domenica, 20 luglio 2008

HACKLETTURA 89

Bundesliga: Barzagli e Zaccardo a Wolfsburg

Presentazione ufficiale del nuovo VfL Wolfsburg, il club della Germania Settentrionale sponsorizzato dalla Volkswagen dove giocheranno Andrea Barzagli e Christian Zaccardo, giocatori della Nazionale italiana ed ex del Palermo. In una cerimonia alla Volkswagen Arena, davanti a 15.000 fans entusiasti, sono stati presentati dall'allenatore Felix Magath (già Bayern Monaco) i nuovi otto arrivati: eccoli nella foto.


Da sinistra a destra: Rodrigo Alvim, Christian ZaccardoAndrea Barzagli, Mahir Saglik, Zvjedzan Misimovic, Daniel Adlung, Kevin Wolze e Alexander Esswein.

Per i "Verdi" del Wolfsburg la Bundesliga inizierà il prossimo 16 agosto, con il match in casa contro il Colonia. Quasi sicuramente Zaccardo sarà schierato titolare, mentre Barzagli prolungherà forse la sua convalescenza dopo l'operazione al ginocchio che lo ha tenuto lontano dalle partite di preparazione. Tra i pali ci sarà Diego Benaglio, portiere della Nazionale elvetica.

Intanto, al Bayern Monaco, nel "profondo Sud" della Germania...

Luca Toni fa trasparire la sua delusione per la campagna acquisti del club in cui milita e con il quale nell'ultima stagione ha vinto il campionato tedesco assicurandosi anche la corona di capocannoniere. "Se vogliamo figurare bene in Champions League, ci vorrebbero 15-16 campioni, come hanno tutte le altre grandi squadre" ha dichiarato il bomber italiano. Cerca di minimizzare il nuovo coach Juergen Klinsmann: ""Luca non deve occuparsi di queste cose. E' un fatto positivo, comunque, che tutti i giocatori del Bayern pensino già alla Champions League". 

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postato da: bloggherone alle ore luglio 20, 2008 19:33 | link | commenti
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sabato, 19 luglio 2008

HACKLETTURA 88

Medicina: crociata contro il dolore

Alcune malattie portano con sé una sofferenza fisica (cronica o momentanea), ma molti medici e infermieri dimenticano che per il paziente  - "il soggetto" - soffrire non è un obbligo; anche se in Italia sembra che lo sia. Ogni volta che si parla di dolore, si pensa a un sintomo, quasi sempre esagerato dai pazienti... Ma questi operatori sanitari come possono stabilire se "il soggetto" stia "esagerando"?
Il dolore non ha sesso né età, è un fenomeno soggettivo; ciascuno lo percepisce a modo suo. E infatti non esistono strumenti efficaci per misurarlo. Se io sostengo di soffrire, il medico dell'unità sanitaria a cui mi sono rivolto, insieme a tentare di combattere la malattia, ha il compito di allievare le mie pene. Fa parte dei principi etici basiliari della sua professione.
 
dolore_152_01 Le statistiche e i fatti ci dicono che, nella lotta al dolore, l'Italia occupa uno degli ultimissimi posti. E' già complicato assicurare la terapia analgesica ai malati di tumore, figurarsi aiutare chi soffre di emicrania o ha subito un "colpo della straga"! La malattia senza dolore è da noi una realtà ancora lontana: sia il degente di un ospedale, sia quello che vuol farsi curare al proprio domicilio, non dovrebbero  avvertire la pur minima sofferenza; e invece che accade? Dalle malattie gravi al mal di schiena, non si applicano le terapie adeguate. E si continua a ignorare i derivati dell'oppio, classificandoli come "droghe", mentre all'estero essi (in primo luogo la morfina) sono considerati farmaci a tutti gli effetti.

