Osservatorio blog-internettiano
Karolina Kurkova (più esattamente: Karolína Kurková) irriconoscibile nel costume di Halloween
La modella ceka ha guadagnato l'anno scorso 5 milioni di dollari. Rappresenta Victoria's Secret, marchio di abbigliamento femminile e di prodotti di bellezza (ma noto soprattutto per le creazioni di lingerie). I media brasiliani, dopo aver visto Karolina alla "São Paulo Fashion Week", hanno commentato: "La Kurkova è troppo grassa per la passarella..." A noi invece non dispiace vederla sul catwalk. E non ci dispiacerebbe nemmeno darle un'occhiata da più vicino...
Karolina Kurkova in tutto il suo splendore nature
La Kurkova presenta una "specialità" del marchio Victoria's Secret
6 modelle della casa Victoria's Secret ritratte senza veli addosso. Si tratta delle Victoria's Secret Angels Alessandra Ambrosio, Izabel Goulart, Miranda Kerr, Adriana Lima, Karolina Kurkova e la più speciale di tutte: Selita Ebanks
La regina incontrastata di Halloween è lei: Heidi Klum, modella di origine tedesca
Incredibile, ma anche questa è la bella Heidi
Una coppia che non ha bisogno di mascherarsi - nemmeno per Halloween: il rapper Ice-T e la sua strepitosa "mogliettina" CoCo
CoCo Austin: manna dal cielo!
La pupa del rapper in una veduta dall'alto...
Biografie
Karolína Kurková (classe 1984) iniziò la sua carriera a Praga. Trasferitasi a Milano, venne lanciata da Miuccia Prada. Nel 1999, dopo un incontro con alcuni editori di Vogue, si trasferì a New York e nel febbraio 2001 comparì sulla copertina della rivista. In seguito fu scelta da Victoria's Secret per partecipare al "Fashion Show". Seguirono altre case di moda: Yves Saint-Laurent, Tommy Hilfiger, Valentino, Ralph Lauren, Oscar de la Renta, Chanel, Balenciaga...
Karolina è ufficialmente una delle Victoria's Secret Angel, le più importanti supermodel di Victoria's Secret.
Heidi Klum (Bergisch Gladbach, Germania, 1973) iniziò la carriera vincendo il concorso "Model 92". Dopo le prime sfilate ad Amburgo, si trasferì a Miami e infine a New York. Vive tuttora nella Big Apple, in un appartamento di Manhattan.
Nel 1996 fonda la Heidi Klum GmbH, la sua firma di moda, e si assicura il copyright sul suo logo e sul suo nome. La vera svolta nella sua carriera avviene nel 1997, quando partecipa al "Victoria's Secret Fashion Show", che la porta alla ribalta dei mass media e ad innalzarsi al rango di top model. Nello stesso anno sposa il parrucchiere Ric Pipino, dal quale divorzierà nel 2003. Nel 1998 appare sulla copertina di Sports Illustrated, nel numero speciale "Swimsuit Issue".
Nel 1999 la tedesca, ormai americanizzata, debutta come attrice nella sit-com della ABC Spin City, interpretando se stessa come oggetto dei desideri di Michael J. Fox. Nel 2000 viene pubblicato il suo primo calendario. Nel 2001 debutto cinematografico con una piccola parte nel film Blowdry (dove ha il ruolo di Jasmine, una modella eccentrica contesa da due fratelli parrucchieri). Nello stesso anno canta con la band hard rock degli Wheatus al "Fashionably Loud Europe" a Milano, evento promosso da MTV.
Dopo il divorzio da Rin Pipino, Heidi si fidanza con Anthony Kiedis, cantante dei Red Hot Chili Peppers, e poi con Flavio Briatore. Da quest'ultimo ha una figlia, Leni. I due si lasciano poco prima della nascita della bambina. Il 10 maggio 2005 Heidi si sposa in Messico in tutto segreto con il cantante britannico Seal. Nel settembre 2005 nasce il loro figlio Henry.
