sabato, 06 giugno 2009

HACKLETTURA 190

Italia: pizza, spaghetti...

e culi a mandolino

Ovvero: la giornalaglia italica e la furbizia dei cretini




Sembra cadere dalle nuvole Peppino Caldarola che su Il Giornale prende nota dell'anti-italianità dei media stranieri. E crede di individuare il motivo di tante invettive nel fatto che "il voto italiano è controcorrente".

Il voto italiano è controcorrente?

Già. Perché, secondo lui, questo voto "non mette in discussione il governo ma può modificare il panorama politico europeo".

Ah sì, davvero?

Caro Peppino, calmati e cerca di guardare le cose reggendo il cannocchiale dalla parte giusta. L'Italia ha come premier un nano folle con manie dittatoriali, uno gnomo dalla testa incatramata e con presunti incubi su comunisti-mangiabambini, un italianetto fuori di senno che ruba i soldi dei concittadini pezzenti per organizzare lussuosi party privati e che fa gaffes a tamburo battente; e tu vuoi che gli osservatori inglesi, tedeschi, francesi ecc. parlino bene dell'Italia?!? A parte che non si tratta di "anti-italianità", bensì di ironia dovuta a stupore e a scetticismo, di - sì - dolore per un Paese che in fondo si meriterebbe maggiore affetto ma che ha finito per rovinarsi con le proprie mani... Al di là di tutto ciò, caro Peppino Caldarola, come credi che sia possibile per i giornalisti stranieri giudicare l'ex Belpaese da una prospettiva politica, visto il casino circense che vi regna?

Per loro (e non da oggi) Berlusconi è il nuovo Mussolini, il nuovo Al Capone, un buffoncello dal torace rigonfio che così bene incorpora tutti i cliché negativi che macchiano il nome della nostra nazione. Nel tuo articolo tu cerchi di fare un'analisi dei perché e dei percome. Scrivi:

"L’attacco concentrico [contro Berlusconi e il suo governo; N.d.R.] dei giornali italiani e di molti giornali esteri, soprattutto europei, ha varcato i confini della sinistra. Non stiamo parlando solo di Liberation, dell’Independent, del Guardian. In campo sono scesi anche molti quotidiani e settimanali conservatori."

"La regia di tale manovra" vuoi dire in questo tuo articolo "è tutta italiana. Ogni cosa infatti è partita da Repubblica..."

Caro, caro Peppino! Tu sei come Pazzini che contro l'Irlanda del Nord calcia il rigore a colpo sicuro senza aspettarsi che anche una nazionale presuntemente scarsa può avere un portiere in grado di tuffarsi a mezz'altezza e deviare il pallone. Evidentemente accecato dalla "luce" emanata dal tuo padrone, tu ritieni che solo gli italiani, e in particolare i Piccoli, Brutti & Malfatti del Fronte della Libertà, siano in possesso di un certo grado di furbizia. Furbi lo siete, certo; ma è la falsa furbizia tipica di quell'italietta di cui all'estero, appunto, così tanto ridono.

Prima avevamo i gerarchi neri, i kaiserlicchi della squallida e corrotta provincia... seguiti dai vari Scelba, Forlani, Fanfani, Craxi, Andreotti... Ma oggi abbiamo addirittura di peggio: i Bossi e i Berluscazzi. E un popolo intero piegato a 90 gradi e urlante per il godimento.

Cosa vuoi che analizzino gli osservatori stranieri, caro Peppino? Qui non è rimasto più niente da affidare alla logica, da poter esaminare con gli strumenti tradizionali dei sociologhi e dei cronisti politici. Grazie al tuo psicoboss, e a giornalaglia (giornalisti-canaglia) della tua risma, bruciamo anche i neuroni altrui, spingendo alla risata il mondo intero. Noi siamo quelli di Villa Certosa, e indossiamo maschere di cartapesta.

Italia: pizza, spaghetti... e culi a mandolino. Precisamente.


 


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venerdì, 05 giugno 2009

HACKLETTURA 189

Colpaccio di Zamparini: Zenga al Palermo!

E dunque, eppur si muove... Malgrado tutto, i tempi si evolvono, e tale evoluzione ha toccato persino la città di Palermo (quella che veste rosanero, quella della passione del calcio), grazie allo spirito imprenditoriale di un uomo venuto dal Nord.


 

Un sogno diventa realtà: sulla panchina dei Rosanero siede finalmente un grande campione, una leggenda vivente del calcio italiano, nonché un allenatore che si è fatte le ossa all'estero (senza pensare a cercarsi una raccomandazione in patria) e poi, tornato in Italia, ha guidato quello che poi sarebbe divenuto il "Catania dei record".
 Walter Zenga ha firmato un contratto triennale, e per questo non smetteremo mai di essere grati al presidente Zamparini.
Al di là degli obiettivi (quarto posto in campionato e qualificazione alle preliminari di Champions), fa bene sapere che c'è un uomo simile alla guida del Palermo!

