Osservatorio blog-internettiano
BOYKOTT SOUTH AFRICA!
62 persone sono morte e altre 670 sono rimaste ferite nella recente ondata di barbarie xenofobe che ha investito il Sudafrica. Le violenze contro gli immigrati, in gran parte provenienti da Somalia, Senegal, Mozambico, Zimbabwe e Malawi, sono cominciate in un sobborgo di Johannesburg e si sono poi estese in tutto il Paese.
Nella capitale Città del Capo, ma anche a Durban, Milnerton, ecc., orde inferocite hanno assaltato esercizi commerciali gestiti da stranieri e preso a bastonate o a colpi di machete, nonché bruciati vivi, gli aliens che capitavano loro a tiro. Nelson Mandela, simbolo della lotta contro l’apartheid e premio Nobel per la Pace, dopo gli ultimi scontri ha raccomandato ai suoi connazionali di ricordare “da quali orrori veniamo”; ma a fronte della crescente disoccupazione, dell'AIDS che affligge ben il 15% dei cittadini soprattutto di colore, e di un governo debole e interessato in primo luogo a varare leggi in favore di un liberalismo sfrenato, si teme che la situazione degenererà ulteriormente.
Si parla tanto - giustamente - di boicottare le Olimpiadi di Pechino (qui il link di Reporters sans frontières); sarebbe anche ora di togliere al Sudafrica il diritto di organizzare i Mondiali di calcio 2010.
NO!
bloggato da: Zerovirgolaniente
Colti, sofisticati e versatili; almeno rispetto alla concorrenza. La band salentina, il cui nome è l'acronimo delle iniziali dei suoi quattro membri (Antonio, Michele, Raffaele e Antonio), si è aggiudicata il contratto da 300.000 euro con la SonyBmg, e proprio ieri c'è stato il lancio del loro primo – sgangheratissimo e pretenzioso – singolo, "Chi (Who)", scritto dal loro mentore Morgan insieme al maestro Gaudi.
Morgan, Morgan… Morgan chi? Sì, lui, quello dei Bluevertigo: il nuovo guru della cultura italiana, portatore sano di massime e aforismi orwelliani, baudeleriani e… battiateschi.
Il quartetto di vocalists si è meritato il podio più alto già solo per le cover di “In The Jungle The Lion Sleeps Tonight” e per “Pinball Wizard” degli Who. A competizione conclusa si è appreso che gli Aram hanno vinto con un largo margine di vantaggio non solo il televoto della finale, ma quello di tutt’e 11 le puntate precedenti.
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Non è stato sempre facile rimanere sintonizzati su RAI2 per seguire X-Factor. Chi ha parlato di “trionfo della musica” ama evidentemente le esagerazioni: infatti, a parte alcune proposte deliziose dei Sei Ottavi, di Emanuele Dabbono e dello stesso Aram Quartet, il resto dei partecipanti ha alquanto annoiato – colpa, naturalmente, anche delle scelte imposte dai loro “caposquadra”. Molto gonfiati dalla critica (e dallo stesso trio Maionchi-Ventura-Morgan) sia il gruppo Cluster sia la cantante “dalla voce particolare” (e, incredibilmente, finalista) Giusy Ferreri. Il più simpatico di tutti: il 19enne Tony Maiello, al quale sicuramente arride una bella carriera; se non proprio da cantante, perlomeno da attore.
Non è stato sempre facile guardare il programma ma proprio la formula dei “giudici-capisquadra” (e dunque in aspra concorrenza tra di loro) ci ha tenuti un po’ svegli. Ce l’abbiamo fatta fino alla fine tra le affermazioni qualunquiste stramaledettamente popolari della Ventura e l’indecisione e i vaffa di Mara Maionchi. Rivelazioni vere di questa prima edizione dell’X-Factor italiano: Francesco Facchinetti (ottimo presentatore televisivo!) e - lo ribadiamo - Morgan. Morgan: anarchico come ogni eterno adolescente, fuori dalle righe, eccentrico, talvolta superbo… e abile con il make up: capello sfatto e occhio cerchiato nel day time e messa in piega con cipria e matita per la grand soirée.
