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giovedì, 26 gennaio 2006

HACKLETTURA 11

<< Liturgia della parola

 

«Tu-tu... tu-tu..»

Compongo il numero...

«Telecom Italia, informazione gratuita. L'utente non è abilitato al tipo di chiamata richiesta.»

Riattacco. È la quarta volta in due giorni. Eppure sto chiamando da un fisso, non da un cellulare... sai che faccio? Chiamo il 187 e chiedo cosa significa. Chissà, magari ha un contratto speciale...

«Tu-tu... tu-tu..»

Allora... 1... 8... 7... Solita sfilza di opzioni.... chissà perché quella che serve a me è sempre l'ultima? Ah, ecco... Zero! 0... Musichetta... Ti pareva. Almeno la cambiassero ogni tanto. Oh, una vocina registrata.... sentiamo.

«In effetti c'è molto traffico in rete...»

E quando mai!

«Abbiamo ragione di credere che un operatore risponderà al più presto possibile...»

E questo cos'è? Un atto di fede? Devo rispondere amen? Vada per il rispondere il più presto possibile, ma quell'abbiamo ragione di credere mi sembra un po' buffo. Mah... chissà chi glieli scrive i dialoghi a questi!

Musichetta... un minuto... voce registrata... due minuti... musichetta... tre minuti... voce registrata... quattro minuti... Meno male che almeno il 187 è gratuito! Ah, ecco!

«Salve, sono Paola, cosa posso fare per lei?»

Ingoio il «rispondere un tantinello prima» che mi stava per sfuggire — beh, non è mica colpa sua — e faccio la fatidica domanda: ma che vuol dire che l'utente non è abilitato alla chiamata richiesta?

«Oh, semplice. Vuol dire che ha cambiato numero

Eh? Ma, scusate, faccio io, non potevate dire semplicemente che ha cambiato numero?

«Ehm...» pausa riflessiva «Comunque, per sapere il nuovo numero può chiamare il 412.»

La ringrazio. Utile davvero. Va beh, ho capito: vado su Google.  >>

 

       Bloggato da:   L'Indipendente

 

 

postato da: bloggherone alle ore gennaio 26, 2006 22:36 | link | commenti
categorie: terzo millennio
sabato, 21 gennaio 2006

HACKLETTURA 10

<<

"METAMORFOSI LUNARE SU METROPOLI IMMAGINIFICA", trittico: IMMAGINE A SINISTRA   

  Qualche mese fa realizzai un trittico metropolitano inserendo una mia visione di metamorfosi di DONNAPESCIUCCELLO su scena urbana. >>
 
                     Bloggato da:   figuratore
 
 
postato da: bloggherone alle ore gennaio 21, 2006 07:40 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, arte
martedì, 10 gennaio 2006

HACKLETTURA 9

<< Oh yeah little pussy, moriremo tutti. 

Sarà il passaggio al monitor LCD, l'addio al vecchio CRT, boh.

Hai presente quando improvvisamente ti accorgi che hai adottato il meccanismo freudiano della negazione per fare finta che una realtà inquietante non esista? Ecco, penso che chiunque sia passato dal vecchio monitor CRT al nuovo monitor a cristalli liquidi (quello che non fa male, non emette radiazioni, ti salva la vita e ti porta pure il giornale) ci sia passato, voglio dire, il momento in cui ripensi alle tante ore passate davanti a quell'aggeggio di morte, e ti chiedi "oh mio dio non è che nel frattempo mi sarò sviluppato un principio di cancro?". O anche qualcosa di meno. Ma hai l'impressione che qualche cellula sia mutata, che qualcuna sia morta e... insomma, alla fine è abbastanza naturale che gli ansiosi e gli ipocondriaci, tra un attacco di panico e una crisi depressiva, inizino a disegnare
fumetti nichilisti. L'unico modo per tirare avanti quando il tuo cervello funziona male (un pò come un Pentium IV 3.75 GHz con una scheda video CGA) è fare finta di niente, la volpe e l'uva, massì, quella storia lì, tzè, chissenefrega delle radiazioni e dei magneti e di tutto il resto, "dovremo alla fine morir tutti quanti".

Che poi però un poco, in questo cervello che non funziona come ti accorgi che razionalmente dovrebbe, si apre uno spiraglio di luce. E nell'ipocondria generale capisci che noi siamo la generazione delle radiazioni, che il mondo moderno non può esistere senza le radiazioni, alea iacta est, e tu dirai, "bella scoperta", si, ma se ci pensi bene è atroce. Intendo dire, l'amianto era tossico, ma negli anni '30 non lo sapevano, avevano queste macchine che frenavano sull'amianto, e ad ogni frenata un'inalata. Ma va beh, si poteva correggere, l'abbiamo corretto. Vent'anni più tardi fumavano come dei turchi, poi si è scoperto che proprio bene non faceva, e allora via, uomo avvisato mezzo salvato. L'altra metà dell'umanità tuona ancora oggi contro l'unico provvedimento decente promosso da questo governo, ossia il divieto di fumare dentro ai luoghi pubblici, non viene riconosciuto come tale. Eh già, tanto chi si respira il fumo passivo sono gli stupidi NickCohen che non fumano. I miei amici stanno tentando di uccidermi. Aiuto.