Del capoluogo siciliano, l'ancora 49enne Zenga (praticamente è tra gli allenatori più giovani in assoluto della Serie A) ha un ricordo felice solo a metà. Infatti, proprio alla vecchia Favorita l'ex portiere dell'Inter e della Nazionale disputò la sua partita d'addio, il 1° marzo 1997. E i palermitani che fecero? Invece di onorarlo, lo fischiarono! L'Inter vinse 3-1 sui resti di un Palermo che era in bilico tra B e C, ma nemmeno questo serve a giustificare quegli ignobili fischi.
Certamente deluso da tale "accoglienza", Zenga decise allora di affrettare il suo trasferimento in America: andò a giocare nei New England Revolutions. Dodici anni dopo, ecco il ritorno a Palermo, sempre da protagonista e sempre da vincente (non dimentichiamoci che appena pochi mesi fa lui e il Catania vennero a vincere qui con un clamoroso 4-0!). Auguriamoci che i palermitani lo lascino lavorare. Palermo è fin da sempre filo-bianconera; è ora che la città finalmente si interizzi, passando una volta per tutte dalla parte dei Giusti, dove nessun Moggi potrà mai arrivare.

   

   WELCOME IN PALERMO, WALTER!

 

 



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giovedì, 28 maggio 2009

Racconti fantastici – nuova edizione free

Presto la silloge di racconti horror In Paradiso è scoppiato l'Inferno (by franc'O'brain) come ebook sul sito http://www.ebookgratis.net !

 

in-paradiso

Leggi qui una nuova intervista con l'autore



Il nostro network letterario

L i t e r ae

L i t e r ae - il social network su Ning

Blogs: Sborror, Città dell'Alfabeto, Adonis, Zerovirgolaniente, Il Prato Nero, Cumuli, Progetto L.o.D.

Forums: Skuro Connection, Cassandrino, Literae

Altro: Binario 1, Il negozio di libri di Peter Patti / franc'O'brain su Lulu,
United colors of franc'O'brain,
Skuro Connection.

 

 

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lunedì, 25 maggio 2009

Cherie Blair a Fabio Fazio: Tony mi disse: 'Fa' in modo che non mi facciano fotografie vicino a lui con la bandana in testa".

Ospite da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, la moglie dell'ex premier britannico Tony Blair, Cherie, ha parlato della sua esperienza da first lady. L'occasione è stata la biografia scritta da Cherie Blair, Speaking for Myself, nella quale ha raccontato il periodo trascorso a Downing Street.

Numerosi gli incontri importanti riportati e numerosi gli aneddoti correlati. Un episodio singolare riguarda proprio l'incontro avvenuto in Sardegna nel 2004 con il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Fu una sorpresa davvero - ha spiegato l'ex first lady a Fazio - andammo lì perché speravamo di convincere Berlusconi a votare a favore dell'assegnazione delle Olimpiadi a Londra. Quando arrivammo, restammo un po' sorpresi nel vedere Silvio con questa 'sciarpona', quella bandana famosa. E' vero che doveva essere una visita privata. Ci spiegò che aveva un po' di problemi in testa e capimmo che si era sottoposto a un trapianto di capelli".

Cherie ha poi raccontato che a un certo punto Berlusconi propose di andare a fare un giro, dicendo che però prima si sarebbe cambiato. "Mio marito sperava si togliesse la bandana - ha spiegato la moglie di Tony Blair - invece no. Se la tenne in testa, se l'era semplicemente cambiata con un'altra che si intonava con il colore della sua camicia. Fu cosi che Tony mi disse: 'Qualsiasi cosa accada, fa' in modo che non mi facciano fotografie vicino a Silvio con la bandana. Mettiti tu in mezzo, altrimenti la stampa britannica ci uccide".

 

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mercoledì, 06 maggio 2009

HACKLETTURA 188

Vuole rimanere Anonima.
Ma ci racconta i Party di casa Berlusconi

Oggi posterò un articolo, cosa che faccio rarissimamente. Chiedendomi e chiedendovi se un cittadino tedesco, per dirne uno a caso ... riuscirebbe a tollerare una situazione simile ... in cui la Merkel ... tra Maschietti Ventenni ...

[Precisazione: ho scritto all'autore del seguente articolo per avere qualche sicurezza in più sui contenuti, dato che il "Testimone Gioiellare" ha voluto rimanere anonimo/a. Il Giornalista ha risposto immediatamente, con ironia e cortesia: della sua mail riporto solo il "(...) vada tranquillo (...)" - degennaroriccardo@yahoo.it]


