce negli Stati Uniti come attaché per il commercio all’ambasciata brasiliana che lo scrittore immagina l’elezione di un presidente nero negli U.S.A. Lobato osserva che esiste una netta differenza fra la posizione di cui godono i discendenti africani nella società brasiliana (più ibrida, a formare una miscellanea razziale) e in quella omologa negli Stati Uniti (più separata; la famigerata segregazione, appunto). Nel suo romanzo, la contingenza politica che nel remoto 2228 porterà a maturazione una situazione del genere è la scissione dei bianchi in due fronti: da un lato il candidato del Partito Maschile (Kerlog), dall’altro la candidata del Partito Femminile (Evelyn Astor). Dunque, non solo divisione di razze ma anche di sessi. La neo-femminista Evelyn Astor (Hillary Clinton???)  ha ormai la vittoria in pugno quando, inaspettatamente, si impone il leader nero Jun Roy, che sarà poi eletto Presidente.

E' il personaggio chiamato "Signorina Jane" a dar voce all’ideologia di Lobato: “Che cosa mai è l’America se non un’isola felice che ha ricevuto dalle migliori razze europee dei caratteri eugeneticamente positivi? Dove, se non in quel Paese, va cercata la forza vitale della razza bianca?” Lobato difende la segregazione americana, risentendosi dell’origine meticcia dei brasiliani: “Noi invece abbiamo pasticciato. Mescolandole abbiamo rovinato entrambe le razze. Nell'incrocio, i neri hanno perso la stupenda fisicità selvatica che gli era propria, mentre i bianchi, inevitabilmente, si sono fatti più molli di carattere”.

 

Monteiro Lobato
Il Presidente Nero
Edizioni Controluce. Pagine: 192. € 14,00

 
 


                bloggato da:  Adonis

 

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sabato, 08 novembre 2008

HACKLETTURA 122

I "dark", gli "appecoronati" e gli "abbronzati"

Trasmettono ansia e sono "dark". E sono inoltre "appecoronati"; appecoronati sulla sinistra. Un neologismo varato dal Presidente del Consiglio che ha così voluto attaccare nuovamente conduttori e giornalisti televisivi. Il tutto mentre c'è il muro contro muro tra gli schieramnti sulla Vigilanza, mentre viale Mazzini esprime preoccupazione per il blitz negli studi di Chi l'ha visto? respingendo ogni intimidazione e mentre i giornalisti manifestano davanti a Montecitorio contro il "bavaglio" della legge sulle intercettazioni.

"Tutti i giorni ci sono attacchi televisivi nei nostri confronti, con tutti questi conduttori appecoronati sulla sinistra", tuona il premier passeggiando tra gli stand del Salone del Ciclo e del Motociclo a Rho. Poi si sposta a Mosca e definisce il nuovo Presidente degli U.S.A. "abbronzato", scatenando perplessità nei media di tutto il mondo.

Molti uomni politici italiani ormai non reagiscono più alle infelici "uscite" di Berlusconi, mentre se la prendono con lo scrittore Camilleri, il quale, con sottile ironia, in un liceo romano ha detto della Gelmini che "di sicuro non è un essere umano" e che "dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos’è".

Quello di Camilleri è stato un paradosso letterario. Come possono definirsi invece le gravi, gravissime parole di Maurizio Gasparri, secondo il quale "con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta"?

Ma tornando all'ennesima "gaffe" berlusconiana, tra tutte le reazioni internazionali vorrei segnalare quella del N.Y. Times, che sintetizza bene l'attuale situazione in Italia. Questo il link principale:

http://www.nytimes.com/2008/11/08/world/europe/08italy.html?ref=europe

E questo il link con gli oltre 1.500 interventi di lettori di lingua inglese scandalizzati dalla notizia:

http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2008/11/06/berlusconi-under-fire-for-obama-joke/

Nel frattempo, in Germania...

L’altra sera (giovedì, ore 22.30) sull’emittente radiofonica tedesca Bayern 2 hanno trasmesso un programma dal titolo: Ist Italien noch eine Demokratie? Non si era ancora verificato il nuovo scivolone verbale del sig. Presidente del Consiglio, ovvero quello dell’”abbronzatura” di Obama Barack, ma la mezz’ora di trasmissione era piena zeppa delle malefatte e delle bugie – tante, troppe - di questo personaggio che ci governa, con numerosi riferimenti ai processi sospesi. La conclusione logica è stata che l’Italia non può essere più considerata una democrazia. E’ l’unico Paese occidentale ad avere un uomo politico in possesso di piena immunità... come fosse un re d’altri tempi! Hanno parlato anche di Napoli e dell’immondizia (la città soffoca come e più di prima, al contrario di quello che dice il governo, pure perché la camorra, insieme ai vecchi copertoni, brucia rifiuti pericolosi). Hanno parlato di Rete 4, dell’Alitalia, ecc.: tutte azioni criminali ideate dal premier con la collaborazione degli "esperti" di cui si circonda e per le quali sono chiamati a pagare i cittadini. Hanno parlato delle “donne del presidente” delle quali alcune – le preferite, ovviamente - vengono da lui addirittura cataputalte in carriera ministeriale, e di come il Berluska se la canti insieme ad Apicella mentre la Nazione precipita nel baratro. Il bello è che, durante uno di questi concerti, ha accennato ai suoi studi alla Sorbonne, mentre non risulta da nessuna parte che fosse mai iscritto alla celebre università francese… (!)

E gli italiani? Come mai si lasciano prendere così per i fondelli? “Berlusconi li ha completamente tv-dopati”, è stato il verdetto di Bayern 2.


 


                bloggato da:  Il Prato Nero

 

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giovedì, 06 novembre 2008

HACKLETTURA 121

I Have A Dream...


Obama ha vinto. Sono contento, ma soffro più di prima. Obama ha dichiarato: “Gli Stati Uniti sono il posto dove tutto è possibile”. Guardo il mio Paese dove niente è possibile. Un piduista capo del Governo. Un’opposizione indecente. L’informazione sotto controllo. E mi viene il magone. Obama, giovane, colto, slanciato, intelligente, di colore, parla di futuro, di innovazione. “Il cambiamento è arrivato”, ha detto. “La nostra vittoria è partita dal basso”. Da noi quando arriverà?

(Beppe Grillo) 



http://www.beppegrillo.it/2008/11/linsopportabile/index.html?s=n2008-11-05


 

 


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