Osservatorio blog-internettiano
Sapeva di favola il primo posto dell'Hoffenheim nel campionato tedesco. Alla terza giornata però ci ha pensato il Bayer Leverkusen, con un sonoro 5-2, a porre termine ai sogni del piccolo club. Almeno momentaneamente.
"Hoffenheim come Chievo" scriveva una settimana fa il Kicker Magazin, ricordando comunque che Chievo conta solo 2.500 anime contro "le oltre 3.500" di Hoffenheim. Paesini, entrambi, venuti alla ribalta calcistica grazie all'impegno di imprenditori milionari. Nel caso del "villaggio gallico" tedesco (simpatica allusione al paesino di Asterix e Obelix che si oppone con successo alla supremazia dell'Impero Romano), il magnate si chiama Dietmar Hopp, co-fondatore della ditta di software SAP. Il 1899 Hoffenheim deve giocare le partite "in casa" nello stadio del Waldhof Mannheim (società nel frattempo retrocessa in una serie minore), ma Hopp ha messo a disposizione 40 milioni di euro per la costruzione della nuova Rhein-Neckar-Arena a Sinsheim, nei paraggi del piccolo centro abitato da lui reso famoso.
I giocatori dell'Hoffenheim gioiscono dopo la partita d'esordio nella Bundesliga, finita con la vittoria per 1-0 sul Borussia Moenchengladbach
A proposito di microscopici avamposti "gallici", si deve ricordare Watford, città di 80.000 abitanti nella Contea di Hertfordshire. In quel caso fu Elton John l'autore di una felice provocazione contro l'establishment pallonaro d'Inghilterra. A suon di milioni, il cantante guidò la carica degli "Hornets" (calabroni) dell'FC Watford, club che nella stagione 1982/83, da neo-promosso, arrivò a classificarsi secondo nella Premier League. Ma dal 2002 la squadra deve cavarsela senza l'aiuto dell'eccentrica popstar; e infatti è iniziato un lento ma forse inarrestabile declino.

Un vero e proprio "villaggio gallico" è oggi Guingamp (in bretone "Gwengamp"), comune francese di 8.000 abitanti situato nel dipartimento della Côtes-d'Armor, nella regione della Bretagna. La squadra, En Avant Guingamp, esiste dal 1912, ma l'èra dei successi iniziò nel 1972, quando suo presidente divenne Noël Le Graet. "Les diables rouges" di Guingamp riuscirono a eliminare dalla Coupe de France diversi club professionistici. A Monsieur Le Graet succedette Bertrand Salomon, e ciò significò un periodo proficuo nella Serie A francese con partecipazioni al torneo Intertoto e in Coppa UEFA e il raggiungimento della finale di Coupe de France.
Guingamp-Inter del settembre 1996: l'interista Angloma contrastato dal bretone Lecomte
Fu comunque sotto la guida di Guy Lacombe che il Guingamp rimescolò per davvero le carte del calcio francese, sorprendendo tutti con eccellenti risultati dal 2000 al 2004. Nel club della piccola cittadina nacquero stelle come Didier Drougba e Florent Molouda, oggi ambedue nel Chelsea.
Hoffenheim, Chievo, Guingamp..: si meritano la nostra simpatia perché considerabili dei "Davide contro Golia" oppure sono l'ennesimo esempio del potere del denaro?
bloggato da: Caduta orizzontale
A vent'anni dalla tragedia di Rammstein, nel Palatinato, la Germania rinnova il lutto. Quel giorno, sul campo d'aviazione U.S.A., c'era uno show di velivoli da tutto il mondo, e proprio le nostre Frecce Tricolori dovevano provocare l'inferno. Tre aerei italiani si urtano durante l'esibizione, uno precipita sulla folla (erano ca. 350.000 gli spettatori all'"Air Base" di Rammstein): 80.000 litri di cherosina infiammata causa la morte di 70 persone, oltre 450 riportano gravi ustioni e/o perdono uno o più arti, migliaia i feriti "leggeri".
I nostri media tacciono, ma la Germania ricorda, eccome. I toni sono tristi, ma c'è anche chi accusa i responsabili dello show per non aver fatto rispettare la distanza di sicurezza pubblico-velivoli. E l'astio verso l'Italia e gli italiani non è affatto diminuito; anzi...
Le Frecce Tricolori sono in grado di entusiasmare persino coloro che non si erano mai sognati di interessarsi per il volo acrobatico, ma quel maledetto 28 agosto 1988 è rimasto come una macchia indelebile nell'albo della pattuglia aerea italiana.
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bloggato da: Senzacolpoferire
Grazie, Josefa!
A 44 anni la canoista di origine tedesca regala all'Italia un'ennesima medaglia, e che medaglia! Solo 4 millesimi l'hanno separata dall'oro.
Josefa Idem è nel nostro Paese dal 1989. Vi si è trasferita per amore di Guglielmo Guerrini (divenuto suo allenatore; con lei in una foto dell'epoca).