"Palazzo Grazioli. Tra Piatti e Bacetti"
I coperti sono sempre 50. È un numero che probabilmente piace al Presidente del Consiglio, lo considera forse congruo per qualunque occasione, una riunione politica, un incontro d'affari, una festa. La tavola è situata al centro di un bellissimo salone, come quelli dei ristoranti di lusso, ma si trova a Palazzo Grazioli, l'abitazione privata di Berlusconi di fronte a Palazzo Venezia. Vuota, la sala fa un po' impressione, soprattutto quando gli invitati sono quattro o cinque e naturalmente si domandano il perché dei restanti coperti. Non è considerato un problema non arrivare a occupare tutti i posti, ma - si sa - l'attuale Presidente del Consiglio è anche uomo di fantasia, difficile non immaginare qualche sorpresa. Per avere la certezza che quella sera il premier non ha alcuna intenzione di parlare di politica o d'affari basta attendere qualche minuto. A un certo punto, infatti, si spalancano le porte ed ecco Berlusconi, accompagnato dal fido menestrello Apicella e scortato da una cinquantina di fanciulle. Sono tutte intorno ai vent'anni, sono poco vestite e adoranti al punto da intonare immediatamente l'inno personale del padrone di casa: «Meno male che Silvio c'è!». Silvio, tuttavia, non vuole essere soltanto spettatore, ma protagonista. Come sempre. Eccolo allora afferrare il microfono che sta a centro tavola e ricambiare l'omaggio con alcuni stornelli, accompagnato dal simpaticissimo Apicella. Sono le canzoni da osteria, dal doppio senso incorporato, che lasciano un po' sbigottiti alcuni tra i presenti. Le ragazze sembrano incantate da tanta bravura, ridono, scherzano tra loro e non nascondono la gioia per una serata che sarà sempre tra i loro migliori ricordi. Terminati gli stornelli, il presidente del consiglio, che forse anche per questo qualcuno definisce l'Imperatore, non ha difficoltà nell'andare incontro alle ragazze festanti, dare un bacetto a questa e una carezza a quella, invitare la giovane che sul momento ispira maggiormente i suoi sentimenti a sedergli sulle ginocchia. D'altronde, non mostra grande appetito. Il Presidente del Consiglio, infatti, si limita a una forchettata sola, una di numero. Poi più nulla. Eppure il cibo è ottimo. I camerieri, che indossano rigorosamente guanti bianchi, sembrano un po' svogliati e servono le ragazze quasi controvoglia: anziché appoggiare delicatamente le portate quasi le lasciano cadere. E poi non sembra loro affatto interessare se si tratti di aspiranti soubrette o future eurodeputate. Chiunque siano, infatti, saranno premiate in una misura di gran lunga superiore di quanto sia retribuito il lavoro dei domestici: a fine cena, i valletti entrano ancora una volta con i vassoi d'argento e porgono ad ogni ragazza un gioiello, una collana, un braccialetto. Le fanciulle saltellano, lanciano gridolini, ringraziano il loro generoso anfitrione, sebbene nessuna possa ancora permettersi di chiamarlo "papi". Forse più avanti. Questa storia sembra una fiaba, ma non è una fiaba: mi è stata raccontata da una persona che l'ha vissuta e che, comprensibilmente, preferisce rimanere nell'anonimato.
(Riccardo De Gennaro per l'Unità, 4 maggio 2009. Pagina 8)

[P.s.: certo, se il "testimone berluscare" avesse avuto il coraggio di fare outing sulla propria identità, il tutto avrebbe avuto un peso diverso. Anche se immagino che un quotidiano come l'Unità non si possa permettere, soprattutto in questo periodo, una clamorosa patacca. Ma il tempo potrebbe essere galantuomo: qualora Arcore non agisca in giudizio nei confronti del giornale o non esca in qualche modo allos coperto, ciò significherebbe che tali contenuti ...  ]

[P.s. 2: non preoccupatevi, ho raggiunto il livello di saturazione. Dopo oggi per un po' non parleremo più di Divorzi, Ciarpame e Viziacci Berluscosi ...]


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giovedì, 30 aprile 2009

HACKLETTURA 187

Gli attempati politici italiani: 'Viva la f..a!'

"Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo le canzoni di Scugnizzi"

All'inizio era un retroscena segreto. Diventa un caso politico, dopo le dichiarazioni-bordate di Veronica Lario (per la quale Vittorio Feltri invoca il "ricovero coatto"). Ora rischia di trasformarsi in vischioso scandalo di provincia. Mentre mamma e papà blindano, infatti, la neo-18enne candidamente ambiziosa che racconta tutta la sua "venerazione per 'papi' presidente", affiora anche l'eco della complessa vicenda giudiziaria che coinvolse, nei primi anni Novanta, il padre di Noemi.

Questo è quanto scrive Repubblica.

Ma procediamo con ordine. Siamo a Casoria e all'Upper gold, in Villa Santa Chiara sulla Circumvallazione, si sta svolgendo un party. La ragazza festeggiata (è il giorno del suo 18simo compleanno) va in sollucchero quando, entrando nel locale che ha le luci abbassate, riconosce un'ombra: quella di Silvio B.
"Paaaapiiii" grida la piccola, cadendo ai piedi del grande uomo che governa le sorti del Paese. Intanto, parte la colonna musicale: un pop-porno assai in voga.

Dev'essere stata una bella festicciola. Davvero indimenticabile.

