"Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo le canzoni di Scugnizzi"

All'inizio era un retroscena segreto. Diventa un caso politico, dopo le dichiarazioni-bordate di Veronica Lario (per la quale Vittorio Feltri invoca il "ricovero coatto"). Ora rischia di trasformarsi in vischioso scandalo di provincia. Mentre mamma e papà blindano, infatti, la neo-18enne candidamente ambiziosa che racconta tutta la sua "venerazione per 'papi' presidente", affiora anche l'eco della complessa vicenda giudiziaria che coinvolse, nei primi anni Novanta, il padre di Noemi.
Questo è quanto scrive Repubblica.

Ma procediamo con ordine. Siamo a Casoria e all'Upper gold, in Villa Santa Chiara sulla Circumvallazione, si sta svolgendo un party. La ragazza festeggiata (è il giorno del suo 18simo compleanno) va in sollucchero quando, entrando nel locale che ha le luci abbassate, riconosce un'ombra: quella di Silvio B.
"Paaaapiiii" grida la piccola, cadendo ai piedi del grande uomo che governa le sorti del Paese. Intanto, parte la colonna musicale: un pop-porno assai in voga.
Dev'essere stata una bella festicciola. Davvero indimenticabile.
Noemi Letizia, questo il nome e il cognome della bionda napoletana, ai giornalisti dichiara candidamente: "Sì, voglio fare carriera nel mondo dello spettacolo..."
Ma... "papi"?
"Certo. Lo chiamo presidente, ma qualche volta mi scappa 'papi'."
Berlusconi, ha spiegato Noemi, è un amico di famiglia. Però con i genitori "non è che si siano incrociati sul lavoro: mio padre è un dipendente comunale, e poi abbiamo una profumeria alla periferia di Napoli. Lui mi vuole bene come una figlia. E anche io, noi tutti gli siamo legati. Come si fa a non volergli bene? E' un mito, non sapevo che sarebbe comparso così dal buio della sala. Ho guardato mia madre che è sbiancata, tesa ma felice. "
Erano le 22, ha ricordato la ragazza. "Gli invitati stanno dentro, io arrivo dopo, con l'autista. Mi presentano al microfono, nel buio. Ovazione. Poi vedo mamma con gli occhi che le brillano, mi dice 'c'è una sorpresa'. Quindi, con le luci spente, si apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi."
Quale regalo le ha fatto?
"E' entrato con quel sorriso e un pacchettino in mano, e nel pacchettino c'era un collier." (Alcune fonti riportano invece una collana d'oro con ciondolo, N.d.R.)
La giovane Noemi, che ha già al suo attivo qualche comparsata televisiva ad esempio ne La Notte delle Sirene, aggiunge: "Sogno di fare la show girl. Perchè io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini". Per adesso partecipa come ballerina-valletta-showgirl alla trasmissione Stelle emergenti, condotta da Francesca Rettondini tutti i martedì su TeleA. La politica dunque momentaneamente può attendere. "Però sosterrò 'papi' fino alla morte" ha concluso la teenager nella sua intervista rilasciata lunedì al Corriere della Sera. E sul Corriere del Mezzogiorno, alla domanda del giornalista Angelo Agrippa su quando la vedremo in politica, alle Regionali, risponde: "Preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio" (!).

"Papi" è un nomignolo equivoco. In americano, le ragazze chiamano così gli amanti più vecchi; quelli con i soldi. Ma forse Noemi non lo sa. Dai toni che usa, viene un dubbio: si vanta di essere una "pupilla" di B. oppure il suo è un dramma sociale? Cioè: cerca aiuto per uscire da questa situazione e perciò recita il ruolo dell'ingenua, sperando che qualcuno accorri a salvarla?
No. Sembra che intenda seriamente. Difatti, rivela ancora: "Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme. I suoi CD li ho tutti. Come fa quella sua canzone...? 'Mon amour, lalalala'... E poi c’è la colonna sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte o al karaoke".
E racconta anche una delle barzellette del premier, la sua (di lei) preferita: vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: "Vuoi morire o bunga-bunga?". Il ministro sceglie: "bunga-bunga". E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: "Voglio morire!" Ma il capo tribù: "Prima bunga-bunga e poi morire". (Corriere del Mezzogiorno.it)
Altamente edificante.
Scende nei particolari Fulvio Bufi sul Corriere: [Noemi] ha sul tavolo i CD di Mariano Apicella con le canzoni che lei canta con papi "quando vado a trovarlo a Roma o a Milano, perché mica può venire sempre lui qui, con tutte le cose che ha da fare". Anche lei ha molto da fare: "Innanzitutto la scuola: studio grafica pubblicitaria", e corre a prendere un libro sul simbolo del PdL, regalo di papi con tanto di dedica: "Alla mia piccola Noemi, alla mia piccola grafica pubblicitaria dal suo papino putativo".