"Divinum est opus sedare dolorem": calmare il dolore è opera divina, dicevano i medici antichi. E  William Osler, uno dei padri della medicina umanista, chiamava la morfina "God's own medicine" - la medicina di Dio. Pochi minuti dopo la somministrazione di morfina per via endovenosa, il dolore scompare o comunque diventa meno tormentoso, e il paziente si sente più tranquillo e sereno. Già, perché l'effetto analgesico degli oppioidi riguarda anche tutte le manifestazioni affettive legate al dolore, come ansia, agitazione, paura. A differenza di ciò che accade con altri sedativi centrali (tipo l'alcool o i barbiturici), non si manifestano alterazioni delle funzioni mentali superiori, instabilità emotiva, difficoltà nell'articolazione della parola o perdita del coordinamento, motorio. Se non vi sono controindicazioni specifiche (insufficienza respiratoria, gravi emorragie, ecc.), l'uso di morfina e altri oppioidi "maggiori" nel dolore acuto moderato o grave è in genere assolutamente sicuro, e la loro efficacia incomparabilmente maggiore di quella degli altri analgesici. Solo il pregiudizio negativo che è seguito alle restrizioni legali - particolarmente nel nostro Paese - ne ha ridotto l'impiego.

stetoscopio_100 Negli ospedali italiani, nonostante nove ricoverati su dieci accusino qualche forma di dolore e quasi la metà lo avverte "al limite della sopportabilità", meno di un terzo riceve cure per combatterlo. Logicamente, i dosaggi devono essere personalizzati, come prescrivono le linee guida per un recupero fisico più rapido: senza dolore, un paziente operato si alza e riacquista prima le sue forze. L'ideale sarebbe che tutte le mattine l'infermiera, oltre a pressione del sangue e temperatura, "misurasse" anche il dolore annotandolo nella cartella clinica. Così accade almeno negli Stati Uniti fin dal 2001. Ma in Italia spesso è il paziente che deve chiederlo. Per il personale medico, il dolore fa parte del "quotidiano" e come tale, purtroppo, tende a divenire "abituale".

Il sito "Doloredoc" (>http://www.doloredoc.it), che si rivolge tanto ai pazienti quanto agli specialisti del settore, contiene numerose informazioni su possibili terapie del dolore (si parla anche di sostanze alternative agli oppioidi).


Altri link di interesse:

- Fondazione Gigi Ghirotti (>http://www.ghirotti.org) ("contro il cancro... per dare vita ai giorni della malattia"). La Fondazione Gigi Ghirotti organizza tra l'altro la "Giornata Nazionale del Sollievo".
 
- Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (>http://www.legatumori.it)

- Il dolore: per saperne di più e come combatterlo (>http://web.uniud.it/anestesia/dolore.htm)

-Lista dei Centri Italiani di Terapia del Dolore (>http://www.salus.it/fid/centri.html)

 

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domenica, 13 luglio 2008

HACKLETTURA 87

L'affaire Sanjust - "Evviva e complimenti"

Sul suo sito, Jacopo Fo si chiede giustamente: "Cosa fa Berlusconi alle donne?" 
L'affaire di cui ci occupiamo qui (uno dei tanti del nostro istancabile Presidente del Consiglio) parla di regali, aiuti e inviti in Sardegna. Leggete, gente, leggete, perché è una storia davvero intrigante, sì, romanzesca. Vi si mischia un po' tutto: il potere, il mondo dello spettacolo, il sesso e l'amore, le corna... Sembrerebbe l'ennesimo caso degli "inciuci" - nel senso di "tu mi ciucci e io ti do" - tra eminenti uomini politici e donnette televisive. Solo che questa volta c'entrano pure i servizi segreti.
 