Tra i tanti titoli, la simpatica Heidi Klum può vantare di essere "Maestra di Cerimonie" alle annuali feste di Halloween dell'high society newyorchese.
Nicole Natalie Austin, meglio nota come CoCo, è nata nel 1979 a Palos Verdes in California. Ha iniziato giovanissima a lavorare come modella per cataloghi di moda collezionando vari premi. Divenuta relativamente famosa in California, ha deciso di "uploadare" il proprio aspetto facendosi "siliconare" il seno. Nel 2002 la prosperosa modella diventa attrice ottenendo una piccola parte in Angel Blade e nel thriller erotico Desert Rose. Nel 2004 lavora nella commedia The Dirty Monks. Nel 1999 sposa Mike Williams (giocatore professionista di football americano) dal quale divorzia nel 2003. La sua fama ha un'impennata nel 2005, quando sposa il rapper Ice T.
In compagnia di quest'ultimo ha un "cameo" in Copy That (2006). Nel 2007 partecipa alla serie televisiva Law Order: Special Victims Unit, sempre in tandem con il suo rude marito. Quest'anno è diventata una coniglietta di Playboy. La celebre rivista patinata ha immortalato CoCo, ovviamente senza veli, tra i monumenti di New York.
bloggato da: Sborror
La signora contessa e il suo maggiordomo / buffone di corte
Peccato per l'uscita di Massimo Ciavarro!bloggato da: Caduta orizzontale
Scandalo cocaina nel calcio tedesco
Berkant Göktan, romanzo di un calciatore "testa calda"
E' stato nuovamente licenziato in asso. Stavolta dal Monaco 1860, dove aveva iniziato una seconda carriera. A fregare Berkant Göktan, asso del pallone di origine turca ma nato a Monaco di Baviera, è stata la sua passione per la cocaina.
Appena qualche settimana fa "Berki" aveva firmato con il 1860 un contratto che gli garantiva 400.000 euro annuali per il prossimo triennio: quasi un record per la Zweite Liga (Serie B). Tuttavia i responsabili della società hanno notato alcune stranezze nel suo comportamento e hanno ordinato un controllo per tutti i giocatori in rosa. Lo stesso Göktan ha dato la sua autorizzazione, ma il test d'urina lo ha smascherato.
Il club bianco-blu, nella persona del manager Stefan Reuter (che molti ricorderanno come un punto di forza della Nazionale tedesca), ha dunque offerto a Berkant Göktan una sospensione del contratto in attesa che il centrocampista risolvesse i suoi "problemi personali", ma Göktan e il suo avvocato hanno rifiutato. Da qui il licenziamento.

Berkant Göktan era diventato il beniamino dei tifosi del 1860 München, un saldo punto di riferimento in un club che negli ultimi anni ha conosciuto una profonda crisi sportiva e manageriale (condita da diversi scandali) e da cui solo ultimamente sembrava starsi risollevando.
Tramite portavoci, il 27enne Göktan ha dichiarato ai giornalisti di volersi sottoporre a una terapia e che spera in un come-back. Ma forse non ci sarà nessun come-back, visti i suoi precedenti.
Il debutto del giocatore turco-tedesco avvenne nei ranghi dell'avversario storico del TSV 1860: l'FC Bayern München. Già da ragazzino mostrò un grande talento e, per il suo carattere aperto e per il suo umorismo tipicamente sud-europeo, era diventato uno dei "protetti" di Beckenbauer. Nel settembre 1998, a soli 17 anni, "Berki" giocò con il Bayern in Champions contro il Manchester United. Fece il suo debutto anche con l'Under 18 turca: un inizio più che promettente. Nella Bundesliga ha militato non solo nel Bayern, ma anche nel Borussia Mönchengladbach e nel 1. FC Kaiserslautern. Il suo successo più grande lo ha ottenuto vincendo con il Galatasaray Istanbul il campionato turco nella stagione 2001/02.