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La trasmissione è finita solo ieri sera e oggi, a poche ore dalla pubblicazione su iTunes, la X-Factor Compilation, la raccolta delle canzoni del programma, è già al primo posto nella classifica degli album più scaricati.
Tra i singoli il più scaricato in assoluto è il brano di Giusy Ferreri "Remedios", mentre l'Aram Quartet è al secondo posto con "Per Elisa". Sesta posizione per la splendida Ilaria Porceddu con il suo cavallo di battaglia "Oceano".
La dolcissima Ilaria di X Factor

Il CD della compilation sarà nei negozi il 6 giugno per Sony Bmg Music.
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bloggato da: Zerovirgolaniente
Mr. Arrogance sbarca in Italia
Il portoghese Mourinho prenderà il posto di Mancini all'Inter
Incredibile ma vero: Moratti licenzia l'allenatore che in poche stagioni ha vinto ben sette trofei (tre scudetti consecutivi, due volte la Coppa Italia e due Supercoppe). Dunque, porte spalancate per José Mourinho. Mr. Arrogance farà il bello e il cattivo tempo nel club di Via Durini, coadiuvato probabilmente dal suo connazionale Figo. Per l'Inter si preannuncia un "periodo portoghese". Prevedesi ulteriore perdita di simpatizzanti in Italia e fuori.
Uno dei due è il Re degli Antipatici. Indovinate chi!
bloggato da: Caduta orizzontale
L'Italia non ne sa un bel niente, ma ieri si è svolta a Belgrado (Serbia) la finale della 53sima edizione dell'European Song Contest (conosciuto anche come Eurovision Song Contest o Grand Prix d'Eurovision de la Chanson). Vi hanno preso parte tutte le nazioni del nostro continente... anche San Marino, anche Andorra... tranne l'Italia, appunto. La Russia ha trionfato con "Believe", cantata da Dima Bilan e co-scritta dalla popstar internazionale Justin Timberlake. Una vittoria in fondo meritata, considerato il valore medio degli altri titoli in concorso. Unica magagna, come ogni altra edizione di questo festival: le nazioni "amiche" si sono regalate i voti vicendevolmente, a prescindere dalla qualità delle canzoni. Soprattutto da quattordici anni a questa parte, ovvero da quando vi partecipano anche Paesi dell'ex blocco sovietico, si assiste a uno scambio di favori, ovvero "points" assegnati per simpatia. Così, non è affatto una sorpresa che la band sanmarinese Miodio sia stata eliminata già nelle semifinali, pur se la loro ballata rockeggiante "Complice" si fosse meritata molto di più: chi pensa mai a regalare voti a San Marino?
Ad ogni modo è stato di nuovo un grande spettacolo. Nella sola Europa, oltre 100 milioni sono stati i telespettatori incollati al piccolo schermo, e si calcola che in tutto il mondo l'evento sia stato seguito - tramite anche Internet - da oltre 500 milioni di persone. Sarebbe interessante per l'Italia tornare a parteciparvi, anche perché si sta discutendo seriamente di mutare la formula del televoting per evitare così lo strapotere della cosiddetta "mafia slava".
Nella storia del festival, il nostro Paese ha ottenuto due vittorie: nel 1964 e nel 1990. La prima vide trionfare a Copenhagen l'allora sedicenne Gigliola Cinquetti con l'evergreen “Non ho l'età (per amarti)”, mentre risale al 1990 la vittoria - a Zagabria - di Toto Cutugno con “Insieme 1992”. Cotugno ottenne 149 points della giuria popolare (il punteggio va da 0 a 12 points). Nel 1997 l’Italia prese parte all'Eurovision Contest per l’ultima volta: accadde a Dublino, Irlanda, dove i Jalisse ottennero la nona posizione con “Fiumi di parole”. I nostri rappresentanti in quel caso furono premiati soprattutto dai 12 points delle giurie di Portogallo e Croazia.
Le tedesche No Angels si sono piazzate all'ultimo posto insieme a Polonia e Gran Bretagna. Come spesso negli ultimi decenni, il voting ha sancito: "Deutschland - Allemagne: 0 points".
Nico e Vlad (Romania) hanno presentato un titolo in italiano che ricorda da vicino le arie di Andrea Bocelli.