L'amicizia o la relazione tra Virginia Sanjust (foto) e il Cavaliere, in base all' esposto di Federico Armati (ex marito della Sanjust e di professione agente segreto), risalirebbe al 29 settembre 2003. Quel giorno, il Presidente del Consiglio diffonde un messaggio televisivo a reti unificate per illustrare la riforma delle pensioni. A presentare la trasmissione su Rai Uno c'è - appunto - la neo-annunciatrice Sanjust, all'epoca già legalmente separata dall'Armati. Il mattino dopo Berlusconi fa contattare telefonicamente da una propria collaboratrice la ragazza per chiederle l'indirizzo presso il quale inviarle un mazzo di fiori in segno di ringraziamento. Lei indica quello di Campo dei Fiori 8 a Roma, dov'è temporaneamente ospite dell'ex marito per trascorrere alcuni giorni con il loro bambino. Poco dopo arriva l'omaggio floreale (un mazzo gigante di gardenie e rose) accompagnato da un bigliettino di congratulazioni: "Un debutto storico a reti unificate evviva e complimenti". Su sollecitazione dello stesso Armati (che aspira a una promozione) e di due amici, la signora Sanjust si mette in contatto con Palazzo Chigi per ringraziare a sua volta il Presidente del Consiglio, lasciando nome e numero di telefono. Nel giro di pochi minuti, alla presenza dell'ex marito e della coppia di amici, Virginia Sanjust viene chiamata sul proprio cellulare direttamente da Berlusconi, che la invita a pranzo per il giorno successivo, alle ore 13, a Palazzo Chigi. All'incontro sarebbero stati presenti il ministro Giulio Tremonti e il sottosegretario Gianni Letta. Subito dopo, a quanto riferisce nel suo esposto lo 007, Berlusconi avrebbe invitato la sua ospite a seguirlo nel proprio studio privato: mentre le porge un pacchetto contenente un bracciale di diamanti del gioielliere Damiani, s'informa sulle sue condizioni prendendo appunti e domandandole come può esserle d'aiuto. La Sanjust risponde che l'ex marito, dipendente della Presidenza del Consiglio in forza al SISDE, aspetta da anni una promozione. A novembre, ad Armati viene comunicato l'avanzamento al grado di Collaboratore: prima in via informale dall'ex moglie, che è stata informata personalmente da Silvio Berlusconi il quale si trova in Cina per una visita ufficiale; e poi, l'11 novembre 2003, ufficialmente dallo stesso SISDE. Da quel momento, come afferma l'Armati, si stabilisce un'intensa relazione tra Berlusconi e la Sanjust, relazione che durerà fino al gennaio 2005. In quel periodo - sempre secondo l'agente segreto - il Presidente del Consiglio chiama quotidianamente al telefono la signora, anche dopo la mezzanotte; le offre numerosi e costosi regali; la invita più volte nella sua residenza in Sardegna; le propone la conduzione di un nuovo programma di Rai Uno intitolato Oltremoda...

 Virginia Sanjust di Teulada. E' romana ma discende da una nobile famiglia sarda ed è nipote di due celebri personaggi del cinema italiano: Franco Interlenghi e Antonella Lualdi. E' stata sposata con un agente segreto che ha deciso di "vuotare il sacco".

Alla fine dell' estate 2004, la Sanjust decide però di rinunciare alla trasmissione. E poi, a novembre, si dimette anche da annunciatrice. Uscita definitivamente dalla Rai, Virginia Sanjust - stando alla ricostruzione di Armati - entra nella disponibilità di "quantità ingenti di denaro contante", con cui provvede a estinguere numerosi debiti precedentemente contratti. Alla fine di settembre del 2004, la signora comunica all'ex marito l'intenzione di chiedere per lui a Berlusconi un'ulteriore promozione che gli avrebbe assicurato un aumento di stipendio (circa 1.000 euro al mese), per consentire al figlio un migliore tenore di vita. Ma a causa di un violento litigio sull'educazione del bambino, i rapporti fra i due ex coniugi s'interrompono bruscamente. 
Il tic della giovane donna è la new age: frequenta guru e comunità pseudo-religiose sparse tra Asia, America e Italia. Questa svolta mistica, insieme alle troppo frequenti telefonate di Berlusconi, ha scatenato le ire di Federico Armati. L'uomo ha negato il permesso al figlio di recarsi con la madre in una comunità piemontese. Da qui il braccio di ferro con la Sanjust per l'affidamento del bambino. Lei gli giura che gliel'avrebbe fatta pagare, bloccando la promozione e facendo ridurre il suo stipendio, per metterlo in condizione di non poter più mantenere il piccolo.
Il 26 gennaio 2005 Mario Mori, direttore del SISDE, va a visitare i nuovi uffici e qui scoppia un incidente con Armati ("Levatemelo dai coglioni!" urla Mori nel corridoio, "questo stronzo non lo voglio più vedere!"). L'indomani, lo 007 apprende che "per cessate esigenze di servizio" sarà trasferito al ministero della Giustizia e destinato alla cancelleria presso la Corte di Cassazione: il suo stipendio si riduce da 4.481 euro a 1.700/1.800 mensili. Ma, proprio alla vigilia delle elezioni politiche 2006, Armati viene "ripescato"; ottiene una nuova promozione e passa al CESIS, il Comitato che coordina i diversi servizi segreti: lo stipendio sale a circa 5.500 euro al mese. E lo 007 rinuncia a presentare il suo esposto. C'è stato dunque o no un comportamento ricattatorio o estorsivo contro il Presidente del Consiglio? E in questa ipotesi, perché la Procura di Roma avrebbe archiviato il caso? La signora Sanjust ha fatto carriera in Rai perché era professionalmente capace o perché era raccomandata dall' alto? Federico Armati fu promosso, rimosso e poi riammesso nei servizi segreti per meriti o demeriti propri oppure per altre ragioni? In che cosa consisterebbero l'abuso d'ufficio e i maltrattamenti di cui lo 007 si lamenta? Il Presidente del Consiglio ha applicato effettivamente una forma di "mobbing" nei suoi confronti? A tutti questi interrogativi, dovrà rispondere ora in modo esauriente il Tribunale dei Ministri.