Noemi Letizia, questo il nome e il cognome della bionda napoletana, ai giornalisti dichiara candidamente: "Sì, voglio fare carriera nel mondo dello spettacolo..."
Ma... "papi"?
"Certo. Lo chiamo presidente, ma qualche volta mi scappa 'papi'."
Berlusconi, ha spiegato Noemi, è un amico di famiglia. Però con i genitori "non è che si siano incrociati sul lavoro: mio padre è un dipendente comunale, e poi abbiamo una profumeria alla periferia di Napoli. Lui mi vuole bene come una figlia. E anche io, noi tutti gli siamo legati. Come si fa a non volergli bene? E' un mito, non sapevo che sarebbe comparso così dal buio della sala. Ho guardato mia madre che è sbiancata, tesa ma felice. "
Erano le 22, ha ricordato la ragazza. "Gli invitati stanno dentro, io arrivo dopo, con l'autista. Mi presentano al microfono, nel buio. Ovazione. Poi vedo mamma con gli occhi che le brillano, mi dice 'c'è una sorpresa'. Quindi, con le luci spente, si apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi."
Quale regalo le ha fatto?
"E' entrato con quel sorriso e un pacchettino in mano, e nel pacchettino c'era un collier." (Alcune fonti riportano invece una collana d'oro con ciondolo, N.d.R.)

La giovane Noemi, che ha già al suo attivo qualche comparsata televisiva ad esempio ne La Notte delle Sirene, aggiunge: "Sogno di fare la show girl. Perchè io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini". Per adesso partecipa come ballerina-valletta-showgirl alla trasmissione Stelle emergenti, condotta da Francesca Rettondini tutti i martedì su TeleA. La politica dunque momentaneamente può attendere. "Però sosterrò 'papi' fino alla morte" ha concluso la teenager nella sua intervista rilasciata lunedì al Corriere della Sera. E sul Corriere del Mezzogiorno, alla domanda del giornalista Angelo Agrippa su quando la vedremo in politica, alle Regionali, risponde: "Preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio" (!).

"Papi" è un nomignolo equivoco. In americano, le ragazze chiamano così gli amanti più vecchi; quelli con i soldi. Ma forse Noemi non lo sa. Dai toni che usa, viene un dubbio: si vanta di essere una "pupilla" di B. oppure il suo è un dramma sociale? Cioè: cerca aiuto per uscire da questa situazione e perciò recita il ruolo dell'ingenua, sperando che qualcuno accorri a salvarla?

No. Sembra che intenda seriamente. Difatti, rivela ancora: "Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme. I suoi CD li ho tutti. Come fa quella sua canzone...? 'Mon amour, lalalala'... E poi c’è la colonna sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte o al karaoke".
E racconta anche una delle barzellette del premier, la sua (di lei) preferita: vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: "Vuoi morire o bunga-bunga?". Il ministro sceglie: "bunga-bunga". E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: "Voglio morire!" Ma il capo tribù: "Prima bunga-bunga e poi morire". (Corriere del Mezzogiorno.it)

Altamente edificante.

Scende nei particolari Fulvio Bufi sul Corriere: [Noemi] ha sul tavolo i CD di Mariano Apicella con le canzoni che lei canta con papi "quando vado a trovarlo a Roma o a Milano, perché mica può venire sempre lui qui, con tutte le cose che ha da fare". Anche lei ha molto da fare: "Innanzitutto la scuola: studio grafica pubblicitaria", e corre a prendere un libro sul simbolo del PdL, regalo di papi con tanto di dedica: "Alla mia piccola Noemi, alla mia piccola grafica pubblicitaria dal suo papino putativo".

I giornalisti si recano da Anna Letizia, sua madre - una signora bionda, minuta, dall'aspetto molto piacevole (è ex Miss Tirreno)... E anche lei, la genitrice della "figlioccia" del premier, chiama il Berlusca "papi".

"Le foto?" dice Anna Letizia. "Se vuole può pubblicarle lui, papi. Perché di foto ne ha tante."

"Preferisco non rilasciare dettagli su come, dove o quando ho conosciuto il presidente. Non chiedetemelo più, per favore. Su questo consentiteci un po' di privacy. Come persona, come famiglia e come madre. Le mie foto? No, non amo darle. Se vuole, può farle uscire lui, papi".
E' turbata da come i media hanno trasformato "un’amicizia così pulita in un affare squallido. Berlusconi è un uomo che ama il popolo e ama stare a contatto con esso. Una persona onesta, un carissimo amico. Per questo, come donna, madre e amica, preferisco non aggiungere altro per evitare che quella che è una grande amicizia venga ulteriormente infangata."