Dal suo tabellino si evince una carriera in rapida ascesa, ma in realtà molte sono state le battute d'arresto. Sia il Mönchengladbach che il Kaiserslautern avevano licenziato Berkant Göktan per il suo carattere difficile. Il ragazzo amava la bella vita (leggendarie notti in discoteca!) e spesso era svogliato sul campo d'allenamento. "Ha piedi buoni ma la testa piena di merda" ha recentemente sintetizzato un tifoso del 1860 München.
In seguito allo scandalo, Göktan fugge precipitosamente da Monaco di Baviera
Göktan non è riuscito a rimanere in nessun club per più di due anni. Con i "Leoni" (Löwen) del 1860 si trovava dall'agosto 2006. Allora era disoccupato e trascorreva le sue giornate a tirare calci a un pallone all'Englischen Garten; la sera andava a sedersi davanti alle slot machines, dilapidando quanto aveva guadagnato fino a quel momento. Fu proprio al Giardino Inglese che venne notato da alcuni osservatori del club bianco-blu. Il centrocampista firmò immediatamente il contratto propostogli, grato alla società per avergli consentito di ricominciare l'unico lavoro che era in grado di svolgere. Dieci reti in due campionati di B e una serie di prestazioni da incorniciare fecero di "Berki" Göktan - nonostante i suoi precedenti presso gli odiati cugini del Bayern - uno dei eroi degli aficionados del 1860. Il ragazzo trovò persino la forza di andare ad abitare per conto proprio. Finora aveva infatti sempre vissuto con i genitori (si parla di un rapporto di odio-amore con il padre).
Nell'attuale stagione Göktan non aveva ancora alcuna presenza, anche in seguito a una ferita al piede procuratasi in estate dopo aver calpestato un pezzo di vetro. La ferita si rimarginò e Göktan tornò ad allenarsi, ma era evidente che qualcosa non andava. Il medico della società riscontrò in lui una "sindrome da stanchezza cronica". Era impensabile convocarlo per le partite di campionato.
E ora è giunta la fine, accompagnata - come spesso quando si parla dei "casi" del Monaco 1860 - dalle trombe e dalle grancasse della yellow press.
Altri cocainomoni & Co. del calcio
Christoph Daum, protagonista dello scandalo di cocaina più eclatante nella storia della Bundesliga. Daum, che allenava il Leverkusen, aveva già in tasca il posto di coach della Nazionale tedesca quando venne "pescato" con il naso nella neve. Ai suoi detrattori (primo tra tutti: il manager del Bayern Dieter Hoeness) aveva detto: "Certo, mi si faccia pure il test! Io sono pulito!" L'analisi di un suo capello rivelò invece tracce di coca. Più tardi andò ad allenare in Turchia. Oggi guida il Colonia.
Maradona. Poco salutare per lui l'aria di Barcellona e di Napoli.
Paul Gascoigne. La polizia fece irruzione nella sua stanza d'albergo e "Gazza" li salutò chiedendo se fossero i corrieri della droga... Ha giocato anche in Cina.
L'olandese Quido Lanzaat. A Mönchengladbach lui si faceva "solo" di hashish. Oggi gioca con il TSV 1860 München...
Maurizio Gaudino. Immenso talento calcistico di origine napoletana, si rovinò la vita ingolfandosi in alcuni sordidi affari. Nel momento più alto della sua carriera (con la casacca del Francoforte) si vociferava di un suo trasferimento al Napoli di Maradona e di una possibile acquisizione della cittadinanza italiana per poter vestire la maglia della nostra Nazionale. Fu arrestato subito dopo aver partecipato alla seguitissima trasmissione televisiva Wetten dass...? ("Scommettiamo che...?").
bloggato da: Il Prato Nero
L'unica cosa certa è che chi ha giocato nella ricevitoria Giunta, sita nel quartiere di Nesima, lo ha fatto puntando solo 2,50 euro. Il risultato: incassa ben 100,7 milioni (!).
Valeria Giunta, una delle due figlie del titolare, spiega: "La vincita non è stata centrata con un maxisistema a quote. In quel caso chi ha vinto avrebbe realizzato diverse vincite minori, che invece non ci sono state. Posso quindi affermare con una certa sicurezza che il vincitore ha convalidato una semplice giocata da 2,50 euro''.