L'italo-svedese Charlotte Perelli ha tradito le aspettative della vigilia: la sua canzone, in rappresentanza della Svezia, ha ottenuto pochi voti persino dalle nazioni scandinave amiche.
Il vincitore, il russo Dima Bilan. Molto probabile che la sua popsong "Believe" scali già fin da oggi tutte le classifiche internazionali.
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bloggato da: Topolàin
Articolo della F.A.Z., uno dei maggiori giornali tedeschi
(traduco dall'odierna F.A.Z, Frankfurter Allgemeine Zeitung:)
22 maggio 2008
Persino l'ormai vetusto Adriano Celentano, indiscusso bardo italiano, si è lasciato andare in un commento di ammirazione per il premier Silvio Berlusconi! Nei suoi show televisivi, Celentano si è spesso apertamente schierato con la sinistra e non ha mai lesinato critiche nei confronti di Berlusconi. Tuttavia ha scritto, sulla prima pagina di uno dei più importanti quotidiani italiani [Corriere della Sera, n.d.r]:
"Se non e' un bluff, come sospetta Di Pietro, forse Silvio ci sta dimostrando che l' uomo quando vuole sa anche cambiare".
Celentano sottolinea inoltre che "il discorso e i toni di Silvio in Parlamento mi sono piaciuti. Direi che aveva anche un certo fascino da grande attore. Certo è presto per dirlo, ma il buongiorno a volte si vede dal mattino. E il merito forse sarà anche un po' di Veltroni, che già in campagna elettorale aveva iniziato questo tipo di politica all'insegna del rispetto per l'avversario, pur combattendolo".
"Era bello" prosegue il cantante "vedere il nuovo modo di Berlusconi e il silenzio attento di una sinistra pronta a captare ogni minima innovazione da qualunque parte provenisse. A partire dal suo leader che ascoltava a testa bassa vicino a un Franceschini assorto e riflessivo, e il bel gesto di Anna Finocchiaro nel riconoscere al 'nano' un'altezza fino ad allora sconosciuta. Una stretta di mano schietta e sincera, nella quale, fra i complimenti, erano compresi anche quelli che lo mettevano in guardia per la grossa responsabilità che gli hanno dato gli italiani".
Adriano Celentano condanna quindi la cancellazione da parte del Cda della trasmissione 'Primo piano' su RaiTre:
"Ma questi qua, alla fine del loro mandato non potevano sfogare la loro stoltaggine in altro modo anziché concentrarsi sul come nascondere la verità alla gente?". La definisce una decisione "isterica e imbecille" e di "un gesto di una tale idiozia che non puo' non configurarsi in una vera e propria pugnalata alla schiena di Berlusconi, per farci credere che lui non è cambiato. Ma io insisto e il mio sesto senso mi dice, anche se il mattino è cominciato da poche ore, che lui invece è cambiato".
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Come vedete, i tedeschi (che del Berluska non hanno nessuna stima) seguono sempre con interesse le vicende del nostro Paese, attenti a ogni minima voce di speranza. Riguardo alle vicende dell'immondizia e della criminalità a Napoli, la F.A.Z. si mostra assai scettica, affermando che difficilmente il nostro Premier potrà risolvere qualcosa. "A Napoli" scrive il maggiore quotidiano di Francoforte sul Meno "nessuno ormai crede più in un futuro migliore."
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bloggato da: Caduta orizzontale
"Cazzo! Schifani sullo scranno più alto, poco più giù Dell’Utri e Cuffaro che si abbracciavano, e ancora un po’ più giù Alemanno con la celtica al collo. Baci, abbracci (tarallucci e celtiche). Ma in che cazzo di paese viviamo?"
(Commento tratto da una pagina web)
Fabio Fazio si è scusato pubblicamente per la sua intervista a Marco Travaglio di sabato 10 maggio in Che tempo che fa. Ma perché scusarsi? Ha invitato Travaglio al suo programma e gli ha posto domande che dovevano per forza generare determinate risposte. Ma di che cosa credeva che avrebbe parlato il giornalista al vetriolo? Dell'appassionante finale di campionato di calcio? Oppure delle ultime teorie sullo sviluppo della fisica quantistica? Ipocrita! Ma dobbiamo capirlo: anche Fazio tiene famiglia e spesso si dissocia da se stesso attraverso un gioco delle parti.