Ogni volta che Berlusconi è a Napoli, la signora Anna e Noemi vanno a salutarlo all’Hotel Vesuvio. Poi la sorpresa alla festa dei diciott’anni di domenica. E i regali ai compleanni. "Una volta un diamantino, un’altra volta una collanina" racconta Noemi nell’intervista al Corriere
Per tacere degli incontri a Roma nello studio del premier. Incontri privati, incontri in cui Berlusconi si lascia andare e si confida...
Dice la mamma di Noemi: "Papi ne ha tante di foto. Non saremo certo noi a usare il suo nome e la sua generosità. Noi non avremmo mai voluto che uscisse, questa notizia. Anche se, in fondo, si trattava del party della maturità di una ragazzina. Ecco: lo vorrei dire, con infinito rispetto, anche alla intelligente signora Veronica Lario: lei resta nel mio cuore di ammiratrice, ma forse se la prende troppo per un semplice gesto di attenzione".

Anna Letizia, da Portici, il comune della costa vesuviana dove nove anni fa si candidò persino come consigliere comunale di centrosinistra (ma "papi" lo sa?), prova a rintuzzare la rabbia della First Lady: "Anch'io sono madre, anch'io difendo i miei cuccioli, e sono stata sfortunata: ho perso un figlio in un incidente stradale, anni fa. Questo non c'entra, ci mancherebbe. Mi chiedo soltanto: che colpa abbiamo noi se un padre così amato, un uomo famoso nel mondo, non ha avuto il tempo di essere presente alla festa dei diciott'anni dei suoi figlioli? Troverà chissà quanti altri modi per dar loro amore e protezione, no?".

E’ lo stesso Berlusconi a fornire qualche dettaglio su come sia nata tale amicizia. "Se fosse stata una cosa piccante, sarei andato in mezzo alla gente a farmi delle foto? Conosco il padre da una vita, è un vecchio socialista ed era l’autista di Craxi".
Smentisce Bobo Craxi: "Cado dalle nuvole. L’autista di mio padre si chiamava Nicola, era veneto ed è morto da qualche anno. Io questa Noemi e suo padre non li conosco davvero".
Smentiscono anche Giulio Di Donato e gli altri socialisti napoletani: "Craxi non ha mai avuto un autista a Napoli".

Dunque, non era l'autista di Craxi. Fu invece indagato e poi assolto per una storia di compravendite di licenze annonarie (era il febbraio 1993; venne arrestato con l'accusa di peculato e concussione per una tangente da 35 milioni). Ma il papà di Noemi, raggiunto due volte, prima di persona e poi al telefono, non intende "minimamente commentare queste voci".
Riemergono gli spettri di un passato tormentato. Lui, Benedetto Letizia detto Elio, fu travolto dall'inchiesta. All'epoca era in carriera come segretario dell'ex assessore socialdemocratico del Comune di Napoli, Grieco. Poi divenne amico inseparabile dell'allora direttore generale dell'amministrazione, anch'egli coinvolto nell'indagine. Il signor Letizia si professò innocente e i fatti gli diedero ragione. Così fu reintegrato in un posto di commesso, non avendo titolo di studio. Oggi è titolare di alcuni esercizi commerciali nella periferia nord, quartiere di Secondigliano, dominio di clan e spesso teatro di scorribande violente. "Una ricostruzione che viene a turbare il clima da gossip, in fondo piacevole" scrive Repubbica.
"Ora basta pulcinellate" ammonisce il signor Letizia. "Vuoi vedere che questa storia di mia figlia Noemi deve diventare un fastidio vero per tutti noi?".

Ora, io mi chiedo se molti di noi forse non sopravvalutano l'Italia e gli italiani. Pensavamo che il velinume frequentato da sciami di politici fosse limitato a una fascia ristretta, e invece probabilmente c'è in quasi ogni famiglia una ragazza, una "bimbaminkia", pronta a vendersi. Credevamo, ingenui come siamo, che "papi" e i suoi prezzolati amici si fossero dati alla politica per sviluppare interessi di denaro e/o per ottenere l'immunità, e invece la verità è forse ancora più squallida: sono diventati parlamentari perché con la lora faccia di preti da penitenziario non rimorchiavano, mentre così, insigniti di cariche istituzionali, potevano fare ficki-ficki - prima che non gli tirasse più.

Viva l'Italia! Viva la f..a!



                bloggato da:  Senzacolpoferire

 

postato da: bloggherone alle ore aprile 30, 2009 13:47 | link | commenti
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mercoledì, 29 aprile 2009

HACKLETTURA 186

La Struttura Delta

C'è una rete sotterranea costruita per portare acqua a un mulino solo. Chiamiamola "Struttura Delta". Funziona basandosi su un organigramma trasversale (Mediaset e RAI) il cui scopo è quello di rimbecillire le masse a colpi di velinume ed offuscare le notizie sgradite al potere, enfatizzando quelle "favorevoli" e dunque ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere e per il suo variopinto circo di leccapiedi.
In questo senso, gli uomini Delta fanno anche di tutto per criminalizzare Internet, iniziando nel contempo a commercializzarlo mentre operano spietate censure ai danni dell'informazione libera, denigrando e letteralmente cancellando decine e decine di web-reporter con una forte pressione sui responsabili italiani di YouTube, Google et alia.