Amori nello sport
Un'altra interessante coppia "olimpica" è quella formata da Alex Schwazer (oro nella marcia a Pechino) e la celebre pattinatrice Carolina Kostner. I due altoatesini hanno circondato la loro relazione di una discrezione che fa loro onore.

Non sempre infatti nello sport l'amore è tenuto nascosto: viene sbattuto in prima pagina per iniziativa degli stessi protagonisti o per la famelicità dei media. Ricordiamoci quale enorme evento mediatico rappresentò il matrimonio tra Francesco Totti e Ilary Blasi.

Tornando in ambito olimpico, altra love story più o meno silenziosa è quella tra Tania Cagnotto e Francesco dell'Uomo, entrambi tuffatori di rango internazionale.
Tra le altre cose, i due sono testimonial dell'ADMO, l'Associazione Donatori Midollo Osseo. Un amore vero, di stile, e pieno di significati anche sociali.
Tutto il contrario del vizioso triangolo Laure Manaudou - Luca Marin - Federica Pellegrini, con la francesina che dispensa baci al dorsista Stasiulis, poi agli Europei in Ungheria lancia l'anello di fidanzamento contro Luca e quindi si fa ritrarre in immagini hard che fanno impazzire Internet. Tutto finisce con il sicilianissimo Luca che va a consolarsi tra le braccia di Federica, altra coriacea nuotatrice ma stavolta veneziana, e rivelazioni su particolari intimi di entrambe le relazioni (di pessimo gusto l'intervista rilasciata alle "Iene" dai due italiani freschi di fidanzamento).
In fondo in fondo, Luca Marin nel cambio di nuotatrici ci ha guadagnato: a vincere l'oro a Pechino infatti è stata la Pellegrini...
Sa quasi di favola la love story tra John Baldwin, campione statunitense di pattinaggio artistico, e Rena Inoue, sua storica compagna sulle piste. Appena conclusa la prova di danza all'Xcel Energy Center di St.Paul, in Minnesota, Baldwin si inginocchia e davanti all'attonito pubblico chiede la mano a Rena, con la quale gareggia in coppia da sette anni e ha vinto per due volte il titolo di campioni U.S.A. Lei piange (dimostrando così di non essere preparata all'evento) e dice sì.
Il ghiaccio ispira evidentemente, perché simile è la storia di Helge Bjornstad, giocatore norvegese di sledge hockey che, al termine della partita con l'Italia alle Paralimpiadi di Torino (risultato: 12-0), riunisce a centrocampo compagni e avversari per fare la proposta di matrimonio alla bionda Catherine. Lei lo raggiunge sul ghiaccio e sugella il lieto fine con un bel bacio.
La nostra tennista Francesca Schiavone invece si è tolta, almeno nelle immagini, dall'imbarazzo dei sentimenti. Durante un torneo di tennis, nel riposo per un cambio di campo, dice a uno spettatore, accompagnando la cosa con un eloquente gesto: "Dopo... scopiamo!" Il prescelto risponde affermativamente muovendo la lingua e una mano a mo' di conferma.
(http://video.jumpy.it/striscia/C_3_video_2286_filevideoadsl.wmv)
Alla Schiavone piacciono i modi diretti, senza tanti fronzoli... e forse ha ragione lei. Di tanto in tanto, chiunque di noi dovrebbe fare così, ovvero lasciare il cuore a casa.
La love story più emozionante...
e purtroppo solo in parte a lieto fine, è quella che abbiamo conosciuto grazie all'oro vinto nel sollevamento pesi da Matthias Steiner. Salito sul podio, il robusto atleta ha mostrato la fotografia della moglie Susann, dedicando a lei la vittoria.
Steiner, viennese, per la sua Susann (una ragazza che lo aveva contattato per via epistolare dopo averlo visto in tivù) si era trasferito in Germania e, dopo il matrimonio, aveva chiesto e ottenuto la cittadinanza tedesca. Lui e Susann avevano progettato di visitare insieme la Cina, durante le Olimpiadi, tanto che avevano aperto un conto per pagarsi il viaggio. Ma in un maledetto giorno del luglio 2007 lei muore in un incidente stradale. Matthias Steiner cade in profonda depressione, poi capisce che l'unico modo per poter continuare a vivere è quello di riprendere ad allenarsi per andare a Pechino e vincere l'oro per la sua amata. E ci riesce!
bloggato da: Il Prato Nero
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Al "Bird's Nest" di Pechino quest'oggi alcuni atleti ci hanno fatto proprio sbellicare. Stiamo parlando dei quartetti maschili e femminili delle staffette di Italia e U.S.A., due nazioni strettamente alleate - anche quando si tratta di improvvisare uno spettacolo comico.