A Catania si festeggia in massa, come se i soldi potessero essere incassati dall'intera popolazione. In realtà è solo uno che se li vedrà versare sul suo conto in banca. Alcuni catanesi scrutano con attenzione le facce dei vicini, arrivano addirittura ad annusare l'aria. Chi mai sarà Mister 100 Milioni? Uno dei maggiori sospetti è il barbiere del rione. Lui nicchia, fa spallucce, non conferma né nega, ma è forse il modo tutto siciliano di dire: "Nenti sacciu" ("Niente so").
Alla ricevitoria arrivano telefonate da Modica, Siracusa, Ragusa... "Siamo noi i vincitori, mille grazie", o: "Appena l'ho saputo mi son sentito male. Ma un regalo lo farò a voi, non temete..."
Probabilmente sono tutti burloni. Ad un tratto arriva finanche un vassoio di pasticcini, offerte da un anonimo giovane catanese che, prima di scappare in moto, ha detto al bar di inviare le leccornie alla ricevitoria "e tante grazie". Ma deve trattarsi dell'ennesimo depistaggio.
La cosa però più strana è che la vincita da capogiro si sia verificata proprio nel primo comune italiano che ha dichiarato bancarotta. "Sarà davvero coincidenza?" si chiede il resto dell'Italia. Se sì, è stata centrata una probabilità matematica davvero incredibile. Ma nessuno vuol dire che nel nostro Paese persino la Sisal è un imbroglio. Eppoi, a godere dei soldi sarà un singolo individuo, non certo la comunità etnea né - tanto meno - il loro disastrato comune.
Resta comunque nell'aria uno strano odore di zolfo. Forse, per davvero, stavolta il Diavolo ci ha messo lo zampino. Anche la numerologia lo suggerisce: il 6 è uscito dopo 6 mesi e 77 concorsi di latitanza. ("666" e "777" sono cifre cariche di significato, affermano gli specialisti dell'occulto; e anche il 66 e il 77 probabilmente lo sono). Speriamo che questi soldi - tantissimi; quasi roba da fantascienza - non portino sfiga al loro proprietario...
bloggato da: Cioppo bbello!
Riforma scuola: iniziamo con l'educare gli insegnanti
Fare l'educatore non è un lavoro come gli altri: è una missione, e non tutti ne sono capaci. Anzi: rimestando tra le mie memorie di scolaro prima e di studente poi, direi che di tutti quegli anni trascorsi sui banchi di scuola dovrei "salvare" al massimo due sole professoresse, una d'inglese che ho avuto alle medie (e che veniva presa in giro dai suoi colleghi perché così diversa da loro) e una di italiano che ho avuto al liceo (accusata, per la sua vicinanza a noi studenti, di essere una "Rossa"). Il resto dei miei "tutori" si sono mostrati tutti incompetenti, e alcuni di loro addirittura psicopatici (non voglio usare aggettivi peggiori).
Fare l'insegnante significa riuscire a stupire piacevolmente, motivare al massimo, coinvolgere. Molti appartenenti a questa categoria invece sono solo individui scialbi, e giusticano il loro non volere impegnarsi con "l'apatia" e la "demotivazione" dei giovani di oggi. Si tratta di scuse che si sentivano già negli anni Ottanta e Novanta. Tale presunto disinteresse da parte dei ragazzi non è affatto un fenomeno generazionale - basta leggere anche molti romanzi scritti e ambientati negli anni Trenta: tanti studenti apparivano, agli occhi dei loro "educatori", già allora così.
Essere insegnanti non è una questione di qualificazioni, perché quelle - se vogliamo - può ottenerle qualsiasi asino, bensì una questione di stato mentale. Non dubito sulla buona fede di parte di loro, ma si vuol forse negare che la maggior parte dei professori e dei maestri sono diventati tali solo perché incapaci di svolgere un mestiere manuale (tipo nell'industria o nell'artigianato)? Secondo me, la scuola è - ed è sempre stata - un comodo stipendificio, e spesso vi lavora non chi se lo merita, ma chi ha avuto la "giusta" raccomandazione.