 
Quello che ci propinano i media è un "mondo camuffato", una "cronaca addomesticata. In una finzione umiliante e politicamente drammatica della concorrenza, del pluralismo, dei diritti del cittadino-spettatore, alterando alla radice il mercato più rilevante di una democrazia, quello in cui si forma la pubblica opinione." (Cito da
un editoriale di Ezio Mauro su La Repubblica). 

Esempio clamoroso è il coverage sul terremoto in Abruzzo. La differenza tra i TG italiani e quelli tedeschi
è documentata in un video che vale molto più di mille parole scritte. I servizi realizzati dalla folta brigata di cecchini e sciacalli del giornalismo italiota sono di un'assurdità pazzesca e inumana, e quando la "linea" viene restituita allo studio centrale, la verità viene rivoltata come un guanto (ci assicurano che tutto funziona alla meraviglia, l'organizzazione è perfetta, lodevole è l'impegno personale del Presidente del Consiglio, ecc.).
Nei servizi delle emittenti tedesche, gli intervistati (terremotati e volontari della Protezione Civile) non fanno invece che imprecare contro gli aiuti insufficienti e il caos delirante...

  
 
Interessante anche questo videoreportage di ByoBlu (Claudio Messora): La grande balla di Berlusconi in Abruzzo, che non parla del sisma bensì della vittoria elettorale del Cavaliere di pochi mesi prima. Tra i numerosi commenti degli utenti al video di Byoblu, ne abbiamo scelto uno a rappresentanza di tutti gli altri: "Grazie per la tue preziose informazioni. Questo è un vero TG... altro che i fantocci della televisione!"

Infatti.

Del resto, sulla "scomparsa dei fatti" si è già espresso a sufficienza Marco Travaglio (anche in un libro che porta proprio questo titolo: La scomparsa dei fatti),
che possiamo rivedere qui ospite di Che tempo che fa.

L'esistenza di una Struttura Delta (denominazione che si ispira alle teorie del sociologo americano Vance Packard) è quanto cerca di smascherare il giornalista Enzo Di Frenna in un suo servizio-video a base di interviste: 
Prima parte; Seconda parte.

Sempre di Di Frenna un intervento sul blog di Byoblu/Claudio Messora su "
L'ombra sulla rete" circa i recentissimi fatti di disinformazione telecomandata.



Come specifica ancora Ezio Mauro: "Ci sono le prove documentali di questa operazione sotterranea, che ha agito per anni alle spalle dei Consigli di amministrazione, della Commissione di vigilanza, dei moniti del Quirinale sul pluralismo dell'informazione. Si tratta - come ha documentato Repubblica - di un'indagine della magistratura milanese sul fallimento dell'Hdc, la holding dell'ex sondaggista di Berlusconi (e della Rai) Luigi Crespi, che è stato per un lungo periodo anche il vero spin doctor del Cavaliere."

Aspettiamo dunque che la magistratura ci illumini. 


 


                bloggato da:  Cioppo bbello!

 

 

postato da: bloggherone alle ore aprile 29, 2009 16:37 | link | commenti
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lunedì, 27 aprile 2009

HACKLETTURA 185

Il Bayern ha licenziato Klinsmann

Dopo l'altalenante parentesi alla guida della Nazionale tedesca, Klinsmann perde un'altra "poltrona": stamani infatti è stato sollevato dall'incarico di allenatore del Bayern. L'ex attaccante di tanti club prestigiosi (Stoccarda, Inter, Monaco, lo stesso Bayern, Tottenham...) tornerà domani stesso negli Stati Uniti, dove ufficialmente risiede.

Licenziati anche i due assistenti che lui aveva voluto con sé, entrambi arrivati dagli U.S.A.: Martin Vasquez e Nick Thesiof. 


Il vecchio e glorioso Olympiastadion, dove Klinsmann segnò tanti goal


Jürgen Klinsmann è uno dei tanti allenatori che non sono riusciti ad andare mai veramente d'accordo con la dirigenza della società bavarese, vuoi per indole personale (come Rehagel, come Magath), vuoi per scarsità di successi (Ribbeck nel '92-'93). La triade Beckenbauer-Rummenigge-Hoeness è una presenza granitica che, al pari dei manager delle grandi compagnie, guarda solo ai numeri, e la sconfitta casalinga di sabato con lo Schalke 04, che ha seguito di poche settimane il pesante 1-5 di Wolfsburg,  è costato a "Klinsi" il posto. Non importa se altre aspiranti al titolo di campione abbiano fatto a loro volta degli scivoloni: l'Amburgo infatti è stato fermato dal Borussia Dortmund, il Wolfsburg di Magath e Barzagli ne ha beccati due dalla penultima Energie Cottbus...; per Hoeness e Rummenigge (Beckenbauer detiene solo la presidenza onoraria), lo svevo-americano non è più da Bayern. Klinsmann ha un contratto fino al 2010 e quindi non avrà certo problemi di denaro, tuttavia questo esonero rappresenta un altro brutto colpo alla sua immagine.