Ma le radiazioni? Ok, mettiamo schermi LCD ovunque, pc e televisioni, ok. Ma prendi poi i cellulari, cronaca di una catastrofe annunciata. Prima o poi scopriremo che il re è nudo.
Per adesso la questione dei cellulari può divertire qualsiasi aspirante psicologo di Borgo Carissimi. Il ragionamento sottostante meriterebbe una tesi di laurea, anzi, giusto, mi tengo buona l'idea, ossia: "se tutti usano il telefonino, vuol dire che tanto male non può fare" oppure "se fa male davvero, farà male a tutti, mal comune mezzo gaudio" (quest'ultimo è un pò più inconsapevole). E giù a chiamare la fidanzata puccipì puccipù. Cos'è questa cosa che mi è cresciuta nel cervello? Oh che carino, lo chiamerò Joe.

A volte sogno una collina in Toscana e il mio allevamento di mucche, all'ombra di un buon libro e di una vita all'insegna della pastorizia. Ma porca puttana, hanno messo i ripetitori anche lì. Ansiolitici, ansiolitici per tutti.
>>
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     Bloggato da:   Sotto il Pavimento
 
 
 
postato da: bloggherone alle ore gennaio 10, 2006 23:00 | link | commenti
categorie: tv , terzo millennio
domenica, 08 gennaio 2006

I 'Bloggheroni' di gennaio

Il "Bloggherone" di gennaio per il blog più simpatico va a...

                    Il Guado della Flauta   

    

Il "Bloggherone" di gennaio per il blog più intelligente va a...

                    Meridiana

 

Il "Bloggherone" di gennaio per il blog più interessante va a...

                    Voce e Rabbia

 

postato da: bloggherone alle ore gennaio 08, 2006 16:18 | link | commenti (1)
categorie: i bloggheroni

HACKLETTURA 8

<< DANNY KAYE  (1913-1987)

  Vero nome: David Daniel Kaminski. Era il terzo e ultimo figlio di due ebrei ucraini impiantatisi a Brooklyn, e l'unico della nidiata che fosse nato in America (a casa sua si parlava yiddish; per i suoi genitori Danny rimase sempre "Duvidelleh"). A 12 anni conobbe Sylvia Fine, che più tardi, oltre a diventare sua moglie, avrebbe scritto numerosi sketch per lui.
David (come si chiamava allora) fu sempre uno spirito irrequieto. A tredici anni lasciò la scuola e fuggì in Florida. Ciò segnò l'inizio di un'odissea che lo portò a svolgere i più svariati mestieri, da venditore di rinfreschi a intrattenitore di strada. Si esibì nei teatri vaudeville e nei nightclub della zona dei monti Catskills prima di fare il commediante in Inghilterra. Al suo rientro negli States, nel 1938, rincontrò Sylvia Fine. Le loro strade si incrociarono precisamente in un accampamento per ebrei socialisti sui monti Poconos, in Pennsylvania.
I due convolarono a nozze nel 1940... per due volte: la seconda cerimonia si svolse secondo il rito ebraico, per calmare i genitori di lei che erano contrari alla loro unione. 
Nel 1941 Danny Kaye (come si chiamava adesso) apparve nello spettacolo di Broadway Lady in the Dark, dove presentò il famoso numero "Tchaikovsky," di Kurt Weill e Ira Gershwin, in cui cantava a velocità pazzesca i nomi di 54 compositori russi - reali e immaginari - in soli 38 secondi e senza mai tirare il fiato.
Il produttore cinematografico Samuel Goldwyn Jr. lo prese sotto contratto e la stella di Danny si accese definitivamente.

Sono almeno dodici i film interpretati da questo straordinario attore comico che non dovrebbero mancare in nessun archivio degli amanti delle buone commedie. Li esamineremo uno per uno nei prossimi post. >>

Bloggato da:   Cumuli

 

 

 

postato da: bloggherone alle ore gennaio 08, 2006 01:58 | link | commenti
categorie: cinema
mercoledì, 04 gennaio 2006

HACKLETTURA 7

<<  Il tramonto del mondo

Ho visto le rovine di Atlantide, Turan, Kash. Città in cui gli uomini vivevano con le loro donne e fabbricavano prodotti o quantomeno l'idea di prodotti. Ho trovato strane iscrizioni tra le macerie affumicate dal tempo, geroglifici di ossa, suoni magnetici in lingue  indecifrabili. Erano, queste, le capitali dei Tre Imperi che una volta si spartivano il pianeta. Tutto lascia intuire che gli imperi si siano distrutti a vicenda, sebbene debbano aver usato un'arma a noi sconosciuta. Tra le cose che si sono salvate è un oggetto molliccio coperto di segni. Sono riuscito a decifrarne l'intestazione con l'aiuto di Ka-Zuah, il nostro esperto di mondi alieni. Dice: "Ernst Bloch. Il principio speranza."   

Mentre la nostra astronave ci riporta a casa, giro e rigiro l'oggetto tra i miei tentacoli, riflettendo sulle evidenti contraddizioni di quella bizzarra civiltà.

************

Il libro, questo sconosciuto! Ma per fortuna c'è Internet.

Per una raccolta di testi letterari online gratuitamente scaricabili, CLICCARE QUI.  >>

Bloggato da:   Adonis

 

postato da: bloggherone alle ore gennaio 04, 2006 18:43 | link | commenti
categorie: letteratura, terzo millennio
lunedì, 02 gennaio 2006

HAPPY NEW YEAR!

BUON ANNO NUOVO!

postato da: bloggherone alle ore gennaio 02, 2006 01:57 | link | commenti
categorie: terzo millennio