Ora si sono tutti scagliati contro Marco Travaglio, personaggio che fa comodo quando si tratta di far alzare gli ascolti ma dal quale ci si può facilmente dissociare con un sorrisino, come ha fatto anche Santoro in Anno zero. Ma che cosa ha detto Travaglio? Ecco le sue parole: "Una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, Fanfani... Uno passa tutta la trafila e poi vede Schifani. E dice: 'C'è un elemento di originalità'. Seconda carica dello Stato Schifani! mi domando chi sarà quello dopo, la muffa probabilmente, il lombrico." Fazio: "Mi tocca dissociarmi... non sono d'accordo con niente..." Travaglio: "Dalla muffa si ricava la penicillina tra l'altro, era un esempio sbagliato".
Apriti cielo. In realtà nelle sue parole non c'era niente di offensivo in senso stretto, a meno che per offensiva non si intenda la verità dei fatti, peraltro già rese note in un libro dello stesso Travaglio. Eppure, tutti i commenti politici e giornalistici che si leggono sull'intervento dello scrittore non ci rivelano se Marco abbia detto una bugia o una verità, ma lo accusano di voler minare il dialogo... Persino Anna Finocchiaro, senatrice del PD, si è schierata dalla parte di Schifani, sotto la nuova egida del confronto leale e del dialogo tra governo e opposizione: "Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio". Nella ridda di voci che si sono levate contro Travaglio e a difesa del Presidente del Senato, non si registrano - lo sottolineamo - ammissioni circa la veridicità della notizia. Unica voce fuori dal coro quella di Antonio Di Pietro: "Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perchè ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti. Certi episodi non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all'altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato".
In tivù è ricominciato l'autunno del censurar pensieri e trasmissioni; la stagione delle epurazioni. Non si prevedono sconti per nessuno, è vietato ricordare il passato e, soprattutto, è arrivato il momento di schierarsi. Con chi? Ovvio: con le idee che dominano adesso il Paese. Chi vuole conservare la sua poltrona rimanendo escluso dall'Editto Bulgaro deve dire "sì, signore" o, nel caso di opinionisti-testecalde, "non sono d''accordo con quello che dici". Questo sì che è scandaloso. E' allucinante tale paura di vedersi chiudere la trasmissione perché un invitato racconta fatti tra satira e realtà. Asservimento psicologico a chi manovra i fili del potere: si ricomincia, gente! Notizie filtrate, presentatori accomodanti, ospiti che rispondono a domande selezionate. Le cose stanno così: è inutile girarci intorno. Nessuno sarà toccato, se si comporterà bene. L'atteggiamento di Schifani, della Finocchiaro e di altri ha dimostrato che la Casta non deve essere mai sfiorata da un giornalista (diritti di lesa maestà?), nemmeno quando i fatti sono veri. Ma allora perché continuare a mantenere nella Costituzione l'Articolo 21, quello sulla libertà di espressione?
Contrariamente alla maggior parte delle fonti pubbliche - tutte schierate con la Casta -, su Internet vengono esternate simpatie ardenti nei confronti di Travaglio. Uno dei commenti dice: "Se Marco Travaglio diventa direttore di questa tv pubblica, sono disposto a pagare il doppio del canone. Lo giuro." Lo giuriamo anche noi.
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bloggato da: Zerovirgolaniente
Il Bayern vuole Gattuso
Dopo Luca Toni (offerta di rinnovo di contratto per 6 milioni di euro!), Beckenbauer e Rummenigge si sono gettati su Rino Gattuso, che al Milan potrebbe essere liberato dall'ingaggio di Mathieu Flamini, in arrivo in via Turati a parametro zero dall'Arsenal.

"Quando e se finirà la mia esperienza al Milan" ha dichiarato il mediano, "allora andrò certamente all'estero. La Germania? Dovrò stare attento alla linea con tutta quella birra...".
Malto e luppolo a parte, l'affare Gattuso-Bayern appare avviato sui binari giusti, anche se per qualsiasi passo ufficiale bisognerà aspettare Euro 2008.

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bloggato da: Il Prato Nero