E' stata ancora una volta una giornata d'atletica favorevole alla Giamaica. Anche perché i velocisti statunitensi hanno un rapporto a dir poco freudiano con il testimone (lo hanno dimostrato già in passato). L'ultima frazionista stelle-e-strisce è addirittura tornata indietro a raccoglierlo, rimettendosi a correre e arrivando, ovviamente, ultima. Il tutto mentre sugli schermi comparivano i volti disperati delle sue compagne.

Tra gli uomini, è stato Tyson Gay il Grande Imbranato. Proprio lui, l'uomo che doveva insidiare il recordman giamaicano Usain Bolt. Gay e Patton non sono riusciti a coordinarsi nel passaggio del testimone che, nell'evidente sconforto dei due atleti, è caduto a terra. La squalifica è inevitabilmente scattata.

La staffetta maschile 4x100 è stata squalificata dai giudici insieme alla Gran Bretagna (a beneficiarne è stata la Cina), ma comunque sarebbe stata fuori dalla finale con il tempo di 39"12. Le polemiche da parte degli staffettisti azzurri sono proseguite ai microfoni della Rai, con Simone Collio che ha attaccato duramente la Federazione Italiana di Atletica Leggera: "Abbiamo sbagliato e ci prendiamo tutte le nostre responsabilità" ha detto il velocista azzurro, "ma non è tutta colpa nostra. Dai mondiali di Parigi in poi, abbiamo cambiato sei volte il quartetto. Vengono prese decisioni che a mio avviso non sono corrette. E noi non capiamo perché. Così non si va da nessuna parte."
Da nessuna parte sono andate anche le nostre "campionesse", che in quanto a imbranataggine cercano il loro pari tra tutte le squadre del mondo. Quattro cambi sbagliati su quattro... Incredibile ma vero.
Dopo le risate fatte ieri sera grazie all'Italia del calcio (ri-debutto del "genio degli allenatori", quel Lippi che ci ha fatto vincere un mondiale con 10 difensori e 1 attaccante), 2-2 contro la "fortissima" Austria, non credevamo di poter ridere allo stesso modo pure oggi...
Lo sport, quando vuole, fa proprio bene alla salute!
bloggato da: Zerovirgolaniente
Cronache in gran parte incomprensibili, effettuate con lingua strascicante ed entusiasmo assente o nascosto sotto falsa nonchalance, sillabe mangiate, nomi inglesi e germanici pronunciati in maniera fantascientifica, interviste stupide, ed "esperti" (chiamati spesso tre alla volta a commentare con voce fuori campo) che litigano tra di loro come scolaretti. Non raramente i servizi olimpici della RAI hanno lasciato a desiderare.
Ma il clou dell'assurdità si è raggiunto questa domenica: le ragazze del volley e il Setterosa sono impegnate contemporaneamente (insieme a velisti e canoisti) e la regia rovina lo spettacolo con improvvisi "stacchi" su un settore e sull'altro che seguono una logica incomprensibile; alla fine, si è visto tutto e niente, e tante fasi salienti (soprattutto della vela e della pallanuoto) si sono perse nel maelstrom dell'italica inconcludenza.
Si sono lasciate surclassare dal Brasile (0-3 meritatissimo): le ragazze della volley
Il Setterosa, una delle nostre speranze di medaglia, eliminato ai rigori dopo un bruttissimo match contro l'Olanda
bloggato da: Caduta orizzontale
La ricerca condotta dalla rivista Current Biology giunge alla conclusione che quella degli italiani è una stirpe praticamente a sé stante. Nella mappa genetica europea, solo noi e i finlandesi formiamo due "isole" separate.
Nel nostro caso, l'unicità genetica sarebbe stata preservata dalle Alpi, che, agendo da barriera genetica oltre che geografica, hanno reso più difficile al nostro DNA combinarsi con quello di altre popolazioni europee.
Leggo già la perplessità sul volto di molti connazionali, che si ritengono affatto appartenenti alla "tribù" italica e sentono di assomigliare di più a un francese o a un greco o a uno scandinavo piuttosto che al vicino di casa...
bloggato da: Zerovirgolaniente