Da Repubblica: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/08

Da L'Espresso: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Decreto-Sanjust/2032799


"I moralisti credono che le donne belle vadano con i miliardari solo per i soldi. Ma non è così. Le donne belle si innamorano veramente dei miliardari. E non hanno tutti i torti perché mediamente sono più affascinanti dei disoccupati. Marx lo spiegò con grande chiarezza: i miliardi hanno realmente un grande potere, rendono chiunque più bello.
Quando vedi qualcuno che insulta la Carfagna, pensaci."
                    (
Jacopo Fo)

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sabato, 12 luglio 2008

HACKLETTURA 86

Calciomercato infuocato

La Juve ha comprato anche il centrocampista Christian Poulsen dal Siviglia e già adesso, a prescindere dall'arrivo o meno di Xabi Alonso, si presenta agguerritissima allo start della stagione, soprattutto se si pensa che ha stabilizzato la difesa con Mellberg dall'Aston Villa e che in avanti avrà una shooting star della classe di Amauri (e non scordiamoci di Giovinco!). La Roma si è rafforzata con i difensori Riise dal Liverpool e Loria dal Siena, ha rilevato dal Modena il bomber Okaka e aspetta l'arrivo di una mezz'ala (sia Totti che Spalletti si augurerebbero Adrian Mutu; ma i viola sarebbero fessi a cederlo). L'Inter, con l'ala ex giallorossa Amantino Mancini, ha messo a segno un altro colpo grosso e, se arriva anche Lampard, Mourinho avrà un unico problema: quello di chi schierare in campo. La Fiorentina si è aggiudicata il portiere ex-Milan Storari e, con gli altri neoacquisti Vargas in retroguardia, Felipe Melo a centrocampo e Gilardino e Jovetic in avanti, promette di giocarsela insieme alle primissime. Il Milan si muove per Adebayor e Sheva; ha già preso Zambrotta che rimane uno dei migliori terzini fluidificanti del mondo, il centrocampista Flamini dall'Arsenal e la punta Borriello...

Chi vincerà lo scudetto? Per Lippi non ci sono dubbi: "Sarà di nuovo l'Inter". E non ci stupiremmo se avesse ragione, considerando che nell'Inter militano giocatori del calibro di Ibrahimovic, Crespo, Cruz, Adriano, Suazo, Balotelli...

Secondo noi comunque la più probabile alternativa ai nerazzurri è rappresentata dalla Juventus, anche se Trezeguet, forse scaramanticamente, sostiene che "ancora ci manca qualcosa per essere competitivi sia in campionato che nella Champions League". 

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domenica, 06 luglio 2008

HACKLETTURA 85

'Lo preferisce fresco o avariato?'

Due anni fa o poco più soffrivate di insoliti mal di pancia? Ebbene, forse è perché avete ingerito escrementi di topi, pezzettini di metallo, muffe, inchiostro, plastica tritata e altre Delikatessen mischiate in una massa verminosa dall'aspetto e la forma di formaggio!