Una riforma ci vuole, però non una di quelle basate su aride cifre. L'emergenza è ben altra. Bisogna fare la riforma iniziando dalla scelta di chi deve educare i nostri ragazzi. Devono essere persone preparate soprattutto a livello umano e pedagogico...
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bloggato da: Senzacolpoferire
Pubblicato il primo numero di Inside GHoST
La Ferrara Edizioni annuncia l'uscita del volume "Aleph" (o numero zero) della collana "Inside GHoST".
Dopo oltre dieci anni di attività prevalentemente dedicata al fantastico, Club GHoST (ora fuso con l’Associazione Culturale Area 31) insieme a Ferrara Edizioni lancia il progetto Inside GHoST, una speciale collana editoriale dai contenuti misti (narrativa e saggistica in primo luogo) correlata sia al portale ePress che ai concorsi organizzati da Area 31 e Ferrara Edizioni.
Da un’idea originale di Massimo Ferrara, Inside GHoST pone come obiettivo principale quello di realizzare agili volumi dai contenuti più svariati, dei libri in sostanza che come argomenti non si limitino alla sola narrativa ma che offrano anche qualcosa di più tra saggistica, poesia, recensioni, dossier, figurazioni, ecc. Oltre al cartaceo poi il progetto Inside GHoST attraverso il portale ePress mette a disposizione ulteriori contenuti extra che potranno essere consultati da coloro che acquistano i volumi originali della collana.
A volte, ascoltando un pezzo musicale, sentiamo la nostra anima "involarsi". O, come scrisse Edgar Lee Masters in 'Francis Turner' (nell'Antologia di Spoon River): "Mentre la baciavo con l'anima sulle labbra / l'anima d'improvviso prese il volo." Volenti o nolenti, in questi speciali momenti ci ritroviamo (tele)trasportati in una dimensione alia, in un differente cosmo, e nella nostra mente si affaccia un quesito: "Che cos'è più reale: la presunta realtà o ciò che appare come una fola, un puro prodotto di fantasia?"
La risposta la si trova di sicuro nascosta - in forma forse crittografata - in qualche opera di Philip K. Dick, scrittore che più di ogni altro fu ossessionato dagli innumerevoli livelli di realtà; senza però che lui stesso ci avesse fornito una chiara risposta (e per fortuna!, bisogna aggiungere).
L'odierna letteratura fantastica suggerisce che è possibile - o sembra possibile - costruire un ponte sul canyon che separa i vari universi, le varie dimensioni. Molte narrazioni si propongono in effetti come trait d'union tra le insondabili profondità siderali e l'abisso degli arcaici istinti; anche di quelli più bestiali.
Queste voci innovative del nostro panorama letterario hanno adesso un valido megafono: Inside GHoST.
In un mondo ormai quasi completamente digitale e binario, la nascita di una nuova collana cartacea non può che meritare il nostro plauso. Intelligentemente, l'editore ha voluto battezzare il primo volume "Aleph". Una lettera che sa tanto di esoterico, ma che sta anche per "inizio", per incipit di una nova, di una nuova stella (con i pianeti e i satelliti annessi). Un simbolo e/o archetipo a cui appigliarsi in una galassia di dati decisamente vertiginosa.
In matematica, i livelli di infinito sono indicati così: aleph-0, aleph-1, aleph-2... Aleph è la prima lettera sia dell'alfabeto fenicio sia di quello ebreo, e corrisponde all'arabo alif. Quando gli antichi greci "riadattarono" per la propria lingua il sistema di scrittura fenicio, aleph divenne alpha; ed è da lì che deriva la nostra a.
Ma c'è anche una silloge di racconti di Jorge Luis Borges che reca questo titolo: L'Aleph. Secondo il cantore di Buenos Aires, Aleph è il punto "dove si raccolgono senza confondersi tutti i luoghi della terra".