Un rapporto problematico: "Klinsi" e - a destra - "Uli" Hoeness (Bayern-Brema 2-5)

Durante la sua carriera di calciatore, "Klinsi" si elevava sulla massa dei suoi colleghi per via dei capelli lunghi e dello stile di vita (ascoltava rock, andava in giro a bordo di un Maggiolino...). Dopo aver intrapreso la strada dell'allenatore, è andato via via perdendo il suo sorriso, e non erano pochi coloro che gli vaticinavano un fallimento, non ritenendolo in grado di tener duro a certi livelli dirigenziali, dove, com'è risaputo, non basta l'entusiasmo per riuscire a nuotare in un mare infestato da squali. Lui ha un po' stupito tutti raggiungendo con la Germania il terzo posto nei Mondiali del 2006, ma i suoi rapporti poco felici con la stampa e con i "boss" della federazione lo hanno portato a rassegnare le dimissioni; del resto quei Mondiali erano ospitati dalla Germania e l'intera nazione sognava di vincerli.

 Il Bayern Monaco lo ha chiamato dieci mesi fa, fedele alla tradizione di affidarsi ai suoi "ex". La partenza è stata disastrosa: due sole vittorie nelle prime sei gare, con i giornalisti a dargli addosso. Poi è arrivata pian piano la ripresa, con il reinserimento nei primi posti della classifica. A Klinsmann ha arrecato tante critiche l'estromissione dalla Champions League ai quarti di finale - sonoro 0-4 inflitto ai bavaresi dai fuoriclasse del Barcellona. L'allenatore se ne va con un sorriso amaro, pagando in realtà le scelte di mercato sbagliate da parte del club (ma questo Rummenigge e Hoeness non lo ammetteranno mai).

A Klinsmann subentra Jupp Heynckes, che ha già guidato il Bayern per quattro anni (1987-1991) vincendo due titoli di Bundesliga.


Il nuovo stadio di Monaco di Baviera

 

 



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domenica, 26 aprile 2009

HACKLETTURA 184

'Bribery' significa corruzione

Berlusconi - Economist 0 - 1

Lezione d'inglese per il nostro Premier

The Economist vince la causa. Nel 2001 la rivista londinese aveva giudicato il nostro Premier "inadatto a governare". Lui, sentendosi diffamato, aveva avviato una querela. A sette anni di distanza, il Tribunale di Milano ha definitivamente rigettato le sue accuse obbligandolo ad assumersi tutti i costi legali sostenuti dall'Economist, che è stato difeso da Berardino Libonati.
L'articolo "incriminato" parlava dei numerosi inciuci dell'allora leader dell'opposizione, i suoi rapporti con la mafia, le accuse di corruzione ("bribery") di politici, giudici e componenti della Guardia di Finanza, nonché dei processi a carico di Fininvest. Berlusconi non c'era stato e aveva denunciato il settimanale britannico. Il quale però non ha mai desistito e all'attuale Presidente del Consiglio italiano ha dedicato altri numeri altamente edificanti, criticando ultimamente anche il progetto Nuova Alitalia.

All'estero, il Premier viene considerato una sorta di erede naturale di Mussolini e/o Al Capone. Non solo in Inghilterra ma anche in America, Francia, Germania, Spagna ecc. vengono raccontate barzellette su di lui, e persino i media ufficiali trattano l'argomento con un'ironia che sfiora i toni di un umorismo da bettola. Se ne occupano tutti: dalle emittenti serie a quelle di puro intrattenimento, dalla yellow press a pubblicazioni rinomate come il magazine tedesco Der Spiegel, che ha intitolato un suo servizio "Il Padrino"...

Der Spiegel - Berlusconi
 



                bloggato da:  Zerovirgolaniente

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martedì, 21 aprile 2009

HACKLETTURA 183

J.G. Ballard (1930-2009)

 

Aveva 78 anni James Graham Ballard quando il cancro (di cui soffriva da tanto tempo) l’ha ucciso. E' accaduto ieri, 19 aprile 2009, a Londra, e immediatamente le agenzie di tutto il mondo hanno battuto la notizia.

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Ballard era uno degli scrittori di fantascienza maggiormente scettici nei confronti del progresso e dei tanto decantati benefici della scienza e della tecnica. Nato a Shangai, fu fatto prigioniero dai giapponesi nel 1941, ancora bambino: un’esperienza traumatizzante che lui, oltre quarant’anni più tardi, avrebbe raccontato in Empire of the Sun (“L'Impero del Sole”), da Steven Spielberg magistralmente trasposto per il grande schermo. Questo primo spezzone di autobiografia, insieme a un paio di altri romanzi nei quali risalta la sua capacità di analizzare la vita contemporanea con forte realismo visionario, lo ha proiettato nel Parnaso degli scrittori britannici più apprezzati in assoluto. 