L'Europa intera è sconvolta da uno scandalo ("Ennesimo caso di sofisticazione alimentare dall'Italia" intitola un quotidiano austriaco) che ha purtroppo la sua sorgente nel Belpaese (non ci riferiamo adesso al celebre formaggio; anche se...). Circa 11.000 tonnellate di formaggio avariato sono state "riciclate" in un'azienda di Cremona, mischiate con prodotti freschi (mozzarella, gorgonzola, formaggio grattuggiato e soprattutto formaggio fuso, quello che si splama sul pane) e rimesse in commercio. Arrestati un imprenditore siciliano - il 46enne Domenico Russo, nativo di Partinico - e due suoi soci.

 Dopo il caso della mozzarella con diossina e dei milioni di litri di vino sofisticato con sostanze cancerogene, un altro brutto colpo per l'immagine dell'Italia. Apparentemente, le ditte (anche tedesche, inglesi, olandesi, spagnole, svizzere) che compravano quest'immondizia, erano a conoscenza della "qualità" del materiale: erano esse stesse a mischiarlo al prodotto finito... Anzi: erano loro stesse a spedire la merce scaduta a Casalbuttana (Cremona), allo stabilimento Tradel, che a sua volta la rigirava al caseificio Megal che procedeva con il "reimpasto" prima di rimandarla ai mittenti.

Galbani, Granarolo, Centrale del Latte di Firenze, Frescolat, Mauri, Cademartori, Brescialat, Nedeghini, Igor, Euroformaggi e Prealpi tra le marche italiane incriminate.

L'indagine è partita a novembre 2006, quando gli uomini delle Fiamme Gialle fermarono un Tir dal cui carico proveniva un odore nauseabondo. Di li a poco i controlli nei 4 stabilimenti diretti da Domenico Russo (uno dei quali a Woringen nel Sud Germania) e le intercettazioni telefoniche (in cui il Russo chiamava il formaggio "merda") che hanno permesso di ricostruire l'intera organizzazione di "banditi della tavola". Coinvolti anche tre funzionari della ASL di Cremona.

Le autorità tedesche sono furibonde, rimproverando al nostro governo di non averle mai informate, e hanno già annunciato di voler querelare l'Italia presso la sede competente dell'UE. L'opinione pubblica del continente europeo ha appreso dello scandalo soltanto adesso, tramite i media.

La Galbani è stata tra le prime marche note a smentire di essere mai stata coinvolta in questa operazione di banditismo alimentare. Il quotidiano La Repubblica sostiene invece che è proprio il loro nome che risalta con più frequenza in questo pasticciaccio verminoso. A chi dobbiamo credere? Si sa: Galbani... vuol dire fiducia!

 

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sabato, 05 luglio 2008

HACKLETTURA 84

Giordano vince lo Strega

 

Quest'anno il premio va a un giovane autore torinese






Si diceva che non avrebbe mai potuto vincere l'edizione 2008 dello Strega, proprio perchè il suo scrittore preferito, Niccolò Ammaniti, ne era stato insignito appena lo scorso anno per Come Dio comanda. E invece Paolo Giordano ce l'ha fatta. Dopo aver conquistato il premio per l'Opera Prima al Campiello, si è aggiudicato anche la 62sima edizione dello Strega. Ha prevalso sul più quotato (e più vetusto; e certamente non meno bravo) Ermanno Rea, piazzatosi al secondo posto con Napoli Ferrovia (Rizzoli), libro che a nostro parere avrebbe meritato la vittoria. Terza la Comencini con L'illusione del bene (Feltrinelli, grande assente dal podio da molti anni). Diego De Silva conquista 22 voti con il suo Non avevo capito niente (Einaudi) e Lidia Ravera chiude la cinquina con 20 voti per un Le seduzioni dell'inverno (edizioni Nottetempo).



Giordano ha 26 anni, ha amato i Radiohead come molti altri figli degli anni Novanta e, da quando 
La solitudine dei numeri primi  (Mondadori) è un best seller, tiene anche una rubrica su Gioia: da una notizia tira fuori un numero e vi costruisce intorno un articoletto. Lui lo chiama “un bell’esercizio di stile”. Con lo stesso stile, studiato, serio come lo ha definito Alessandro Baricco (il quale però afferma di non aver ancor letto il romanzo!), ha scritto anche un racconto per il Festival Letterature di Roma e uno per Medici Senza Frontiere. 