Ha visto Palermo senza mai scendere dall'Al Said, il suo panfilo a tre piani da 155 metri con biblioteca, eliporto e giardino fornito di 5.000 piante. Il Sultano dell'Oman, Qaboos Bin Said, nel capoluogo siciliano da martedì scorso, si è accontentato di guardare le bellezze architettoniche palermitane su uno schermo gigante allestito all'interno dell'imbarcazione reale dove vengono proiettati i video realizzati dai suoi fedeli servitori.
"E' questa la sua vacanza" fanno sapere le persone a lui vicine. "Tanto relax, musica classica in sottofondo e lettura di tanti libri." E, tra una pausa e l'altra, il sultano si diverte a guardare le fotografie scattate e i video girati negli ultimi giorni dai collaboratori che sono stati sguinzagliati in giro per la città: da Montepellegrino al Palazzo dei Normanni, dalla Cattedrale di Palermo a quella di Monreale.
Ma di mettere piede fuori dall'Al Said non ci pensa proprio il sultano. Non ha presenziato neppure la cerimonia di consegna di tre assegni, del valore complessivo di 5,5 milioni di euro, all'ospedale dei bambini "Di Cristina", al Conservatorio di Palermo e all'associazione Telefono Azzurro. Sorpresi, e soprattutto grati, i destinatari dei maxi-assegni, ancora increduli.
Qaboos Bin Said non si farà vedere nemmeno questa sera, quando si terrà la cena di gala a bordo del Fulk Al Salamah, la nave d'appoggio del panfilo reale. Gli invitati sono uomini che occupano le poltrone che contano; nessunissima donna al seguito. La nave è off limits alle donne.
La nave-appoggio su cui si terrà la sontuosa cena di gala, ormeggiata accanto all'Al Said e che ha un elicottero militare a bordo, è color crema. Un po' più corta del panfilo reale, misura "appena" 135 metri. Gli scalini dei sette ponti della nave sono rivestiti di finiture dorate. Ci sono tappeti ovunque, naturalmente di grande qualità. E poi ci sono dappertutto le foto del sultano. I mobili sono coperti da centrini bianchi candidi, tutti rigorosamente fatti con l'uncino a mano. E poi, tanta frutta fresca sui tavolini di ciliegio e ciotole d'argento piene di cioccolatini e noccioline.
Per la cena, si prevede cucina tipica omanita, leggermente occidentalizzata. I tavoli saranno coperti da tovaglie rifinite con filo d'oro. Infine, piatti in porcellana finissima, bicchieri di cristallo pregiato e posate in oro massiccio.
Dicono che il sultano sia molto "soddisfatto per l'accoglienza ricevuta". E c'è da crederci. Il via-vai di persone sul molo Vittorio Veneto del porto di Palermo non è mai finito. A tutte le ore ci sono intere famiglie che vanno lì per scattare qualche foto e sognare ad occhi aperti.
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bloggato da: Zerovirgolaniente
Meritate batoste della Juve contro l'Amburgo (0-3) e del Milan che a Mosca viene letteralmente travolto dal Chelsea (0-5). Entrambi i club italiani sono sembrati più spompati che "fuori preparazione". Non funzionano soprattutto gli schemi di ripartenza verso l'attacco.
Nel match per l'Emirates Cup contro l'Amburgo i Bianconeri sono sembrati anche assai nervosi. E' stato oltremodo falloso Salihamidžić contro i suoi ex compagni della squadra nord-tedesca: cartellino giallo per lui. Ammonizione anche per Camoranesi per gioco scorretto; probabilmente il centrocampista italo-argentino si è innervosito a causa di un suo goal annullato per fuorigioco inesistente (sarebbe stato l'1-1). E giallo anche per Chiellini per intervento da tergo ai danni dello sprizzante Olic. All'86simo lo stesso Chiellini, facendo fallo sulla "perla" dell'Amburgo Zidan, miete persino il compagno di squadra Molinaro, costretto a uscire dolorante.
Nel Milan, le papere di Kalac riaprono il "discorso portiere". Tutti sono concordi nel dire che Abbiati offre maggiori garanzie. Dida intanto rimane nell'ombra...
In Germania il VfL Wolfsburg degli ex Rosanero Zaccardo (schierato fin dal primo minuto) e Barzagli (assente perché ancora convalescente) ha superato agevolmente per 4-1 il test contro il Wehen Wiesbaden (Serie B tedesca).
Andrea Barzagli e Cristian Zaccardo con la casacca del Palermo. Il 12 agosto ci sarà l'amichevole Wolfsburg-Palermo...
bloggato da: Cioppo bbello!