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giovedì, 20 dicembre 2007

HACKLETTURA 60

Bella mia fiamma, addio

Mozart Praga la conosceva bene. Nella città boema ci fu la prima del Don Giovanni. Quand’era a Praga alloggiava alla villa Bertramka ospite di suoi amici appartenenti alla nobiltà ceca.
Mi piace immaginare che il grande compositore, di fronte ai grandi cambiamenti urbanistici epocali, dica “Bella mia fiamma,addio”.
Addio a cosa? Alla Praga odierna assaltata da orde di turisti teorici del viaggio “usa e getta”? oppure della città degli imprenditori rampanti? Mi dico che la capitale ceca ha visto tanti cambiamenti e che anche stavolta assorbirà il colpo.
I cambiamenti riguarderanno due quartieri a cavallo tra il centro e la periferia: Pankrac e Holešovice. Nel primo sorgeranno dei grattacieli che segneranno una discontinuità nella storia urbanistica e architettonica della città, nel secondo il porto con il quartiere antistante in cui andranno ad abitare trentamila persone. I lavori inizieranno il prossimo anno, ma già si conoscono i prezzi degli immobili che costruirà una società franco-belga. Un appartamento di 70 metri quadri costerà 250000 Euro.
Le novità però non si fermano qui. Entro il 2023 la linea A della metropolitana dovrebbe raggiungere l’aeroporto ed entro il 2020 sarà inaugurata la linea D. Già nel 2008 la linea C raggiungerà Letňany, una volta periferia disadorna, oggi il quartiere che vanta il più grande centro commerciale della città. In questa zona sorgerà lo stadio olimpico.
Tutte le periferie praghesi pullulano di megacentri commerciali. In totale si contano più di mille negozi.
La costruzione di una serie di tunnel dovrebbe allentare la morsa delle migliaia di automobili che ogni giorno intasano le vie adiacenti il centro storico paralizzandone il traffico in alcune ore della giornata. Il tram dovrebbe tornare a circolare in piazza Venceslao.
Lotman ci ha insegnato che le città sono un insieme disegni che producono cultura e modi di intendere la vita. Quali messaggi comunica il nuovo volto urbanistico di Praga? Allargare l’area dei consumatori in una città dove la borghesia produttiva e quella delle professioni cresce giorno dopo giorno. Il dubbio però è grande:forse l’offerta di consumi è nettamente superiore alla domanda. Probabilmente questa visione alquanto megalomane della città andrà ridimensionata.
Chissà come sarà Praga tra venti o 50 anni? Il pittore Adolf Born è ottimista: “Tra 50 anni Praga me l’immagino come una grande città dove si parlino il cinese e l’arabo. La minoranza ceca andrà a passare la notte nei ristoranti dei quartieri cinesi e i turisti stranieri andranno a visitare le splendide moschee dei quartieri arabi”.

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                bloggato da:  Sogni, viaggi, un po' di Praga e di Sicilia

postato da: bloggherone alle ore dicembre 20, 2007 04:51 | link | commenti
categorie: musica, cinema, letteratura, fantasmi, love, arte, anni 80, anni 70, anni 90, aliens, terzo millennio