Giordano ha scelto di basare la storia di Alice e Mattia, protagonisti del suo romanzo di debutto, sulla metafora dei numeri primi. E' un'idea non nuovissima quella di scegliere la matematica come filo rosso per una vicenda umana (il caso più splendido è Brazzaville Beach di William Boyd), ma l'approccio del giovane autore è intelligente e crea degli effetti inaspettati.



Tra i due personaggi principali, Mattia è quello più inibito: un ragazzo incapace di materializzare il suo sentimento nei confronti di Alice, oltre che di realizzarsi veramente nella vita. Lei è molto più forte, molto più "mobile" e anche più disposta a lasciar perdere ciò che la ferisce pur di costruire qualcosa. In questo Giordano ha voluto descrivere la forza di volontà che è molto più sviluppata nel cosiddetto "gentil sesso" e la capacità trascinante delle donne di sfrondare tutto il superfluo e dire "abbiamo questo, teniamocelo stretto; il resto è secondario".



La trama de La Solitudine dei numeri primi, se di trama si può parlare, cede sotto il peso del linguaggio, che è prevalente - a tratti fin troppo -, come ormai accade da lungo tempo nella letteratura di casa nostra. Abbiamo comunque trovato un nuovo, bravo scrittore, e ciò è già tanto. Durante le cerimonia di premiazione, abbiamo visto Paolo Giordano alquanto frastornato e celare il suo imbarazzo indossando un po' troppo consapevolmente i panni del "personaggio d'hoc". Un segno evidente di fragilità. Speriamo che gli elogi - e i quattrini - non gli rovinino la vita e, soprattutto, il talento.



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Ecco le presentazioni di tutt'e cinque i romanzi finalisti dello Strega 2008:



- NAPOLI FERROVIA di Ermanno Rea (Rizzoli). "L'io narrante e Caracas, l'uno proiezione dell'altro (e viceversa) costruiscono la storiografia rabbiosa, ossessiva, fantastica di un territorio bloccato dalle strategie post guerra fredda", afferma Enzio Golino. Napoli Ferrovia è l'abnorme insieme di strade, vicoli e slarghi che compone il poligono più disperato della città. Ogni notte un uomo lo percorre in lungo e in largo forse alla ricerca di se stesso, forse di nulla: si fa chiamare Caracas ed è un ex naziskin allo sbando che ha scelto Maometto e pratica un'accanita militanza tra gli ultimi della terra. Dall'incontro casuale con l'io narrante, "vecchia cariatide comunista", nasce una paradossale ma saldissima amicizia, filo conduttore di questo romanzo rapsodico e nevrotico che si costruisce tra continui lampi narrativi, mettendo in scena passioni, dolori, amori, ricordi, speranze, utopie. Mettendo in scena l'analisi e il ripensamento di una vita impegnata, davanti allo sfascio della propria amata città e all'idea di abbandonarla. 



- L'ILLUSIONE DEL BENE di Cristina Comencini (Feltrinelli). "Un insolito romanzo di idee sui grandi conflitti etici e ideali del nostro tempo, in cui il pubblico e il privato, la politica e gli affetti sono legati assieme" ha scritto Filippo La Porta. Mario è un uomo malinconico, deluso, dopo aver creduto con passione di cambiare il mondo e non è ancora del tutto rassegnato al crollo degli ideali in cui ha creduto. Soprattutto non riesce a capacitarsi di come nessuno voglia fare davvero i conti con quel che ormai si sa essere stato il comunismo reale. Il tutto tinto di giallo, dopo l'incontro di Mario con una giovane pianista russa.



