sabato, 16 giugno 2007

HACKLETTURA 48

Annullato l'Heineken Jammin' Festival

Il Comune di Venezia, Milano Concerti e Heineken hanno deciso di annullare tutti i concerti previsti per oggi e domani nel corso dell'Heineken Jammin' Festival a Venezia, dopo che ieri sera una violenta tromba d'aria ha devastato il palco e altre strutture ferendo una ventina di persone.

In programma ieri erano - tra gli altri - i Pearl Jam nella loro unica data italiana, domani Vasco Rossi.

 

La maledizione dei Pearl Jam

Per la band, che musicalmente sta nella scia del rock inventato da The Who e Neil Young, l'Heineken Jammin' Festival sarebbe stato il ritorno nel contesto euforico e smisurato dei grandi raduni musicali. Sette anni fa i Pearl Jam, nati a Seattle come i Nirvana, avevano detto basta alle manifestazioni "open air". E lo avevano detto dopo una tragedia ben più grave di quella di ieri.
Durante il loro show al Roskilde Festival in Danimarca, otto ragazzi erano morti soffocati e poi schiacciati dalla folla in quell’incredibile ed estenuante ondeggiare del pubblico che solitamente caratterizza tali eventi musicali. In quel caso, le precarie misure di sicurezza non erano riuscite ad arginare la pressione, innescando un terrificante effetto-domino sul prato. Alla fine, il bilancio si rivelò essere uno dei più gravi della storia dei concerti rock. Subito, le accuse furono rivolte proprio alla band, presunta colpevole di aver incitato la folla ad agitarsi. Ma poi le indagini accertarono che le responsabilità erano degli organizzatori, molto più interessati (come spesso accade) alle condizioni della cassa che a quelle della sicurezza.
Però i Pearl Jam del cantante Eddie Vedder annunciarono subito che per loro il discorso con i festival era chiuso e che non avrebbero più suonato a eventi del genere. E nessuno dubitò della loro sincerità: gruppo tra i più leali e onesti in circolazione, i Pearl Jam mantengono un rapporto di fiducia con i fans proprio grazie alla coerenza e all’assoluto distacco dalle regole di marketing. E infatti nel CD Riot Act (2002) dedicarono alle vittime una canzone, "Love Boat Captain". Sembrava un discorso chiuso ma per l’Heineken Jammin’ Festival avevano fatto un’eccezione anche se poi il destino si è messo di nuovo di mezzo.

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                bloggato su:  Topolàin

postato da: bloggherone alle ore giugno 16, 2007 13:20 | link | commenti
categorie: musica, terzo millennio
martedì, 05 giugno 2007

HACKLETTURA 47

il cielo azzurro di palermo

cammarataCentinaia, probabilmente migliaia, di schede votate fuori dai seggi con un pennarello, voti fotografati coi telefonini, quartieri popolari acquistati a qualche euro a voto. Scrutatori ragazzini minacciati da energumeni, presidenti di seggio che allontanano tutti e contano da soli, voti nulli diventati validi, voti validi diventati nulli, campagna elettorale martellante e intimidatoria fin dentro i seggi, volantini nelle cabine elettorali, fotocopie di schede nelle urne. Sondaggi pubblicati a urne aperte, candidati in tv per l’intero pomeriggio di domenica. Questa è Palermo al voto per il sindaco, anno 2007, quindici anni dopo la morte di Falcone. Palermo prigioniera. Palermo dove tutto va male e la gente vota per una manciata di euro o la promessa di un posto. Dove centodieci autisti di autobus vengono assunti subito prima delle elezioni e che importa se non hanno la patente, importante che abbiano il telefonino con la videocamera.

Palermo città più cool d’Italia, due milioni di euro per i manifesti mentre gli ultimi non mangiano e affollano gli uffici delle finanziarie perché la tv deve essere al plasma.
Quindici anni che sono passati perché la mafia non sparasse più, niente più bombe, niente più kalashnikov. E’ tutto tranquillo, va tutto bene, il cielo è sempre più azzurro. Tutti pagano il pizzo, comandiamo noi. Falcone? Per lui basta mezzo aeroporto e una strada in periferia.

                                           (leggi tutto)

 

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                bloggato da Antonio Pagliaro su:  xantology

postato da: bloggherone alle ore giugno 05, 2007 12:01 | link | commenti
categorie: fantasmi, lavoro, animali
sabato, 02 giugno 2007

HACKLETTURA 46

Fantascienza o... facile profezia?

Peter Patti: Città dell'Alfabeto

(a.k.a. Alphabet City)

peter patti - città dell'alfabeto (romanzo di fantascienza)

Hardcover, 122 pagg, formato 15x23 cm. Prezzo: €16.00
Disponibile anche l'eBook (.pdf):  €2.50

 

www.lulu.com Independent publishing / Skuro Connection

 

Come sopravvivere in un mondo completamente impazzito? Alvo, il protagonista di Città dell'Alfabeto, si aggrappa all'amore, alla cultura, ai valori che vigevano durante la sua gioventù. Ma intanto ci sono i problemi di dove andare a rifugiarsi la notte, del dissetarsi, dello sfamarsi... e quelle strane gallette che chiamano "Rusky" e che vengono distribuite gratuitamente non acquistano certo un sapore migliore se si pensa con quale materiale vengono prodotte! Sulla bolgia dell'antica New York (ora una megalopoli che, similmente a una piovra, stende i suoi tentacoli sull'intera East Coast) regnano Mister Info e il Transputer Qasar, il megacomputer centrale. La rivolta sembra trovare posto solo su Ombre Contro, un e-journal presente nei canali clandestini di Hypernet...  Finché la giostra non si rimette a girare.

"... se questo romanzo di Peter Patti venisse reso cinematograficamente ad es. da una Troma Co., quella che ha prodotto l’Uomo Tossico per intenderci, sarebbe il più grande tecno-trash del mondo." (Stefano Donno)

                                                            http://www.lulu.com/content/898741

 

 

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                bloggato su:  SenzaColpoFerire

postato da: bloggherone alle ore giugno 02, 2007 02:40 | link | commenti
categorie: letteratura, arte, terzo millennio