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lunedì, 13 novembre 2006

HACKLETTURA 38

Schiavitù, immigrazione e caporalato 2

Il 5 settembre postavo la notizia dello sfruttamento di extracomunitari nel Sud dell'Italia, con la complicità e la coordinazione dei cosiddetti "caporali".
Eravamo nel periodo della raccolta del pomodoro e quindi gli schiavisti erano del Sud. Ma già allora, dicevo che anche al Nord c'era lo stesso problema e che cambiando stagione, e quindi tipo di raccolto, avremmo trovato schiavisti anche al Nord.
Detto e fatto: complice il periodo della raccolta delle mele, nel florido Trentino Alto Adige, arrestate ben 8 persone per aver ridotto in schiavitù marocchini fatti arrivare attraverso un'organizzazione ben studiata. Non situazioni casuali dunque, ma organizzate e messe in pratica con efficienza, anche se con poca efficacia. Paga giornaliera 3 o 4 euro, senza pasti e altri servizi (igienici, ricovero, ecc.).
Stavolta la faccio breve. I fatti parlano da se.
Io le mele le pago, tutti le mele le pagano, tutti le mele le mangiano, tutti mangiano gli extracomunitari.
Gli imprenditori agricoli di tutta Italia uniti. Per sfruttare meglio gli schiavi?
Si, non definiamo l'intera categoria schiavista, ma affrontiamo il problema per eliminare chi lo è. Altrimenti significa risolvere il tutto con un lavamani del tipo: "ma non tutti sono uguali".

 

              bloggato da: Un pensiero

                

postato da: bloggherone alle ore novembre 13, 2006 13:38 | link | commenti
categorie: lavoro, terzo millennio
domenica, 05 novembre 2006

HACKLETTURA 37

Stipendi da fame e auto blu

Il Corriere della Sera e La Repubblica hanno pubblicato in questi giorni articoli che ti entrano dentro e fanno male.
Politici di ogni tipo, amministratori delegati pubblici, uscieri della Camera e del Senato, i tanti e tanti lacchè che sguazzano nei meandri dei partiti politici, degli Enti statali (che sono più quelli creati ad arte che quelli che servono per davvero) e tutta la pletora dei ruffiani degli apparati statali, prosciugano la maggior parte della ricchezza della Nazione.I parlamentari italiani guadagnano più del doppio di un loro collega svedese e più del triplo del collega spagnolo. Non sarebbe ora di equiparare i loro stipendi alla media europea?

Dall'Italia dei Valori è arrivata la proposta di stabilire un tetto di 800 mila euro l'anno agli stipendi dei manager pubblici. Viene anche imposto il limite di 1 milione per il Tfr di questi soggetti, ma previo controllo e verifica dei risultati effettivamente conseguiti. Voi ci credete?
Vediamo come finisce la vicenda Cimoli, presidente Alitalia.

Le spese per il solo Palazzo Chigi, residenza del Presidente del Consiglio, sono aumentate del 186% (non ho sbagliato: centoottantasei percento) durante il governo precedente. Vedremo cosa succederà con l'attuale governo. Non si fidava, il Cavaliere, del suo successore. E così, mentre ancora stava a Palazzo Chigi in attesa di lasciare il posto a Romano Prodi, avrebbe deciso di darsela da solo, la scorta per il futuro: 31 uomini. Più la massima tutela a Roma, Milano e Porto Rotondo. Più sedici auto, di cui tredici blindate. Il minimo indispensabile, secondo lui, di questi tempi.
(
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/10_Ottobre/27/stella.shtml).

E' quasi tutta la notte che giro per il WEB alla ricerca di quanto ammonti il costo effettivo annuo di questi papponi e alla fine, come un flash, mi sono ricordato che la risposta era già pronta. Bastava collegarsi al sito della trasmissione REPORT, che va in onda la domenica sera su RAI3 la domenica sera.

Leggere per credere: I L L U M I N A N T E.

Anche se sarebbe meglio non perdersi le puntate della trasmissione: qui, davvero, chi nega le notizie vuol negare l'evidenza.

Un abstract della puntata del 22 ottobre (ma potete leggere tutte le puntate sul sito di REPORT:
http://www.report.rai.it/RE_elenco/0,11515,2007-puntata,00.html):

Eni, Enel, Alitalia, Anas, Ferrovie dello Stato, Sviluppo Italia sono le grandi aziende pubbliche che dovrebbero far funzionare i servizi nel nostro Paese e sviluppare attività.
Nei loro Consigli d’Amministrazione siedono manager noti e ben retribuiti che in genere vengono sostituiti quando cambia il governo. Il numero minimo di consiglieri previsto per far funzionare un Cda sarebbe di 3, ma alle Poste sono 11 così come per Fincantieri. La Rai ne ha 9, il Poligrafico dello stato 10, Alitalia e Ferrovie 5. All’Eni i consiglieri sono 12 e all’Enel 9. I Cda costano tanto,anche perché ogni azienda a sua volta ha delle società controllate e cosí i consiglieri aumentano: 111 per le Poste, 197 per la Rai, 165 per l’Enel e addirittura 316 per le Ferrovie. Il Cda dell’Enel, per esempio, costa dai 3 ai 15 milioni di euro ogni anno, dipende dalle liquidazioni che vengono elargite ai grandi manager. L’anno scorso l’ex amministratore delegato Paolo Scaroni se n’è andato con 5 milioni 997 mila e 675 euro ed anche l’amministratore delegato di Ferrovie, Elio Catania, è stato liquidato con più di 5 milioni di euro. Alitalia è in passivo ma l’amministratore delegato, Giancarlo Cimoli prende 2 milioni e 800.000 euro l'anno,quattro volte lo stipendio dell'amministratore delegato di KLM e il triplo rispetto a quello di British Airways, due compagnie che hanno bilanci in utile. Siamo il paese d’Europa con i manager e gli amministratori più pagati ma ai buoni stipendi non sempre corrispondono buoni risultati. Cos'è per esempio Sviluppo Italia? Cosa fa e quali cifre manovra? Cosa succede nei consigli d'amministrazione di Anas?

In un recente articolo il quotidiano Liberazione scriveva quanto guadagna al giorno - facendo un semplice calcolo - l'amministratore delegato di Alitalia, Cimoli, ovvero circa 12.000,00 euro. L'azienda da lui amministrata ha chiuso il primo semestre 2006 con un bel meno 221 milioni di euro. "più voliamo più perdiamo", queste sono le testuali parole del sig. Cimoli nella sua relazione sull'andamento dell'azienda. Che non sembra certo volersi dimettere, ma anzi, in perfetto stile, potrà così riscuotere la sua "buona uscita" (derivante evidentemente dai suoi meriti gestionali) fra i 6 e gli 8 milioni di euro. Così fece quando lasciò le ferrovie, all'epoca se non sbaglio, si trattò di 6 milioni di euro.

Tutto normale?

Lavoriamo gente, lavoriamo e quel che più conta ingrassiamo e riveriamo gli industriali, i politici (sono sempre le stesse persone che si fanno eleggere per meglio controllare i propri interessi) e tutti quelli che non sanno cosa significi sopravvivere con stipendi da fame.

Ma ogni tanto fermiamoci a meditare (basterebbe il tempo di una trasmissione televisiva ben documentata).

            bloggato da: Aurorainfiore

postato da: bloggherone alle ore novembre 05, 2006 00:53 | link | commenti (2)
categorie: fantasmi, lavoro, animali