- NON AVEVO CAPITO NIENTE di Diego De Silva (Einaudi). "Vincenzo Malinconico, sfigato protagonista di questa storia, ha il dono rarissimo di parlarci di cose importanti facendoci sorridere e di commuoverci senza essere mai patetico", ha scritto Niccolò Ammaniti presentando il libro in concorso. Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome come fossero persone di famiglia. La sua famiglia vera, del resto, è allo sfascio, ma gli capitano improvvisamente due miracoli. Il primo è una nomina a difensore di un becchino di camorra che lo coinvolge in un'avventura processuale rocambolesca. Il secondo si chiama Alessandra Persiano: la donna più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. Un libro divertente per riflettere sulla Napoli di oggi e sulla realtà della presenza della camorra nella vita quotidiana delle persone.



- LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI di Paolo Giordano (Mondadori). "E' sorprendente la puntualità con la quale questo scrittore esordiente di soli 25 anni governa una materia tanto scottante quale quella di due bambini che hanno incontrato, ciascuno a suo modo, l'orrore", scrive Franco Marcoladi nella presentazione del libro alla gara dello Strega. Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci e avrà un grave incidente che la segnerà psicologicamente e fisicamente per la vita. Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela, che, vergognandosi con i propri compagni, lascia in parco, con la promessa che tornerà presto a prenderla, e sparirà invece per sempre. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, condizionano pesantemente il futuro dei due protagonisti, le cui vite si incroceranno, scoprendosi strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Una storia sofferta, senza speranza, lucidissima sul dolore dei giovani d'oggi.



- LE SEDUZIONI DELL'INVERNO di Lidia Ravera (Nottetempo). "L'ironia e la maturità del pensiero impregnano di sé una prosa sempre vivace e pungente.... Un gioco crudele e beffardo condotto con sapienza narrativa ed eleganza letteraria" ha scritto Dacia Marini di questo lungo racconto, presentandolo al premio. Stefano conduce la vita di un single separato di mezz'età: casa disordinata, letto sfatto e una cucina in cui si ammucchiano i piatti da lavare. Ma un giorno l'appartamento è trasformato, la tavola imbandita, una musica classica si diffonde dolcemente: è comparsa Sophie, donna colta e riservata. Le seduzioni di Sophie vincono il cuore invernale di Stefano, che per la prima volta si abbandona alla passione. Tanto più duro è il secondo risveglio, la casa vuota, deserta, silenziosa. L'inverno è una stagione del cuore e del tempo: le sue seduzioni sono sottili e insidiose. Soprattutto se sono la posta in gioco di una crudele partita fra donne.







Scheda del vincitore: Nato a Torino nel 1982, Paolo Giordano non ha seguito studi letterari. E' infatti laureato in Fisica delle interazioni fondamentali e attualmente ha una borsa di dottorato nell'Università della sua città natale. La solitudine dei numeri primi ha già venduto 200.000 copie ed è diventato un grande successo soprattutto tra i giovani. Calcolando che il Premio Strega riesce a moltiplicare le vendite di un volume anche per ben sette volte, si può calcolare (insieme ai diritti per l'estero e quelli - già venduti! - per il cinema) di quali proporzioni sarà il resoconto finale dell'operazione condotta dalla Mondadori che ha voluto puntare ogni cosa su uno scrittore tanto giovane.  



Lo Strega:  Lo Strega, nato nel 1947 per volere dell'Associazione ´Amici della domenica' che si proponeva di risollevare il morale della cultura italiana dopo i terribili anni di guerra, quest'anno è stato guidato per la prima volta dal linguista Tullio De Mauro, nuovo direttore della Fondazione Bellonci che lo organizza. De Mauro è succeduto ad Anna Maria Rimoaldi, scomparsa l'anno scorso e storica madrina sin dal 1986. Anche il primo vincitore, Ennio Flaiano, nel 1947, era un esordiente e di anni ne aveva 37. E nell'elenco degli scrittori più giovani figurano inoltre Alberto Bevilacqua vincitore a 34 anni, Raffaele La Capria e Niccolò Ammaniti a 39, Melania Mazzucco a 37, Cesare Pavese a 42. Ora, in questa gara parallela dei dati anagrafici, Paolo Giordano ha battuto tutti. Visti gli intendimenti di De Mauro di voler svecchiare anche la giuria, avremo forse presto dei "baby premiati"? 

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                bloggato da:  Zerovirgolaniente



postato da: bloggherone alle ore luglio 05, 2008 13:38 | link | commenti
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