Ballard, che solo a cominciare dal 1946 visse in Inghilterra (dove sfollò con la madre e le sorelle), avrebbe voluto diventare medico. Non riuscì però a concludere gli studi e, dopo aver provato vari espedienti per guadagnarsi da vivere, entrò nella Royal Air Force. Mentre era di stazza in Canada, si appassionò per la science fiction.

Congedatosi e tornato in patria, iniziò la carriera di scrittore nel 1961, con il romanzo di fantascienza The Wind from Nowhere (“Vento dal nulla”). 

Da qui in poi, avrebbe pubblicato le sue opere con cadenza regolare. Una delle più celebri rimane The Atrocity Exhibition (“La mostra delle atrocità”; 1970). Si tratta di una silloge di quindici racconti aventi in comune un unico protagonista e le sue svariate ossessioni, comprendenti quelle sul suicidio di Marilyn Monroe e sull'omicidio del presidente Kennedy. In uno dei racconti, il tema è l’abnorme fissazione per gli incidenti stradali, che Ballard tornerà a trattare, approfondendolo, in Crash (1973), romanzo alquanto controverso da cui David Cronenberg trasse una pellicola poco fortunata.

La precoce scomparsa di sua moglie Helen Matthews, nel 1964 (dopo appena dieci anni di matrimonio), lasciò nello scrittore ferite indelebili. Lui cercò di superare quest’altro trauma con il romanzo The Kindness of Women (“La gentilezza delle donne”), praticamente la seconda parte della sua autobiografia, piena di immagini surreali e simboli di sofferenza, dolore, pazzia e morte.

Le sue visioni erano così infernali, per quanto avessero uno stretto rapporto con la realtà, che la critica inglese coniò un nuovo aggettivo: "ballardian". Il Collins English Dictionary dà di "ballardian" la seguente definizione: "Modernità distopica, desolati paesaggi costruiti dall'uomo, effetti psicologici derivanti dallo sviluppo tecnologico, sociologico o ambientale". Non c'è nulla di surreale in Ballard: tutt'altro. Lui pone la realtà sotto il microscopio fino a sviscerarne gli aspetti più crudeli. Il suo è realismo alla massima potenza, dunque; iperrealismo. La presunta normalità - ci suggeriscono i suoi libri - è solo un'illusione percettiva.

Gruppi rock come i Radiohead e Joy Division ammirano le opere di Ballard, e il produttore musicale Trevor Horns ha ammesso che era stato il suo racconto "The Sound-Sweep" a servire da ispirazione per "Video Killed the Radio Star", prima canzone in assoluto a essere trasmessa da MTV.

ballard

“Deserto d'acqua”, “Terra bruciata” e “Foresta di cristallo” sono alcuni dei titoli di Ballard più noti agli amanti della fantascienza. Romanzi crudi, quasi tutti ambientati sulla Terra e in cui spesso avvengono catastrofi immani. “L'isola di cemento” e “Condominium” trattano in maniera allucinata - e allucinante - il tema della violenza che pare sempre scatenarsi da inezie, da qualche banale incidente. Con il tempo, quella di Ballard diventa sempre più una fantascienza sui generis: l’autore infatti finisce per approdare definitivamente a una letteratura "delle ossessioni" che alcuni critici hanno voluto paragonare ai prodotti di Williams Burroughs. Ma forse è più lecito il paragone con Philip K. Dick, anche se quest'ultimo, nella sua "geniale follia", era più un filosofo, mentre Ballard era più un letterato.

Nel 2003 lo scrittore inglese condannò con toni ironicamente amari l'invasione militare dell'Irak, prevedendo che gli occidentali non vi avrebbero trovato nessuna arma di distruzione. E, sempre nello stesso anno, dichiarò, in un'intervista rilasciata alla testata australiana The Age: "Dobbiamo romperla con il mito secondo cui è possibile 'illuminare' ed educare l'umanità. In questo modo ci si culla nell'illusione che tutti noi siamo esseri razionali e perfettibili, mentre invece non è così".

Il suo ultimo romanzo Kingdom come (“Regno a venire”, in Italia pubblicato da Feltrinelli), parla dell'inumano cinismo di un capitalismo spinto agli eccessi.

“Si guardi attorno, signor Pearson. Abbiamo a che fare con un nuovo esempio di uomo e di donna: occhi stretti, passivi, stringono in mano le loro carte di credito dei grandi magazzini... Vogliono essere presi in giro, vogliono essere convinti a comprare delle emerite schifezze. La loro istruzione si basa sugli spot televisivi. Sanno che le uniche cose che valgono sono quelle che possono mettere nella busta della spesa. Questa è una zona infestata, signor Pearson, e la peste si chiama consumismo.” (Cap. 4, pag. 37)

ballard

La terza e ultima parte  della sua autobiografia, Miracles of Life, è uscita l'anno scorso. Ballard era da tempo consapevole che i suoi giorni erano ormai segnati.

 

           Pubblicato su The Uchronicles


 


                bloggato da:  Adonis

 

postato da: bloggherone alle ore aprile 21, 2009 05:17 | link | commenti
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