Il numero 1 di Inside GHoST offre, insieme a una raccolta di contributi per il Premio Ferrara&GHoST - Prima edizione (tra cui i primi tre racconti classificati), articoli, saggi e materiale assortito che non mancheranno di catturare l'interesse degli appassionati di fantascienza, horror, fantasy, thriller e del mistero in generale.
A molti piacerà anche l'idea delle iniziative web correlate (vedi: www.clubghost.it ), che rendono Inside GHoST una pubblicazione davvero speciale.
Ecco dunque un'ottima occasione per tornare a pensare in modo analogico pur senza ripudiare il fascino della telematica, sentirsi nuovamente parte di un tutto non in maniera passiva, ma interagendo (se si vuole, a colpi di mouse) con il mondo... anzi: con i mondi che ci circondano.
E allora: "buona avventura" nel fantasmagorico universo di Inside GHoST!
bloggato da: Zerovirgolaniente
Un milione di anni fa

Il film, del 1966, ebbe grande successo grazie anche alla locandina, che mostrava la splendida Raquel Welch in versione nature (o quasi) e che molti ragazzi della generazione del Sessantotto appiccicarono, in formato poster, su una parete della loro camera.
"It's a story of long, long ago, when the world was just beginning..."
Un milione di anni fa, del regista Don Chaffey, narra di Loana, una ragazza appartenente al "popolo del mare" che si innamora di uno straniero, Tumak (John Richardson), cacciato dalla sua gente ("il popolo delle montagne"). Le due tribù sono in lotta tra di esse ma hanno nemici comuni: i dinosauri....
Ovviamente il film offre, oltre a pterodattili, brontosauri, triceratopi ecc., eruzioni di vulcani e altre catastrofi assortite, manifestazioni che accompagnarono l'uomo agli albori della vita. Per gli effetti speciali venne ingaggiato il leggendario Ray Harryhausen, il quale in seguito rivelò che i primi dinosauri che appaiono sulla pellicola sono lucertole ingigantite, mentre per quanto riguarda quelli delle sequenze successive si tratta di "sue creature" fatte con argilla, cuoio e metallo; l'idea era di far credere allo spettatore che tutti i mostri fossero animali vivi (Harryhausen si servì della tecnica stop-motion). In verità, stupisce persino oggi l'illusione di realismo di questi trucchi visuali.
L'atmosfera del film (remake di One Million B.C., in italiano: Sul sentiero dei mostri, di Hal Roach, U.S.A. 1940), è cupa come si addice all'ambientazione preistorica. Anche gli effetti sonori sono pregevoli. Quasi assenti i dialoghi (i protagonisti si esprimono a monosillabi), ma le parole di senso compiuto non sono certo necessarie per la comprensione della vicenda. Molto suggestiva la colonna sonora di Mario Nascimbene, insieme ai cori e a certe percussioni ritmiche create probabilmente sbattendo pietre l'una contro l'altra.
Abbiamo parlato della Welch, ma Un milione di anni fa presenta diverse altre attrici dall'anatomia prorompente; la giamaicana Martine Beswick su tutte. Inizialmente il ruolo di Loana era stato proposto a Ursula Andress che aveva già lavorato, un anno prima, con la casa di produzione Hammer e con John Richardson in La dea della città perduta. La Welch raccontò che sulle prime non voleva assolutamente partecipare al film. "Poi però sono stata contenta di averlo fatto."
bloggato da: Cumuli
E così crolla un altro mito. Milan Kundera, autore del bestseller L'insostenibile leggerezza dell'essere (1985), collaborò in gioventù con la polizia segreta del regime comunista. Correva il 1950 e, per colpa di una sua denuncia, un 24enne fu condannato a ben 22 anni di carcere. E' quanto riporta lo storico Adam Hradlinek in un suo articolo apparso sulla rivista Respekt, citando il rapporto della polizia 624/1950: "Oggi verso le 16:00, uno studente, Milan Kundera, nato il 1 aprile 1929 a Brno (...) si è presentato a questo dipartimento per riferire che una studentessa deve incontrarsi in serata con un certo Miroslav Dvorácek... Quest'ultimo ha apparentemente disertato dal servizio militare".