I giornalisti si recano da Anna Letizia, sua madre - una signora bionda, minuta, dall'aspetto molto piacevole (è ex Miss Tirreno)... E anche lei, la genitrice della "figlioccia" del premier, chiama il Berlusca "papi".
"Le foto?" dice Anna Letizia. "Se vuole può pubblicarle lui, papi. Perché di foto ne ha tante."
"Preferisco non rilasciare dettagli su come, dove o quando ho conosciuto il presidente. Non chiedetemelo più, per favore. Su questo consentiteci un po' di privacy. Come persona, come famiglia e come madre. Le mie foto? No, non amo darle. Se vuole, può farle uscire lui, papi".
E' turbata da come i media hanno trasformato "un’amicizia così pulita in un affare squallido. Berlusconi è un uomo che ama il popolo e ama stare a contatto con esso. Una persona onesta, un carissimo amico. Per questo, come donna, madre e amica, preferisco non aggiungere altro per evitare che quella che è una grande amicizia venga ulteriormente infangata."
Ogni volta che Berlusconi è a Napoli, la signora Anna e Noemi vanno a salutarlo all’Hotel Vesuvio. Poi la sorpresa alla festa dei diciott’anni di domenica. E i regali ai compleanni. "Una volta un diamantino, un’altra volta una collanina" racconta Noemi nell’intervista al Corriere.
Per tacere degli incontri a Roma nello studio del premier. Incontri privati, incontri in cui Berlusconi si lascia andare e si confida...
Dice la mamma di Noemi: "Papi ne ha tante di foto. Non saremo certo noi a usare il suo nome e la sua generosità. Noi non avremmo mai voluto che uscisse, questa notizia. Anche se, in fondo, si trattava del party della maturità di una ragazzina. Ecco: lo vorrei dire, con infinito rispetto, anche alla intelligente signora Veronica Lario: lei resta nel mio cuore di ammiratrice, ma forse se la prende troppo per un semplice gesto di attenzione".
Anna Letizia, da Portici, il comune della costa vesuviana dove nove anni fa si candidò persino come consigliere comunale di centrosinistra (ma "papi" lo sa?), prova a rintuzzare la rabbia della First Lady: "Anch'io sono madre, anch'io difendo i miei cuccioli, e sono stata sfortunata: ho perso un figlio in un incidente stradale, anni fa. Questo non c'entra, ci mancherebbe. Mi chiedo soltanto: che colpa abbiamo noi se un padre così amato, un uomo famoso nel mondo, non ha avuto il tempo di essere presente alla festa dei diciott'anni dei suoi figlioli? Troverà chissà quanti altri modi per dar loro amore e protezione, no?".
E’ lo stesso Berlusconi a fornire qualche dettaglio su come sia nata tale amicizia. "Se fosse stata una cosa piccante, sarei andato in mezzo alla gente a farmi delle foto? Conosco il padre da una vita, è un vecchio socialista ed era l’autista di Craxi".
Smentisce Bobo Craxi: "Cado dalle nuvole. L’autista di mio padre si chiamava Nicola, era veneto ed è morto da qualche anno. Io questa Noemi e suo padre non li conosco davvero".
Smentiscono anche Giulio Di Donato e gli altri socialisti napoletani: "Craxi non ha mai avuto un autista a Napoli".
Dunque, non era l'autista di Craxi. Fu invece indagato e poi assolto per una storia di compravendite di licenze annonarie (era il febbraio 1993; venne arrestato con l'accusa di peculato e concussione per una tangente da 35 milioni). Ma il papà di Noemi, raggiunto due volte, prima di persona e poi al telefono, non intende "minimamente commentare queste voci".
Riemergono gli spettri di un passato tormentato. Lui, Benedetto Letizia detto Elio, fu travolto dall'inchiesta. All'epoca era in carriera come segretario dell'ex assessore socialdemocratico del Comune di Napoli, Grieco. Poi divenne amico inseparabile dell'allora direttore generale dell'amministrazione, anch'egli coinvolto nell'indagine. Il signor Letizia si professò innocente e i fatti gli diedero ragione. Così fu reintegrato in un posto di commesso, non avendo titolo di studio. Oggi è titolare di alcuni esercizi commerciali nella periferia nord, quartiere di Secondigliano, dominio di clan e spesso teatro di scorribande violente. "Una ricostruzione che viene a turbare il clima da gossip, in fondo piacevole" scrive Repubbica.
"Ora basta pulcinellate" ammonisce il signor Letizia. "Vuoi vedere che questa storia di mia figlia Noemi deve diventare un fastidio vero per tutti noi?".

Ora, io mi chiedo se molti di noi forse non sopravvalutano l'Italia e gli italiani. Pensavamo che il velinume frequentato da sciami di politici fosse limitato a una fascia ristretta, e invece probabilmente c'è in quasi ogni famiglia una ragazza, una "bimbaminkia", pronta a vendersi. Credevamo, ingenui come siamo, che "papi" e i suoi prezzolati amici si fossero dati alla politica per sviluppare interessi di denaro e/o per ottenere l'immunità, e invece la verità è forse ancora più squallida: sono diventati parlamentari perché con la lora faccia di preti da penitenziario non rimorchiavano, mentre così, insigniti di cariche istituzionali, potevano fare ficki-ficki - prima che non gli tirasse più.
Viva l'Italia! Viva la f..a!