In effetti nel 1948 Dvorácek aveva lasciato la sua unità attraversando illegalmente la frontiera con la Germania. Condannato ai lavori forzati in una miniera di uranio, fu liberato soltanto nel 1963, quando Kundera aveva già pubblicato i suoi primi libri. Oggi l'uomo vive in Svezia. Di recente ha avuto un infarto.
Milan Kundera si è rifiutato di fornire un commento a queste gravi accuse sul suo conto.
Lo scrittore in gioventù fu comunista convinto, poi, negli Anni Sessanta, passò con i riformisti. Dopo la Primavera di Praga, il Partito gli vietò ogni apparizione in pubblico. Nel 1975 si trasferì in Francia.
bloggato da: Caduta orizzontale
"E' morto il porco - das Schwein", come hanno scritto impietosamente molti visitatori della homepage del quotidiano viennese Der Standard, tanto che i responsabili del sito si sono visti costretti a chiudere l'apposita sezione del forum.
Molti di più sono comunque i riconoscimenti per l'uomo e politico Haider e le testimonianze di dolore per la sua improvvisa scomparsa.

Il 58enne politico austriaco si è spento nelle prime ore della mattinata. Si trovava da solo a bordo della sua automobile di servizio, una Volkswagen Phaeton, quando, dopo un sorpasso, la vettura è uscita fuori strada, andando a sbattere contro un pilone di cemento. L'incidente è avvenuto a sud di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia, e più precisamente al'ingresso della località Lambichl, poco distante dal confine sloveno. Haider è spirato in seguito alle gravi ferite riportate al capo e al torace.

La sua è stata una vita da reazionario e razzista. Figlio di una coppia che ha vissuto con entusiasmo gli anni del nazismo, Haider ha cavalcato con successo per almeno vent'anni l'onda della xenofobia, molto forte in Austria - similmente che in Germania. Eclatanti i suoi attacchi verbali contro stranieri ed ebrei. Nel 1991 dovette dimettersi da governatore della Carinzia per aver lodato nel parlamento del Land, di cui era "Capitano" (Presidente di Regione), "la giusta politica di occupazione nel Terzo Reich".
Il suo ritorno alla politica è avvenuta all'insegna di un "ripensamento di strategie". Haider aveva capito che in una democrazia è impossibile conquistare il potere sostenendo tesi estremamente reazionarie, e così aveva smorzato i toni, divenendo un "politico populista" e, in fatto di economia, abbracciando addirittura posizioni keynesiane, e dunque sinistrorse. "Il nazismo? La dittatura più criminale che si è mai vista sulla Terra" è arrivato a dichiarare. Nelle elezioni parlamentari dello scorso 28 settembre, il suo BZÖ ha potuto raggiungere l'11% dei voti, che, insieme ai voti dell'altro partito della coalizione di Destra, l'FPÖ, significa un totale di 29%: la terza forza politica in Austria, subito dopo il Volkspartei e il Partito Socialdemocratico. Una vera "rivoluzione di palazzo".
Non appena si è sparsa la notizia della sua morte, neonazisti e simpatizzanti hanno immediatamente fatto di lui un martire. Su Internet pullulano già le voci che ipotizzano uno "Staatsmord", un omicidio premeditato da parte di determinati circoli governativi.
bloggato da: Zerovirgolaniente
Morto Jörg Haider
Il 58enne politico austriaco si è spento nelle prime ore della mattinata. Si trovava da solo a bordo della sua automobile a sud di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia, quando la vettura è uscita fuori strada per cause ancora sconosciute. Haider è spirato in seguito alle gravi ferite riportate alla testa e al torace.

La sua è stata una vita da reazionario e razzista. Ha cavalcato con successo per almeno vent'anni l'onda della xenofobia, molto forte in Austria - similmente che in Germania. Nel 1991 dovette dimettersi da governatore della Carinzia per aver lodato nel parlamento del Land "la giusta politica di occupazione nel Terzo Reich".
Il timore adesso è che i neonazisti e i loro simpatizzanti facciano di lui un martire.
bloggato da: Il Prato Nero